L'Italia al lavoro

Viaggio nelle imprese dell’Emilia-Romagna, dove la creatività supera ogni ostacolo

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Ogni piccola industria è un mondo unico, creato dall’imprenditore a propria immagine e somiglianza. L’Italia, Paese composto per la maggior parte da aziende di piccole e medie dimensioni, è un insieme di questi mondi nei quali gli imprenditori ricreano ogni giorno le rispettive realtà, attraverso un forte legame con il territorio e con le persone che lavorano nella loro impresa condividendone i valori e la cultura.

Per la sopravvivenza del suo ‘mondo creato’, l’imprenditore deve lottare quotidianamente con avversità economiche, mutamenti sociali, mercati competitivi, leggi e politiche fiscali penalizzanti. Ma di fronte a tutti questi ostacoli, sa sempre reagire in modo costruttivo, inventando risposte nuove, creative e innovative che gli consentono di superare i momenti di crisi e di diventare, talvolta, un modello imprenditoriale anche per i più grandi. Lo fa –altro aspetto importante– senza adeguarsi a schemi precostituiti imposti dall’esterno, dalla politica alla finanza.

Sono questi imprenditori i protagonisti de L’Italia al Lavoro, il progetto promosso da Persone&Conoscenze che ha l’obiettivo di scoprire le storie di aziende di successo per raccogliere e divulgare le testimonianze di imprenditori e Direttori del Personale di PMI eccellenti e rappresentative di un Made in Italy che funziona.

I campioni dell’Emilia-Romagna

Dopo Friuli-Venezia Giulia e Toscana, la terza tappa de ‘L’Italia al Lavoro’ è dedicata all’Emilia-Romagna, regione che può essere definita la locomotiva della Manifattura italiana. Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, dal 2008 a oggi l’Emilia-Romagna ha registrato le migliori performance dell’industria, accorciando il divario con il Veneto che resta al primo posto in termini assoluti. Nella classifica delle province italiane in base al valore aggiunto manifatturiero pro capite, tre delle prime quattro appartengono a questa regione: Modena (prima), Reggio Emilia (terza) e Parma (quarta).

Un punto di forza dell’Emilia-Romagna è la coesistenza di settori diversi, alcuni dei quali in grado di rafforzarsi a vicenda: dalla Ceramica alle Piastrelle, dai Macchinari ai Motori, dal Packaging all’Alimentare. Continua a crescere l’export della regione, che nei primi sei mesi del 2018 ha fatto registrare un +5,9% rispetto allo stesso periodo del 2017, per un totale di 31,5 miliardi di euro, pari al 13,6% dell’intero export nazionale.

Questi dati sono frutto di un mix tra genio imprenditoriale, eccellenza produttiva, legame con il territorio e valorizzazione delle persone. Siamo quindi andati a raccogliere alcune storie emblematiche di queste PMI di successo dell’Emilia-Romagna.

La passione per le cose ‘fatte bene’

Nell’evento de L’Italia al Lavoro di Bologna del 19 febbraio 2019 si sono confrontate alcune aziende eccellenti del territorio, cresciute e sviluppate grazie al valore delle persone: ItalCuscinetti, Sinfo One, Dallara e Rinaldini.

Un caso è l’impresa di Bartolomeo Ghirardini che sulla sua esperienza ha addirittura scritto un libro, Giri di vita: una passione in movimento. L’imprenditore è stato uno dei primi ad andare in Cina a produrre cuscinetti e tutto è iniziato dai giochi dell’infanzia.

Tutto è partito però da un grande desiderio di fare impresa, di creare un’attività in proprio. Nel 1981 è partita l’azienda ItalCuscinetti. Qualsiasi cosa si muova deve infatti essere corredata da questi prodotti e il mercato era quindi molto fertile. Il primo viaggio in Cina risale al 1985 e le prime importazioni sono iniziate un anno dopo. Negli Anni 90 ha istituito in Cina un laboratorio di Controllo Qualità che consentiva di poter contare su merce che avesse caratteristiche di qualità. Il motore è stata anche una grande curiosità, un desiderio di migliorare una condizione di vita da una parte e il desiderio di esplorare Paesi lontani individuandone le potenzialità.

Nel tempo la Cina è diventata un altro mondo, un mondo che guarda avanti, più di noi. Noi cosa possiamo imparare da questo? La prima regola è produrre prodotti di qualità e questo vale per ogni settore. Poi ci vuole attenzione per le persone. L’importante è coinvolgerle e stimolarle. Qualità è anche attenzione al cliente. Da questa storia personale di vissuto, viaggi, internazionalizzazione si raggiunge una saggezza, un’idea su cosa significa il lavoro.

Cosa si aspetta Ghirardini dalle persone? Passione per il lavoro innanzitutto. Il lavoro è anche divertimento: “Noi ci divertiamo a lavorare“, dice Ghirardini. Questo è importnate da inculcare altrimenti diventa tutto più difficile. È una passione vedere le cose fatte bene, è un diveritmento il fatto che un cliente ci riconosca qualità. E tutto questo va trasmesso ai collaboratori, ed è la chiave di volta. Come si trasmette? Con la formazione? “Con l’esempio, ma anche con il modo di fare e di comportarsi con le persone, l’importante è avere collaboratori e non dipendenti”.

Si percepisce al primo sguardo se l’azienda è un luogo dinamico o un ambiente dove si lasciano le cose al caso. L’importante è non lasciare le cose al caso. Cosa farà ora? “Vorrei che il marchio SB diventasse un punto di riferimento. Abbiamo completato la più importante gamma sul mercato, abbiamo il primo magazzino di cuscinetti in Italia e il terzo in Europa, mi piacerebbe lasciare una cosa fatta bene, che rimanga. E mi stimola vedere persone che condividono il sogno. Sono le persone che mi danno la carica”.

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