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di Livio Macchioro

Premessa anagrafica
Quanto segue dev’essere letto tenendo conto che ho 58 anni. Parte delle considerazioni che seguono penso valgano per il lavoro precario a prescindere dall’età. Altre probabilmente sono meno applicabili al lavoro precario giovanile, soprattutto per quanto attiene alle problematiche degli obiettivi lavorativi strategici. D’altra parte, in tempi di crisi, –quando spesso diventa importante la componente ‘sopravvivenza’– anche in questo campo le posizioni, probabilmente, si avvicinano.

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di Umberto Buratti e Cristina Galbiati

La risposta legislativa all’acuirsi della crisi finanziaria è stata quella di mettere a stretto regime dietetico l’‘obeso’ sistema pubblico attraverso una riduzione dei suoi costi e una razionalizzazione dei centri di spesa. Ma anche il rigore più razionale e scientifico se non è accompagnato da una visione di lungo periodo rischia di trasformarsi in una scelta poco razionale. La spending review, infatti, è una condizione sì necessaria ma di per sé non sufficiente a riqualificare la struttura organizzativa pubblica. In una fase critica come quella attuale diventa, dunque, utile non solo ricomporre lo sterile quadro normativo quanto indagare quelle politiche manageriali in grado di leggere nel capitale umano non una variabile di scarso peso da porre in secondo piano rispetto alle politiche di rigore, bensì capaci di valorizzare il dipendente pubblico in quanto lavoratore e persona. Non più un semplice soggetto anonimo di una struttura elefantiaca, ma un dipendente le cui competenze sono da porre al centro dell’attenzione.

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di Piero Trupia

Conoscere è la prima manifestazione dell’eros vitale platonico. Conoscenze personali. Se non si riesce a produrne in proprio, si attinge a piene mani al mercato delle idee: trattati, saggi, articoli, manuali, divulgazioni, bignami. Oggi, il supermercato Tv e quello, sempre aperto, del sentito dire: l’ho visto in televisione, me l’ha detto mio cognato che lavora al Ministero dell’Interno. E poi l’esperto che esordisce con un “in qualche modo”, il testimone che giura di averlo visto con i suoi occhi, il testimonial che propone il suo prezioso stile di vita.
L’eros induce a far propria la notizia che, da quel momento, diventa certezza. Sono convinto che, ne sono certo, ci metto la mano sul fuoco, sicuramente…
Agli esami molti studenti rispondono a partire da un “secondo me” e si stupiscono se dall’altra parte del tavolo si obietta “no, secondo dottrina”; e un docente pedagogo potrebbe spingersi fino alla pedante precisazione “Episteme, non doxa, prego”.
Questa diade apparve nell’età di Pericle (V sec. a. C.) come parte di quel sale greco che fonda la conoscenza razionale, che s’impone a tutti, contro la certezza personale che è una semplice opinione. Continua…

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