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Sul numero di luglio/agosto di Persone&Conoscenze parliamo anche di:

  • Licenziamento discriminatorio
  • Scambio generazionale: scontro o incontro?
  • Parlare al cuore delle persone
  • Nuove tecnologie social: timone dei processi Hr
  • Dallo sport al mondo aziendale: i segreti del buon coach
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Il risultato cui mira la negoziazione come modalità di condurre una trattativa è quello di generare soddisfazione e benefici per tutte le parti coinvolte, anche per ‘parti’ terze non direttamente partecipi alla trattativa. La negoziazione è un iniettore di benessere sociale e collettivo, circolo virtuoso della dinamica negoziale è essere un generatore di valore per l’azienda e gli stakeholders. Possiamo chiamarli benefici sociali, valore diffuso, soddisfazione di ampi interessi, in ogni caso questo obiettivo ambizioso non può prescindere dalle capacità per ottenerlo se non vuol restare mera dichiarazione d’intenti. L’attività d’impresa è figlia di fatti concreti e reali capacità, espressioni tangibili di cultura, sensibilità e accortezza gestionale che i leader di oggi e domani sono chiamati a creare attraverso l’agito e non solo il dichiarato. Siamo i primi ad augurarci che l’attività di impresa coniughi i valori originari di un sano capitalismo a una ricaduta positiva a livello sociale. La negoziazione è la sola modalità gestionale che lo permette, perché potenzia il valore degli accordi e assicura il maggior benessere aggregato possibile: ogni politica aziendale gestionale −che prescinda da accorte politiche negoziali− è miope, poco lungimirante e non potrà generare profitti soddisfacenti e durevoli.

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Da un sondaggio condotto fra gli utenti di InfoJobs.it, grande realtà italiana nel recruiting online, quasi la metà degli italiani (49%) ritiene che avere un ottimo feeling con i propri colleghi influisca sull’ambiente di lavoro in termini i ‘sentiment’ da un lato e sulle performance lavorative dall’altro.

Si sa, l’ufficio è il luogo dove si trascorre la maggior parte del tempo. Per questo lavorare in un ambiente sereno e accogliente può davvero fare la differenza.
Lo pensa il 47,4% degli intervistati impegnati a instaurare un clima collaborativo con tutti i colleghi, mentre il 32,5% coltiva buoni rapporti solo con le persone che sente più affini. E ancora, il 18% del campione dichiara di sviluppare relazioni formali e solo il 2,1% è spesso coinvolto in situazioni conflittuali.
Le sinergie passano attraverso delle buone relazioni interpersonali, ma anche dall’intesa alimentata da un rapporto di maggior profondità. Ma di fatto il 13,4% degli utenti intervistati ritiene che il rapporto di amicizia possa avere ricadute negative sul lavoro, specie nei momenti di confronto o, peggio, disaccordo.
La schiera dei neutrali rispecchia il 37,6% del campione per cui essere amico di un collega non influisce in alcun modo sulle performance lavorative.

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