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Si è conclusa il 30 settembre a Torino la Riunione Ministeriale del G7 dedicata al Lavoro e all’Occupazione, che ha visto partecipare i Ministri del Lavoro di Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Giappone, Canada e Usa. Al termine di due giornate di lavori, è stata firmata una dichiarazione finale, che descrive l’attuale mercato del lavoro e, guardando al prossimo futuro, individua delle aree di intervento prioritario e i necessari orientamenti che le istituzioni si prefiggono di perseguire, focalizzando in particolare l’attenzione su giovani e formazione.

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“I tavoli sono cose da mobilieri, mandatemi pure una email”. Le parole a volte tradiscono e a volte anticipano i comportamenti: con questa battuta, colorata di ironia, ma dal retrogusto sottilmente sprezzante, Matteo Renzi liquidava, da Premier, le politiche di concertazione tra Governo e forze sociali. E così, senza alcun tavolo sindacale, quell’Esecutivo, con autonoma iniziativa, riduceva il cuneo fiscale sul lavoro, elargendo nella busta paga dei lavoratori dipendenti il bonus di 80 euro, mettendo nelle loro tasche più di quanto nessun rinnovo dei contratti collettivi avrebbe potuto riconoscere. Come con decreto –e dunque senza nessun tavolo con Confindustria– portava la durata dei contratti a tempo determinato a 36 mesi senza necessità di una causale.

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Premetto che l’analisi più critica sulle relazioni sindacali non deve offuscare il diritto di chi lavora a difendere i propri diritti. Quando, nei talk show o sulla stampa, vedo descritte condizioni di lavoro che rasentano la schiavitù, pretenderei che si fosse circostanziati e si chiamassero con nome e cognome questi datori di lavoro. Altrimenti il rischio concreto è quello di creare una patina opaca e negativa sull’impresa e su chi la dirige.

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Il nostro è ormai un mondo in cui la diffusione del web sta modificando lo stile di vita e sempre più la velocità e la qualità dei processi stanno subendo trasformazioni significative attraverso la presenza di internet. Questo vale anche per il mondo del lavoro che si sta confrontando con influenze sia nelle modalità sia nei concetti che lo contraddistinguono. Siamo appena, secondo chi scrive, all’inizio del cambiamento, ma è importante sforzarsi di capire attraverso approfondimenti e dibattiti. La riflessione proposta si sviluppa nella speranza di portare un contributo anche dal punto di vista delle regole, perché sicuramente sarà necessario arrivare a produrre modifiche di tipo sostanziale soprattutto dal punto di vista giuridico per adeguare il mondo delle leggi alla vita quotidiana.

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