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È un grande successo la Rassegna stampa ESTE, la selezione di notizie e di contenuti di specifico interesse per coloro che si occupano di risorse umane e di innovazione tecnologica: ogni giorno (dal lunedì al venerdì) sono selezionate le news più interessanti e poi proposte in un formato lineare, snello e funzionale a una lettura anche da mobile.

A rendere unica la nostra rassegna è il fatto che è si tratta del frutto di una competenza espressa con passione. Per questo è migliore di qualsiasi selezione di notizie possiamo trovare alla stessa ora sul nostro smartphone. Leggi tutto >

gig economy

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Gestire un’organizzazione, scriveva Mintzeberg, “è come tenere in ordine una casa […] dove i rubinetti gocciolano di continuo e la pol­vere riappare non appena la si è spazzata via” .

Ogni riflessione sulla pratica delle Risorse Umane do­vrebbe partire da qui. Perché l’oggetto di chi opera in queste funzioni non è tanto la persona, ma la persona che gestisce persone: il manager.

La primaria responsabili­tà della funzione è abilitare e supportare il management nell’esercizio del governo e dello sviluppo dei collabora­tori: un ruolo perciò di “management coach più che di business partner”, come recita una definizione in voga.

E non ci aiuta lo schematismo di teorie o di pratiche tan­to diffuse quanto celebrate dalle mode della formazione manageriale, come quella, per esempio, della leadership situazionale di Kenneth Blanchard o dell’analisi tran­sazionale di Eric Berne, che non sembrano reggere alla fluidità e alla velocità dei cicli di trasformazione del mon­do aziendale post moderno.

La semplificazione, quale è la riduzione della realtà a modelli, non ci aiuta, insomma, a fornirci strumenti idonei ad affrontare la complessità.

In questo quadro, chi si occupa di Risorse Umane si trova ad agire un po’ come nella disperata condizione dell’apprendi­sta stregone: prova a svuotare con un paio di secchi l’acqua che allaga la stanza, ma essa si riforma di continuo zampil­lando dal pavimento, dalle pareti, dal soffitto, nei punti più imprevisti.

La gestione delle persone, proprio come l’acqua nella stanza, riguarda infatti la componente più ‘liquida’ di un’organizzazione sempre più adattiva e priva di perma­nenze, in un’economia dove, come afferma Ikujiro Nonaka, “l’unica certezza è l’incertezza, l’unica fonte sicura di dure­vole vantaggio competitivo è la conoscenza”.

La persona, un tempo variabile dipendente dell’organiz­zazione, ora

è divenuta la variabile Leggi tutto >

Libertà

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“Sono sempre stato un uomo affamato”, scrive all’inizio del suo libro Marco Poggi, l’autore di Mindfulrevolution, la vita della mindfullness in azienda. Parla di sé, ma credo anche, nel suo auspicio, a nome di ogni essere umano.

Proverò a ripercorrere, dal mio punto di vista, il pensiero che si snoda a partire da questo incipit. Nel farlo, mi trovo innanzitutto a riflettere sulla scrittura, sul modo di narrare. Forse viziato dal mio amore per la letteratura, colgo un affollarsi di riferimenti. Le Memorie dal sottosuolo di Fëdor Dostoevskij iniziano così: “Sono un uomo malato”. E subito Dostoevskij continua: “Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole”.

Nel romanzo, scritto in prima persona, ci è dato di seguire l’inarrestabile caduta lungo la china che ci porta a essere cattivi e sgradevoli. Cattivi e sgradevoli innanzitutto a noi stessi. E invece Marco Poggi aggiunge più avanti: “Sono anche un uomo fortunato”.

Il libro che vi accingete a leggere parla infatti di come possiamo – prima come persone, poi anche come lavoratori e manager– cercare e perseguire la via lungo la quale a un certo punto potremo dire: “Mi sentii perfettamente in pace e avvertii crescere delicatamente in me una rinnovata energia vitale”.

Consapevole di non essere il primo a narrare, ma di inserirsi in un fiume di narrazioni, Poggi narra. Ogni persona narra. Non mi stanco di ricordare che nella N di narrare, così come nel latino gnarus, resta traccia della radice indoeuropea da cui discendono anche “conoscenza” e “knowledge”.

Poggi ci parla in questo libro di un percorso Leggi tutto >

Foreign Farmers

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Nella sua opera Foreign Farmers, l’artista italiano Leone Contini presenta una pergola all’interno dei giardini botanici della città di Palermo. L’opera fa parte della biennale itinerante di arte contemporanea Manifesta12.

La mostra esplora l’idea di giardino come luogo di movimento e migrazione. “I giardini sono luoghi in cui natura e cultura collaborano, dove gli ecosistemi stabiliscono una coesistenza tra ciò che è tossico e straniero.

Nel XXI secolo il giardino planetario è il luogo dove l’umanità sperimenta il suo rapporto con agenti non umani e i loro bisogni e dunque risponde alle urgenze del mondo contemporaneo in uno sforzo di cura”, si legge nel catalogo.

La pergola di Contini è il risultato diun lavoro di raccolta e coltivazione di semi di vario genere presso le comunità migranti presenti nel territorio italiano: dai contadini cinesi in Toscana, al giardino senegalese vicino a Venezia, all’agricoltura bengalese nei pressi di Palermo.

L’opera permette una lettura diversa del Made in Italy: prodotto qui, ma da stranieri con contenuti di origine estera. I semi sono sempre stati migranti, così come una buona parte del menù che oggi viene percepito come tipicamente italiano ha origine straniera.

I pomodori, prodotti noti come mediterranei, hanno una presenza nel continente europeo a partire dal momento della scoperta delle Americhe. Tutto ciò fa parte dell’evoluzione del nostro mondo, ma non soltanto, come sostiene l’artista: “Le recenti trasformazioni climatiche hanno oggi reso ogni contadino, per quanto stanziale, uno straniero in casa sua”.

La metafora del giardino che include, incorpora e cresce, ma che subisce anche trasformazioni radicali causate da un clima che cambia è senz’altro applicabile in tanti sensi anche alle organizzazioni di oggi.

In un mondo globale, le aziende accolgono sempre più persone, anche di diverse origini, con le loro competenze specifiche, in modo che l’organizzazione possa offrire

innovative soluzioni a un mercato sempre più affamato Leggi tutto >

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