Carlo Dell'Aringa

Abbiamo appreso che è improvvisamente mancato il professore Carlo Dell’Aringa, membro del Comitato scientifico della rivista Sviluppo&Organizzazione, a cui si deve tra l’altro l’impostazione della rubrica “scenari del lavoro”.

Vorrei quindi ricordarne la figura di studioso di alto livello scientifico, contemporaneamente impegnato in tante iniziative rivolte al mondo del lavoro, dell’impresa, delle pubbliche istituzioni. Proprio il lavoro, il miglioramento delle condizioni che lo caratterizzano, in termini di organizzazione, di produttività, di benessere, di generatività sociale, è stato il baricentro del suo impegno come economista, come intellettuale, come titolare di importanti incarichi pubblici. Leggi tutto >

Ciao Massimo

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Sembrano trascorsi pochi mesi da quando a Torino, nell’autunno del 2009, ragionavamo con la comunità di Direttori del Personale della crisi che aveva investito il nostro mondo.

Ci attendeva, dicevamo, una situazione di grave difficoltà. Se il mondo non appariva più come prima era arrivato il momento di affrontare una forte discontinuità maturando una maggiore capacità di scelta tra le alternative possibili, con la consapevolezza che strumenti, metodi e procedure utilizzati fino a quel momento avevano perso la loro efficacia. Leggi tutto >

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Svolgo la professione di coach da molti anni e, sin dall’inizio, ho sentito parlare del coaching come “arte del danzare”. Mi sono spesso chiesta come mai questa attività venisse associata alla danza. Quando ci pensavo mi appariva l’immagine di due persone che ballavano il walzer. Ho compreso, quindi, come il coaching sia per me una relazione danzante e ho cominciato a chiedermi: quali sono le connessioni tra il coaching, la relazione e la danza? Cosa hanno in comune queste tre cose? Ciò che ho scritto è la risposta a queste domande Leggi tutto >

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Per oltre un decennio della mia vita ho assaporato il mondo dell’arte contemporanea. Ho conosciuto le persone che popolano questo territorio, quelle famose e quelle che invece lo sono di meno. Ho visto tante opere d’arte: mi sono emozionata, mi sono fatta coinvolgere, sono cresciuta a contatto con esse. Di opere ne ho realizzate anch’io. Ho vissuto l’ebbrezza, la gioia, l’energia, la frustrazione e il senso di vuoto; tutte le sfumature delle emozioni che accompagnano la creazione delle opere d’arte, come anche il coinvolgimento intellettuale che ha come obiettivo di dare un senso alla vita e al mondo in cui viviamo. Leggi tutto >

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