Allibo_copertina

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È una vera e propria sfida quella di trovare le persone giuste per costruire ‘grandi team’ di lavoro. Un’attività che mette alla prova ogni tipologia di azienda (e di ogni settore): lo sanno bene i recruiter che ogni giorno ricevono e valutano svariati curriculum. Al tempo della quarta rivoluzione industriale, la tecnologia è una grande alleata. In particolare le piattaforme di recruiting consentono alla Direzione del Personale di snellire gran parte del processo di selezione, potenziando le performance di chi deve trovare le persone da inserire in azienda. Leggi tutto >

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Choosy, fannulloni, “sdraiati”. Novelli Peter Pan, più propensi a ritardare il passaggio alla vita adulta che a costruirsi un futuro, o ragazzi-trofeo iper competitivi, cresciuti da genitori con aspettative troppo alte e poco tempo per insegnare come raggiungerle. Sui Millennial, la generazione nata tra gli Anni 80 e gli Anni 90, le definizioni si sprecano. Tutte, però, individuano uno stesso problema di fondo: il lavoro che non c’è o che i giovani non vogliono fare. Leggi tutto >

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Il numero di laureati italiani che scelgono di andare a lavorare all’estero è aumentato del 40% negli ultimi 12 anni. Oggi ci sono circa 81mila studenti che hanno intrapreso percorsi professionali fuori dall’Italia. Quello della fuga dei cervelli è un fenomeno che costa al Paese circa 14 miliardi di euro l’anno, l’equivalente di un punto percentuale del Pil. Inoltre, l’Italia è in grado di attrarre un solo studente straniero per ogni italiano che parte per l’estero, contro una media europea di tre a uno. Leggi tutto >

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Le aziende italiane hanno bisogno di competenze che non trovano nel mercato del lavoro. L’Italia, infatti, si trova in coda alla classifica del Talent Attractiveness Indicator, l’indicatore dell’OCSE sulla capacità dei Paesi di attrarre manager stranieri e lavoratori con master o dottorato. E i laureati italiani che scelgono di andare a lavorare all’estero sono aumentati del 40% dal 2007 ad oggi. L’Italia, inoltre, non riesce a compensare la fuga dei propri talenti con l’attrazione di quelli stranieri: ne richiama solo uno per ogni italiano che parte per l’estero, ben al di sotto della media europea di tre a uno. Secondo l’indagine qualitativa Talenti italiani all’estero. Perché tanti partono e pochi ritornano condotta dall’Ufficio Studi di PwC Italia, però, il 74% degli expat sarebbe disposto a rientrare in Italia a fronte di una posizione con uguale o maggiore prestigio e remunerazione. Leggi tutto >

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