Tag: Gi Group

Porta OD&M

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Attraversando i corridoi di OD&M Consulting, a prima vista è difficile accorgersi che nell’organizzazione sia cambiato qualcosa. L’atmosfera che si respira è la stessa di sempre nella società di consulenza di Gi Group, la prima multinazionale italiana del lavoro presente in oltre 40 Paesi in Europa, America e Asia. Eppure qualcosa è cambiato per davvero.

Oggi al vertice c’è Stefano Porta, che ha assunto la carica di Amministratore Delegato a settembre 2018, prendendo il posto di Simonetta Cavasin. Una scelta, quella compiuta all’interno della società di consulenza, che assicura la continuità con il lavoro svolto dalla manager che ha contribuito all’attuale posizionamento di OD&M Consulting. Leggi tutto >

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Si accorciano i tempi medi di ricollocamento per i quadri, con la Piccola e media impresa che si conferma come principale bacino di destinazione. È questo ciò che emerge sul tema outplacement dai dati di Intoo, azienda di Gi Group, leader nei processi di sviluppo e transizione di carriera.

Solo nel 2017 la società ha gestito e supportato 2.455 persone in outplacement, tra quadri, dirigenti, operai e impiegati, riuscendo in più dell’85% dei casi a garantire una nuova occupazione con un tempo di processo medio di 6,5 mesi.

I dirigenti, andando nello specifico, riescono a trovare nuovo impiego nel 92% dei casi, mediamente in 6,9 mesi. Per i quadri la media si abbassa a 6,1 mesi rispetto al 6,8 del 2016, mentre i tempi si sono dilatati per

impiegati e operai (da 5,9 mesi a 6,2) Leggi tutto >

apprendistato gi group

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Secondo i recenti dati ISTAT* l’utilizzo dell’apprendistato resta ancora limitato, rappresentando i ragazzi assunti in tale forma solo lo 0,57% degli occupati sul totale dei lavoratori italiani.

Eppure lo strumento rappresenta un’occasione per le imprese che possono disporre di personale specializzato con competenze difficilmente reperibili sul mercato, contribuendo allo sviluppo delle skill che cerca e valorizzando il personale tecnico per la trasmissione di know-how.
I ragazzi possono avere l’opportunità di un contratto a tempo indeterminato e fare un’esperienza di valore che accrescerà le loro competenze e la loro employability.

Come è possibile sostenerne quindi una maggiore diffusione dell’apprendistato? Esistono indicazioni valide per tutti oppure ciascuna impresa deve trovare la sua strada per ‘fare apprendistato’?

Questi i temi al centro del dibattito che ha animato il convegno ‘Apprendistato. Formare lavorando, si può fare‘ organizzato il 20 novembre a Milano da Gi Group Academy, la fondazione della prima multinazionale italiana del lavoro.

Durante l’evento, a confrontarsi su apprendistato di I, II e III livello, sono intervenute: Eataly Distribuzione, Enel, FederLegnoArredo, Intercos, Con.nexò, Assolombarda, Robert Bosch, Cometa, Regione Lombardia e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Durante i lavori, oltre alla condivisione di buone pratiche con esponenti del mondo imprenditoriale e istituzionale, è stato presentato il Vademecum Gi Group Academy e il relativo studio qualitativo realizzato da OD&M Consulting per aiutare le aziende a valutare quando ricorrere all’apprendistato (e a quale tipologia, se I, II o III Livello) in base a specifici bisogni e come progettarne un percorso efficace secondo un approccio strategico.

“Crediamo nella validità di questo contratto come strumento ideale per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e soprattutto per colmare il mismatch di competenze per determinati ruoli – commenta Antonio Bonardo, Direttore di Gi Group Academy –; in occasione della seconda Vocational Skills Week europea, proseguiamo, quindi, con questa nuova iniziativa nel nostro impegno per promuovere lo strumento ed aiutare le imprese nelle loro diverse necessità. Sulla base della nostra esperienza di intermediario del mercato confermiamo l’importanza della piena collaborazione e sinergia tra le parti in supporto alle aziende grazie alle quali si possono superare anche le barriere finora risultate generalmente più ostiche, da quelle burocratiche a quelle organizzative”.

Ecco i 10 ‘segreti’ del Vademecum Gi Group Academy emersi grazie al confronto con imprese e istituzioni formative validi per tutti per riuscire ‘a fare apprendistato’:

  • Porsi le domande giuste (quali competenze servono, per quale tipologia di ruolo, entità dell’investimento formativo necessario, grado di autonomia della struttura HR a occuparsene) per determinare il tipo di professionalità che si vuole contribuire a sviluppare trovando la tipologia di apprendistato più adatta rispetto al motivo che guida l’impresa a questa scelta.
  • Disporre di un committment forte da parte dei vertici aziendali e delle persone cui è affidata la responsabilità dell’apprendistato ottenendo disponibilità e impegno reale ad investire sulla formazione del giovane.
  • Trovare un partner formativo con cui avere un rapporto di confronto e collaborazione costanti per trovare anche soluzioni alternative per il successo dell’iniziativa.
  • Identificare un referente interno all’azienda preposto alla gestione delle relazioni con l’istituto formativo e al coordinamento di tutte le attività connesse all’apprendistato.
  • Lavorare insieme alle istituzioni formative per sviluppare progetti win-win-win (ragazzo-impresa-scuola) che costruiscano e rafforzino nei giovani coinvolti le competenze tecnico-relazionali necessarie.
  • Comunicare all’interno dell’impresa l’importanza, i motivi e gli obiettivi del percorso di apprendistato.
  • Identificare e nominare il tutor aziendale con attenzione scegliendo una persona che creda nel valore di questa esperienza e riesca, pertanto, a renderla significativa per il giovane.
  • Prevedere un periodo di tirocinio di durata di 2 mesi prima di stipulare il contratto di apprendistato per anticipare la conoscenza reciproca.
  • Porre particolare attenzione nella selezione del giovane.
  • Porre particolare cura nella formazione interna e nella valutazione periodica delle competenze sviluppate.
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