Tag: welfare aziendale

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di Paola Salazar

Confermate e ampliate le misure di agevolazione introdotte nel 2016 in materia di piani di welfare. La Legge 232/2016 (legge di Stabilità 2017) ha infatti riproposto, con alcuni correttivi, le agevolazioni introdotte con la Legge 208/2016 (legge di Stabilità 2016).

Le novità riguardano sia i Piani di welfare fondati sui premi di risultato di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione, misurabili e verificabili in base alle modalità definite con il Decreto ministeriale del 25 marzo 2016, che vanno regolati nel quadro della contrattazione collettiva, sia i Piani di welfare svincolati dall’erogazione del premio, attivati volontariamente e unilateralmente dal datore di lavoro, offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee di essi e ai loro familiari in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale e oggi riconosciuti anche sulla base delle previsioni del contratto collettivo di livello nazionale o interconfederale, caratterizzati dall’applicazione delle disposizioni dell’articolo 51, comma 2, lettera f) e segg. del Tuir approvato con Decreto del presidente della Repubblica 917/1986.

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di Valentina Casali

Estensione della sanità integrativa al 100% dei lavoratori e ai loro familiari, attraverso l’adesione al fondo di previdenza complementare con incremento del contributo a carico delle aziende, piani di flexible benefit e diritto soggettivo alla formazione continua per tutti: sono questi i capitoli contenuti nel Contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici siglato a fine novembre 2016 dopo quasi un anno di trattativa. Al centro, per la prima volta, il welfare aziendale.
A ciò si aggiunge il recente accordo tra Unione Industriale di Torino e sindacati per l’erogazione a tutti i lavoratori di Fiat Chrysler e Cnh Industrial – oltre 80mila – del premio aziendale in welfare, con una somma che si aggira fra i 700 e gli 800 euro pro capite.
Stupiti? A giudicare dagli incentivi che il Governo ha dato nell’ultimo anno a queste iniziative e in conseguenza dell’atteggiamento di favore mostrato dal mondo sindacale, tali episodi costituiscono un esito naturale di un percorso iniziato tanto tempo fa, allo scopo di definire un nuovo modello di welfare state che integri le risorse del pubblico con quelle provenienti dal mondo privato.
Come non stupiscono l’accordo in Fca e il nuovo Ccnl metalmeccanico, allo stesso modo non sorprende l’aumento della platea di aziende che decidono di usufruire del vantaggio fiscale per rispondere alle esigenze dei loro dipendenti, con l’obiettivo di dare una sferzata positiva alla produttività. Eppure rimangono da cogliere alcuni impatti del welfare aziendale che consentirebbero di sfruttarne appieno le potenzialità. Al di là del mero beneficio fiscale, infatti, il welfare può essere un mezzo efficace per ripensare il contratto psicologico azienda-lavoratori nonché una leva di total reward che vada a premiare il merito e a sostenere la crescita, dei singoli e delle organizzazioni. In questa logica, le iniziative sporadiche messe in atto nel passato non sono più sufficienti. Fatto tesoro di ciò che offre la legge, a essere necessarie sono oggi misure strutturali che coinvolgano l’organizzazione a partire dal ripensamento di tutte le pratiche di gestione delle persone.
Alla luce di questi aspetti, che rimangono tuttora ignoti a buona parte delle imprese, la redazione di Sviluppo&Organizzazione ha organizzato a Padova, il 30 novembre, una tavola rotonda con alcune aziende del territorio per capire come si stanno muovendo e quali criticità riscontrano.

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Intervista ad Angelo Pomarico, Responsabile Risorse Umane di A. Abete S.r.l.

Grazie a più di 50 anni di esperienza nel settore delle lavorazioni meccaniche di precisione, A. Abete S.r.l. è oggi un riferimento a livello internazionale nella progettazione e realizzazione di componenti e assiemi per motori e parti strutturali dei velivoli. Con oltre 20mila pezzi assemblati ogni mese, l’azienda, che ha sede a Nola in provincia di Napoli, contribuisce alla realizzazione di velivoli che volano nei cieli di tutto il mondo, in ambito sia civile sia militare.
L’efficienza dei processi e l’elevata qualità dei prodotti sono rese possibili dall’impiego delle migliori tecnologie esistenti. Nello stabilimento di Nola è infatti presente un parco macchine all’avanguardia per le operazioni di fresatura, tornitura, elettroerosione e rettifica.
Quello dell’aeronautica è un settore in fermento, tanto che l’azienda continua a crescere, sia in termini di fatturato sia nel numero dei dipendenti: in pochi anni si è passati da 50 a 102.
Da qualche mese, per rispondere alle esigenze di una sempre maggiore efficienza, è stato introdotto nel plant un sistema di lean manufacturing. Ma perché ci sia la svolta occorre un nuovo approccio al lavoro, a cominciare dalle persone, che vanno adeguatamente formate. Questo il motivo per il quale Angelo Pomarico, Responsabile Risorse Umane di A. Abete S.r.l. ha deciso di abbonarsi alle riviste ESTE Sviluppo&Organizzazione e Persone&Conoscenze

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di Giovanni Scansani

Presso la Pinacoteca Ambrosiana di Milano si è tenuto, il 10 maggio 2016, il seminario Il futuro del welfare aziendale nelle Pmi: tra profit e non profit presentato da Vita, società editrice dell’omonimo mensile dedicato al sociale, alla sostenibilità economica e ambientale e al mondo del no profit. A organizzare l’incontro anche Generali Italia (rappresentata da Andrea Mencattini, Responsabile delle Relazioni Istituzionali del player assicurativo), società che figura tra i promotori di Welfare Index Pmi, la prima indagine nazionale sulle pratiche di Welfare aziendale nelle Pmi italiane.
Moderato da Riccardo Bonacina, Direttore editoriale di Vita, il dibattito ha consentito ai relatori di affrontare un tema emergente nel quadro delle pratiche di welfare aziendale in Italia: quello del ruolo che in futuro sempre più potrà avere il Terzo settore nello sviluppo di queste prassi e più in generale nel processo di condivisione delle risposte che potranno essere date ai nuovi e tradizionali bisogni espressi dalle persone che lavorano e dalle loro famiglie.

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