Tag: Smart working

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Il nostro è ormai un mondo in cui la diffusione del web sta modificando lo stile di vita e sempre più la velocità e la qualità dei processi stanno subendo trasformazioni significative attraverso la presenza di internet. Questo vale anche per il mondo del lavoro che si sta confrontando con influenze sia nelle modalità sia nei concetti che lo contraddistinguono. Siamo appena, secondo chi scrive, all’inizio del cambiamento, ma è importante sforzarsi di capire attraverso approfondimenti e dibattiti. La riflessione proposta si sviluppa nella speranza di portare un contributo anche dal punto di vista delle regole, perché sicuramente sarà necessario arrivare a produrre modifiche di tipo sostanziale soprattutto dal punto di vista giuridico per adeguare il mondo delle leggi alla vita quotidiana.

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Legge Smart Working

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Il Disegno di legge che include anche lo Smart working o lavoro agile è stato approvato. L’aggiunta di “anche” è d’obbligo, perché nel provvedimento sono state indicate sia “le misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato” sia “le misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale”. In sintesi: maggiori tutele per i lavoratori autonomi e possibilità di lavorare da remoto per quelli subordinati. Come funziona la nuova legge? La normativa sullo Smart working fissa con chiarezza le nuove regole per la prestazione in modalità ‘agile’ con l’obiettivo di incrementare la competitività e agevolare la conciliazione vita-lavoro, ma senza creare una nuova tipologia contrattuale. Il focus, infatti, è sulla modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato che deve avvenire in parte all’interno dell’azienda e in parte all’esterno, senza una postazione fissa ed entro i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale (i limiti sono stabiliti dalla legge e dalla contrattazione collettiva). La legge –e questa è una delle novità– impone l’obbligo di un “accordo scritto” da firmare all’inizio del rapporto di lavoro oppure durante il contratto: l’intesa prevede l’individuazione dei tempi di riposo e le misure tecniche e organizzative per assicurare la disconnessione dalle tecnologie.

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di Emanuele Lazzarini*

Per delineare un’organizzazione smart è necessaria una rivoluzione copernicana che permetta di passare da processi e procedure standardizzate, paradigmi fissi, luoghi e tempi di lavoro rigidi e imposti, a visioni e obiettivi condivisi, flessibilità spaziotemporale e regole definite insieme.

Sono questi i punti cardine della nuova filosofia che sta gradualmente pervadendo –non senza ostacoli– il tessuto imprenditoriale italiano e che permette già oggi, ove sperimentata, di costituire un nuovo equilibrio tra i lavoratori e l’organizzazione, aumentando le possibilità di conciliare vita privata e lavoro, creando migliori condizioni per il raggiungimento degli obiettivi.

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Intervista a Claudia Martinazzi, HR Business Partner di Pirelli Tyre Spa

Colosso mondiale con 19 stabilimenti in 13 Paesi e una presenza commerciale in 160 Stati, Pirelli è una delle aziende leader nel settore degli pneumatici.
Laureata in Psicologia, attualmente iscritta a un master in Corporate Coaching, Claudia Martinazzi è entrata nelle Risorse Umane fin dalle prime esperienze lavorative, occupandosi di vari aspetti della gestione del personale, dalla selezione fino alla formazione e sviluppo. Dopo le esperienze in Bayer, nel 2004 è entrata in Pirelli con il ruolo di HR Business Partner: in azienda ha seguito come HR la Funzione R&D dell’headquarter, il Motorsport, la Business Unit Moto e le funzioni Supply Chain. Oggi è HR Manager per il mondo commerciale del mercato italiano.
Claudia Martinazzi, HR Manager di Pirelli, è abbonata a Persone&Conoscenze e Sviluppo&Organizzazione da aprile 2016.

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