Sviluppare le competenze linguistiche. Un valore per sé e per l’organizzazione

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Intervista a Giuseppe Calvo, Responsabile Formazione e Sviluppo HR di Salmoiraghi & Viganò
di Werther Rossini

Migliorare le competenze linguistiche non è solo utile all’azienda per cogliere nuovi business. Anche le persone possono approfittarne per ritagliarsi ruoli con maggiori responsabilità e accrescere le proprie conoscenze. Sono queste le premesse del percorso formativo che Salmoiraghi & Viganò ha co-progettato con John Peter Sloan – la Scuola e che l’Ufficio Formazione&Sviluppo ha supervisionato facendosi garante dei contenuti e della modalità di fruizione. E che dopo un anno ha già dato i primi risultati positivi l’importanza di investire in formazione.

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Un’azienda che negli ultimi anni ha “cambiato marcia e rotta” raggiungendo nell’ultimo triennio importanti obiettivi di crescita di fatturato. È Salmoiraghi & Viganò, una realtà che da 150 anni unisce la passione delle persone con la professionalità, competenza e un servizio al cliente attento e personalizzato. “Un risultato che non è arrivato per caso”, spiega Giuseppe Calvo, Responsabile Formazione e Sviluppo HR dell’organizzazione rimarcando le numerose attività svolte dall’organizzazione per arrivare a centrare l’ambizioso obiettivo. “Da tempo sono stati attivati processi e percorsi definiti che hanno portato all’attuale efficienza dell’azienda”, specifica il manager. Che rivendica un ruolo centrale svolto dalla Formazione&Sviluppo. Tema, quest’ultimo, declinato in diverse modalità in Salmoiraghi & Viganò: “Abbiamo numerosi progetti che coinvolgono tutta la popolazione aziendale rappresentata da 1.700 dipendenti, molti dei quali impiegati nei 450 punti vendita”, argomenta Calvo. Alla formazione professionale, si affianca quella relazionale e manageriale; per ogni profilo sono previsti dei percorsi formativi e per ogni nuova risorsa un percorso di induction strutturato. Numerose inoltre le possibilità di crescita interna con percorsi di Allievo Responsabile o Area manager”.
Tra le varie attività un elemento di novità è stato il percorso formativo di Business English, svolto con John Peter Sloan – La scuola, società specializzata, tra le altre cose, anche in progetti dedicati alle aziende che sentono sempre più l’esigenza di aumentare la competitività in campo internazionale.

 

Percorsi one-to-one di fruizione
“Il percorso si è rivolto a 20 responsabili per migliorare le competenze linguistiche in tre diversi ambiti: commerciale, informatica e legale, e poter così cogliere nuove opportunità e mettere al centro la crescita delle risorse aziendali”, racconta Calvo che ha seguito tutte le fasi del progetto –della durata complessiva di 24 mesi– sin dalla selezione del fornitore. “Abbiamo scelto di affidarci a John Peter Sloan – la Scuola perché tra le varie proposte, quest’ultima offre la necessaria flessibilità che ha consentito a tutte le persone coinvolte nella formazione di poter seguire le lezioni in base ai propri impegni lavorativi”, prosegue il manager di Salmoiraghi & Viganò. Infatti, il fornitore ha messo a disposizione su Google Calendar una piattaforma per una pianificazione efficace delle lezioni che andasse incontro alle esigenze dei responsabili di funzione coinvolti “così che tutti hanno potuto scegliere il momento più opportuno per la formazione”. Una scelta, quella disposta dall’Ufficio Formazione&Sviluppo dell’azienda, che ha portato a ottimi risultati in termini di partecipazione, perché, come argomenta Calvo, “sono state perse appena due o tre ore di formazione nel primo anno”. Che spalmate sul monte ore totale dei primi 12 mesi del progetto –“Da 80 a 120 ore per persona a seconda delle competenze da acquisire”, puntualizza il manager– e moltiplicate per i 20 partecipanti non rappresentano di certo un problema; anzi, confermano il valore della modalità di erogazione dei contenuti, avvenuta in modalità one-to-one “perché in questo modo la formazione è stata più aderente alle esigenze della persona”.
L’organizzazione e la pianificazione sono state gestite da Francesca De Feo (Ufficio HR) in stretta collaborazione con i partecipanti e con i docenti. Questa rete ha permesso anche di monitorare con questionari online, ma anche di persona, il feedback dei partecipanti per affinare sempre di più contenuti e modalità.

 

Contenuti personalizzati sulle esigenze
Oltre a consentire una pianificazione personalizzata della formazione, John Peter Sloan – la Scuola ha customizzato l’insegnamento rispetto alle competenze specifiche da migliorare dei partecipanti, in accordo con il Responsabile Formazione e Sviluppo HR di Salmoiraghi & Viganò con il quale il piano formativo è stato co-progettato in tutti i suoi aspetti (contenuti, modalità di erogazione, pianificazione, ecc). “Per definire queste ultime”, ricorda Calvo, “si è iniziato con un test di ingresso per verificare le competenze delle persone e da lì si è partiti per arrivare a un livello di conoscenza dell’inglese che consentisse a tutti di essere mediamente autonomi nella propria attività”. Dal test si è poi cominciato il percorso formativo vero e proprio che ha visto da poco concludersi la prima parte e iniziare la seconda con “gruppi di lavoro per il mantenimento delle competenze linguistiche”.
Il ruolo dell’HR è tuttavia stato determinante per il successo del progetto non solo nella fase di definizione del percorso con John Peter Sloan – la Scuola, ma soprattutto per “monitorare” che la formazione fosse seguita con costanza. “Per esempio, durante le ferie sono state pianificate attività formative in grado di mantenere attivi gli insegnamenti ricevuti con la visione di film in lingua originale o la lettura di alcuni contenuti”, conferma Calvo.
Il successo del progetto è stato rilevato dall’ufficio Formazione&Sviluppo di Salmoiraghi & Viganò: “Abbiamo colto il gradimento in almeno due occasioni durante il percorso formativo, chiedendo ai partecipanti il livello di soddisfazione e di utilità della formazione attraverso una survey online”, ammette il manager.

Perdita di tempo? No, vero investimento
D’altra parte era intuibile che il percorso avrebbe avuto un’eco positiva, perché questa formazione, seppure orientata al business, è quella che può essere considerata ‘un investimento’ e non una ‘perdita di tempo’ per l’azienda.
“L’organizzazione ha voluto mettere a disposizione percorsi di sviluppo affinché le persone cogliessero l’opportunità di crescita”, dice Calvo. Che ricorda come la motivazione per i partecipanti non è stata di certo un problema: “Le persone hanno capito che oltre ad accrescere particolari competenze legate al ruolo in azienda e quindi offrire una crescita di ruolo con maggiori responsabilità all’interno dell’organizzazione, questo percorso formativo ha consentito di migliorare una competenza personale che va al di là del lavoro”, spiega il manager di Salmoiraghi & Viganò.
La motivazione, dunque, è stata “l’empowerment individuale di far parte di un’evoluzione e di restare al passo con i tempi” da una parte, ma pure “per curare la propria formazione a prescindere dalla specificità del contesto”.
Secondo Calvo, infatti, oggi c’è una vera “fame di formazione” e questo spiega perché l’azienda “rispetto al passato ha aumentato l’offerta di percorsi formativi”: “L’incremento del budget per questi progetti è stato direttamente proporzionale al business, perché la formazione è parte integrante per la crescita anche se certo non è l’unico strumento”, dice il manager.
La formazione, tuttavia, resta un aspetto sempre più importante per le organizzazioni: “Nella nostra esperienza è stato un elemento centrale ed è destinata a esserlo ancor di più nei prossimi anni”, ammette Calvo. Che precisa come ora sia necessario “lavorare con le persone per ottenere l’effetto ‘wow’ in grado di far percepire il valore di possedere competenze diverse”.
Anche quelle linguistiche. 

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