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Sviluppare la flessibilità cognitiva con le neuroscienze

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Mantenere le capacità cognitive efficienti delle persone. È questo uno dei ‘segreti’ delle aziende di successo. Come per le tecnologie – che richiedono manutenzione continua – anche il cervello dei collaboratori deve essere mantenuto sempre efficiente, perché a goderne è l’organizzazione. Uno strumento cui possono attingere i Responsabili delle Risorse Umane sono le neuroscienze.

neuroscienze formazioneDi questi temi se n’è parlato durante l’evento Le neuroscienze applicate in azienda per la competitività delle Risorse Umane organizzato a Milano da Assomensana, l’Associazione per lo sviluppo e il potenziamento delle abilità mentali. Come spiegato da Giuseppe Alfredo Iannoccari, Docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Statale di Milano e Presidente di Assomensana, nelle aziende è sempre più difficile restare concentrati a causa dei continui stimoli che generano stress. E anzi, lo svolgimento di compiti in modalità multi-shifting (il passare da un’azione all’altra) è addirittura dannoso: è stato calcolato che si perde fino al 25% del tempo totale di lavoro, con un impatto economico di miliardi di dollari.

Le neuroscienze supportano l’analisi organizzativa tradizionale, per recuperare l’efficienza cognitiva delle persone. Se per le tecnologie ci si affida all’upgrade, per gli esseri umani bisogna lavorare sulle funzioni cognitive, considerate uno ‘strumento di lavoro’ che può essere stimolato grazie alle neuroscienze. Si consideri inoltre che l’evoluzione biologica non va di pari passo a quella sociale e questo crea un “disallineamento” tra le capacità umane e l’aumento delle complessità lavorativa, con i suoi ritmi sempre più incalzanti.

Lo scenario in cui siamo immersi vede infatti grandi accelerazioni che ci stanno conducendo verso una crescita esponenziale dell’utilizzo della tecnologia e le relative opportunità di business. In questo nuovo ambiente dominato dall’espansione dell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, con le macchine che hanno potenzialità sempre più simili a quelle della mente umana, le persone sono chiamate a un percorso continuo di formazione, come ha spiegato Enrico Sassoon, Direttore di Harvard Business Review Italia. In fondo l’AI è ormai presente in azienda: Marco Farina, CEO e fondatore di Logol, ha offerto tutti gli esempi che sono sotto gli occhi di tutti di come questa tecnologia abbia già un forte impatto in ambito Risorse Umane (non è un mistero il largo uso di chatbot nell’HR, così come dell’ausilio per la selezione delle persone).

neuroscienze formazioneLe tecnologie non si dimentichi che hanno da sempre avuto un impatto sul mercato del lavoro. Come ha fatto notare Pietro Ichino, Professore ordinario di Diritto del Lavoro all’Università degli Studi di Milano, questo fatto non deve preoccupare, perché il processo tecnologico, a suo giudizio, non ha mai portato disoccupazione nel medio lungo periodo e i dati della forza lavoro in Italia dal 1977 al 2017 dimostrano che l’occupazione è aumentata del 18%. Come già accaduto nella Storia – si veda il caso di professioni ormai dimenticate come le lavandaie e i tessitori – i nuovi posti di lavoro impongono nuove competenze, non solo tecnologiche: queste ultime sono appannaggio dei robot, che tuttavia non potranno mai competere con l’uomo su temi come l’empatia e l’intelligenza sociale.

Proprio sul tema dell’intelligenza sociale e della formazione grande importanza rivestono le neuroscienze: secondo Francesco Visconti, Consulente e cultore della materia all’Università degli Studi di Milano, c’è un forte interesse da parte delle aziende, ma ancora è limitata l’offerta dei player di mercato (sono 12 quelli che offrono esclusivamente formazione basata sulle neuroscienze, da quanto risulta a Visconti).
La “flessibilità cognitiva” è infatti una delle nuove competenze richieste nell’era del 4.0: è ciò che permette di rispondere in modo innovativo e non stereotipato a situazioni nuove. Le neuroscienze vengono in aiuto grazie ai numerosi ambiti di applicazione, come la leadership, lo sviluppo professionale e manageriale, l’Ageing management…
Sono tutti temi molto attuali che però hanno ancora bisogno di essere portati all’attenzione della Direzione del Personale.

Di neuroscienze se ne parla nella Storia di copertina del numero di Ottobre 2018 di Persone&Conoscenze.
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