Smart working, una questione di cultura

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Si è chiusa il 24 maggio 2019 la terza edizione della Settimana del lavoro agile, dedicata alla valorizzazione della flessibilità organizzativa in relazione agli obiettivi da raggiungere, senza vincoli di spazio e tempo. Lo Smart working è sempre più diffuso tra le aziende, anche quelle di settori più tradizionali, le quali stanno puntando sull’introduzione del lavoro agile per ottimizzare i loro processi e per andare incontro alle esigenze personali dei dipendenti. Ciò comporta la creazione di un nuovo rapporto tra lavoratori e organizzazione, basato non più su presenzialismo e controllo, ma sui principi di autonomia, fiducia e responsabilità.

Le nuove modalità di lavoro smart sono dunque legate a una nuova cultura (spesso difficile da introdurre in strutture rigide e in particolare ai vertici aziendali) e a un Change management caratterizzato da diversi aspetti di cambiamento organizzativo.

Su questi temi si è concentrato il workshop Change management per lo Smart working organizzato proprio  il 24 maggio 2019 a Milano da Trivioquadrivio, società di consulenza e apprendimento organizzativo con expertise sui processi di cambiamento legati alle nuove modalità di lavoro, che ha deciso di aprire una apposita Academy per ‘fare cultura’ e aiutare le persone a confrontarsi in modo chiaro e pratico sul lavoro agile e sul cambio di mindset.

Rappresentanti delle Direzioni HR e Comunicazione, Transformation Manager e decisori provenienti da aziende di grandi dimensioni, trasversali per tipologia di attività, si sono confrontate sullo stato del lavoro agile in Italia e sugli scenari di impatto dello Smart working nel cambiamento organizzativo. Lo hanno fatto attraverso ‘Board of business change’ (BBC) di Trivioquadrivio, strumento di attivazione e facilitazione di conversazioni relative a processi di cambiamento.

Affrontare le criticità per una maggiore consapevolezza

La metodologia di facilitazione BBC è utilizzabile a qualsiasi livello organizzativo, coinvolgendo gruppi di lavoro o l’intera organizzazione, e si basa sul principio che ogni processo di Change management implica la messa in discussione di convinzioni, abitudini e zone di comfort organizzative.

Per far sì che la destabilizzazione che accompagna l’avvio dei processi di cambiamento non si trasformi in resistenza, è necessario affrontare sia i lati positivi del cambiamento sia quelli critici, promuovendo consapevolezza, partecipazione e problem solving basati su una logica bottom-up.

Tramite la discussione e negoziazione dei significati da attribuire agli aspetti del cambiamento in corso, si genera consapevolezza e propositività individuale e collettiva. Lavorando sul confronto paritario e sulla co-creazione, si attiva un dialogo inedito rispetto al confronto tipico della quotidianità lavorativa.

I cinque ambiti di intervento di BBC sono cultura organizzativa, organizzazione del lavoro, scambio di informazioni, relazione capo-collaboratore e self-empowerment. Queste aree compongono il tabellone di lavoro della metodologia, ispirato alla metafora del gioco da tavolo, e diventano il terreno di discussione rispetto al quale collocare le criticità e le leve che hanno a che fare con il cambiamento.

Un workshop gestito con la metodologia BBC genera naturalmente l’opportunità di follow-up incentrati sulla verifica degli impegni presi e sulla rilettura del contesto di cambiamento a distanza di tempo. In questo modo è possibile affrontare in modo consapevole i vari aspetti del Change management e valutare l’impatto dello Smart working sull’organizzazione del lavoro.

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