Lo Smart working non deve spaventare le PMI

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È passato un anno dall’entrata in vigore della legge sullo Smart working e il lavoro agile continua a diffondersi. Ma avviene solo nelle grandi aziende? Dal punto di vista Rwa Consulting, anche le PMI stanno muovendo passi significativi in questa direzione e non è loro preclusa la possibilità di avviare progetti di successo.

Proprio su questo aspetto è incentrato il terzo evento della serie A ciascuno il suo Smart working, in calendario per il 20 giugno presso Copernico Milano. La mattinata di lavori si propone di prendere avvio proprio dalla comprensione di cosa significa portare lo Smart working all’interno di aziende fra loro molto differenti, indagando punti di attenzione e leve strategiche da utilizzare.

Emanuele Lazzarini
Emanuele Lazzarini

Secondo Emanuele Lazzarini, General Manager di Rwa Consulting, è fondamentale promuovere lo Smart working credendoci davvero e non semplicemente per moda: “Occorre ribaltare la relazione successo-felicità, consapevoli che se le persone sono felici avranno più possibilità di avere successo”.

Allora si possono intravedere due prospettive: da una parte, “intendere lo Smart working come uno strumento di flessibilità per promuovere la conciliazione vita-lavoro, in modo molto simile a quanto avveniva in passato con il telelavoro”; dall’altra, ed è questa la strada che incalza Lazzarini, “affrontare il lavoro agile come una delle leve per trasformare l’organizzazione, ovvero l’occasione per ripensare al modo in cui le persone vivono l’azienda, in termini di fiducia, autonomia e responsabilità”.

Domande per un assessment preliminare

Forte della sua esperienza nell’affiancamento delle aziende nella progettazione di strategie innovative per migliorare il benessere dei propri dipendenti e generare risparmi per l’organizzazione, Rwa Consulting propone una rapida check list, preliminare rispetto all’introduzione di un progetto di Smart working, per effettuare un primo assessment e arrivare preparati al lancio, anche nel caso di una piccola impresa.

 

In aggiunta alla sintesi di questi macro suggerimenti, Lazzarini ricorda che non bisogna tralasciare gli aspetti strettamente comunicativi: “In merito all’annosa questione della survey sì o survey no, chiariamo che non è un strumento obbligatorio. Nelle piccole realtà si può tranquillamente evitare, per privilegiare invece il coinvolgimento delle persone in momento meno intermediati, come per esempio focus group, per far emergere aspettative e timori”.

Prevedere le risorse e disegnare gli ambienti

Per affrontare anche gli aspetti più pratici legati all’introduzione dello Smart working, si inserisce l’intervento di Alessandro De Felice, Partner dello Studio Ti Con Zero: l’ente di formazione, accreditato presso la Regione Lombardia e presso i principali Fondi interprofessionali, vanta un’esperienza di oltre 10 anni che mette a disposizione delle imprese per descrivere l’intero iter di reperimento dei fondi per la formazione finanziata e accompagnarle nell’intricato sentiero.

Sul fronte della progettazione degli ambienti di lavoro, Luca Brusamolino, CEO & Founder di Workitect, condivide alcune riflessioni su come gli uffici si sono trasformati nel corso del Novecento, veicolando di volta in volta modelli organizzativi differenti: ovvero, come cambia il design dell’organizzazione.

Brusamolino è infatti convinto che oggi più che mai è fondamentale per le aziende che intendono garantirsi elevati livelli di engagement e performance, investire nella creazione di spazi di lavoro che promuovano il benessere dei dipendenti partendo dall’attenzione per alcune variabili fondamentali, tra cui il comfort acustico, l’ergonomia, le fonti luminose e il microclima.

Normative e successi del primo anno di Smart working

Il compito di ripercorrere questo primo anno trascorso dall’entrata in vigore della Legge 81/2017 sullo Smart working spetta a Donatella Cungi, Partner dello Studio Toffoletto De Luca Tamajo e soci: un bilancio di quanto è stato fatto e quanto ancora c’è da fare, di quali sono gli aspetti normativi più delicati a cui prestare maggiore attenzione per non farsi trovare impreparati.

Un particolare degli spazi di Base Milano
Un particolare degli spazi di Base Milano

A chiudere la mattinata di laboratorio, la testimonianza di Angelica Villa, Happiness Manager di Base Milano: un job title che già da solo racconta di un’impresa sociale milanese che si discosta dalla mentalità dominante, mettendo al primo posto proprio la ‘felicità’ dei propri dipendenti.

Il tutto è stato reso possibile grazie all’introduzione di un progetto di Smart working, accompagnato dall’esperienza e dal know how di Rwa Consulting, in grado di disegnare percorsi su misura: davvero “a ciascuno il suo”.

 

A ciascuno il suo Smart working (Milano, 20 giugno) è un evento gratuito, previa iscrizione obbligatoria.

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