Active ageing: conoscere per agire. Randstad lancia la ricerca

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I lavoratori over 50 sono sempre di più e nei prossimi anni il loro numero è destinato ad aumentare. In attesa di politiche in grado di sostenere e accompagnare questo cambiamento, le imprese devono essere consapevoli di ciò che le attende.

108268992La popolazione invecchia; i dati parlano chiaro: secondo l’Istat, il 28% della popolazione italiana supera i 50 anni, cifra che arriverà nel 2034 al 35,4%. Le cause principali sono il calo della natalità e l’elevato numero di baby boomers – i nati tra il 1946 e il 1964 – che si sta avvicinando all’età matura. Tra le sfide che le imprese dovranno affrontare nei prossimi anni c’è, quindi, la capacità di garantire occupazione ai lavoratori in età adulta, valorizzando competenze e conoscenze maturate in trent’anni di carriera. Occorre oggi conoscere per agire e Randstad, tra i primi, ha accolto la sfida. Dopo aver svolto un accurato lavoro di ricerca sui temi della demografia e della natalità, ha dato il via ad alcuni focus group nelle aziende per condividere i dati, individuare i temi e le priorità da affrontare, per poi raccogliere il tutto in una pubblicazione dal titolo Over 50. Come cambiano le età della vita lavorativa e il mercato del lavoro in Italia.

“Vogliamo capire in che direzione muoverci, cercando di avere un approccio proattivo: per questo abbiamo attivato un osservatorio sul tema, al quale oltre a Randstad partecipano esperti della materia come il professor Treu e i direttori Hr di importanti aziende. L’obiettivo è capire quali temi approfondire e come avanzare proposte al legislatore. Si tratta di un percorso lungo che ci vedrà impegnati nella costante verifica dei passi avanti”, così commenta Fabio Costantini, Chief Operations Officer di Randstad e responsabile della divisione Hr Solutions.

Nel frattempo, è stato proprio il professor Treu a indicare la strada: “Il punto di partenza per affrontare il tema è stata la riforma delle pensioni: è naturale, visti i presupposti demografici, un allungamento della vita lavorativa. Ma le politiche di active ageing non possono cominciare dai ‘vecchi’, devono iniziare molto prima: servono attività di prevenzione incentrate su salute e stili di vita, una buona educazione, una riflessione su orari, mansioni, politiche retributive e di carriera e una maggiore attenzione ai cosiddetti lavori di cura, che le persone più mature possono svolgere in ambito domestico”.

Il mondo del lavoro sta cambiando e noi non possiamo stare a guardare.

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