Previsione sull’occupazione: quota -13%

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Previsione sull’occupazione: quota -13%

I datori di lavoro italiani confermano prospettive di assunzione non incoraggianti per l’ultimo trimestre 2013

 

A cura della Redazione

L’indagine relativa al prossimo trimestre rivela:

  • le prospettive di assunzione evidenziano il dato meno ottimista dal 2003;
  • il Sud e le Isole sono maggiormente penalizzate;
  • in un solo settore su dieci ci sono prospettive di miglioramento.

 

I dati relativi all’indagine trimestrale denominata Previsioni Manpower sull’Occupazione evidenziano un dato particolarmente negativo per chi sarà in cerca di occupazione nei prossimi tre mesi. Nel complesso ci sono anche dei settori che mostrano timidi segnali di ripresa, con le Previsioni di 6 settori su 10 che mostrano diversi livelli di miglioramento nella comparazione con lo scorso trimestre. Ci troviamo di fronte ai dati più deboli registrati dalle previsioni Manpower sull’occupazione dal 2003. Solo il 5% dei datori di lavoro prevede nuove assunzioni, mentre il 72% manterrà invariati gli organici. Dall’altro lato il 22% dei datori di lavoro prevede una riduzione degli addetti.

 

Meteo Lavoro
Previsioni Manpower sull’Occupazione, 4° trimestre 2013

Confronto tra settori

Le prospettive di assunzione più deboli sono quelle del settore trasporti e comunicazioni, in cui la previsione si attesta a -22%; mentre il settore elettricità, gas e acqua prevede un aumento dell’occupazione pari a +2%.

Dal confronto con il trimestre precedente, i miglioramenti più degni di nota riguardano il settore finanziario, assicurativo, immobiliare e dei servizi alle imprese,+6%, e il settore elettricità, gas e acqua e settore costruzioni, +4% e +3%.

Rispetto allo scorso anno, i datori di lavoro riportano una propensione ad assumere più debole in 6 settori su 10. I migliori programmi di assunzione sono registrati per settore elettricità, gas e acqua per il quale la previsione risulta migliorata di 14 punti percentuali.

 

Confronto tra aree geografiche

I datori di lavoro prevedono un ridimensionamento degli organici in tutte le quattro macro aree geografiche nel periodo ottobre-dicembre. Le peggiori previsioni per l’occupazione riguardano l’area Sud e Isole, dove la previsione netta sull’occupazione si attesta a -24%. Deboli prospettive si registrano anche nell’area del Nord Ovest, dove la previsione è pari a -15%, mentre sia nel Nord Est sia nel Centro Italia si prospetta un mercato del lavoro stentato, rispettivamente a -8% e -6%.

Rispetto allo scorso trimestre, i datori di lavoro segnalano un lieve miglioramento di 3 punti percentuali al Centro Italia, nel Nord Est i programmi di assunzioni i restano relativamente stabili, mentre si indeboliscono di rispettivamente 7 e 6 punti percentuali nel Sud/Isole e nel Nord Ovest. Da un anno all’altro, i datori di lavoro esprimono una propensione ad assumere più debole in tre delle quattro macro aree: il calo più rilevante di 13 punti percentuali si riscontra nel Sud/Isole, nel Nord Ovest e nel Centro Italia le previsioni si indeboliscono rispettivamente di 8 e 6 punti percentuali, mentre nell’area del Nord Est riportano un lieve miglioramento di 2 punti percentuali.

 

Stefano Scabbio
Stefano Scabbio, Presidente e Amministratore Delegato di ManpowerGroup Italia e Iberia

 

Stefano Scabbio, Presidente e Amministratore Delegato di ManpowerGroup Italia e Iberia, dichiara: “Questi risultati sono preoccupanti considerato il tasso di disoccupazione -12,1% e in particolare la disoccupazione giovanile (15-24 anni) che è ormai al 39,5%. Il Governo Italiano ha finalmente fatto un primo passo positivo: nei primi giorni di agosto ha approvato un nuovo piano per il lavoro che semplifica l’apprendistato e introduce maggiore flessibilità e sussidi per fornire professionalità ai giovani in accordo con la domanda del lavoro. Le imprese sono molto preoccupate per la ripresa delle attività nei rimanenti mesi dell’anno e il quadro generale del Paese è poco incoraggiante: non ci sono segnali di un serio progetto sulla crescita che permetta il rilancio. Inoltre, il nostro ritardo sui servizi all’impiego rischia di sprecare il capitale umano di talento pertanto sarebbe auspicabile un intervento immediato per innovare i servizi per l’impiego con un maggiore coordinamento tra pubblico e privato”.

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