Ricerca Adp: l’HR deve adeguarsi alle nuove esigenze delle persone

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Il mondo del lavoro è in continua evoluzione e nelle organizzazioni, a fronte dei cambiamenti tecnologico-culturali, nascono nuove relazioni tra le persone. E di queste se ne è occupata Adp, azienda leader mondiale per la gestione del personale, nella sua ultima ricerca –Evolution of Work 2016, tradotta in italiano L’evoluzione del lavoro: la natura mutevole della forza lavoro globale– che ha analizzato le tendenze globali dell’area Risorse Umane.
Secondo lo studio condotto da Adp Research Institute (l’istituto che ogni mese fornisce il report mensile sull’occupazione al Governo Usa) sui datori di lavoro e i dipendenti di quattro importanti aree geografiche –Nord America, Europa, America Latina e Asia-Pacifico– le esigenze dei collaboratori sono in evoluzione e le aziende devono adeguarsi: le persone, infatti, non sono più spinte solo dal desiderio di ottenere una busta paga con discreti benefici, ma sono guidate dalla ricerca di significato e di valore rispetto a ciò che fanno.

Più libertà per i dipendenti
La ricerca ha messo in luce le cinque esigenze fondamentali, “libertà, conoscenza, stabilità, autogestione e significato”, come ha spiegato Ahu Yildirmaz, Vice President Head of Adp Research Institute.
Per quanto riguarda la libertà, è emerso come la tecnologia abbia di certo aumentato la flessibilità dei lavoratori che oggi possono lavorare ovunque: il 95% del campione dello studio, infatti, ha ammesso che nel futuro “svolgerà la sua mansione in un luogo diverso dall’ufficio”.
“Lo sviluppo dello smart working impone all’HR di focalizzarsi sulla misurazione delle performance”, ha puntualizzato Manuela Montagnana, VP Human Resources Emea di Adp. La libertà, intesa come un ambiente di lavoro diffuso e generale, ha dunque acuito il desiderio dei lavoratori di definire il proprio orario e la possibilità di lavorare da qualsiasi luogo attraverso device mobili. Ecco perché l’azienda è costretta a trovare un modo per responsabilizzare la propria forza lavoro: “Chi garantirà più libertà potrà trarre maggiori benefici potendo contare su dipendenti più felici, coinvolti e soddisfatti”, ha spiegato Montagnana.

Condivisione sui social media
Altro aspetto centrale è la conoscenza, ovvero “l’accesso alle informazioni e alla formazione per apprendere nuove conoscenze”, ha spiegato Yildirmaz, che ha chiarito come il 97% dei lavoratori “userà la tecnologia per imparare qualsiasi cosa”, mentre l’81% è convinto che i social media diventeranno la piattaforma di collaborazione del futuro. “L’e-mail è ormai superata, gli strumenti di condivisione permetteranno alle persone di porre domande e ottenere risposte su ogni argomento”, ha ammesso Montagnana. Poi c’è la stabilità, un concetto che si declina in modo diverso rispetto al Paese considerato, ma che riguarda “l’abilità di fare networking per ampliare la carriera”. Il 92% del campione, infatti, ha ammesso di lavorare in ogni organizzazione che faccia richiesta delle sue specifiche competenze: un’ulteriore sfida per gli HR chiamati a far diventare “attrattivo” il lavoro per ingaggiare e trattenere i talenti.

 

Addio alle (vecchie) gerarchie
Nelle organizzazioni, inoltre, le gerarchie si stanno facendo sempre meno nette, proprio grazie alla tecnologia che connette le persone di ogni livello, permettendo a tutti la condivisione delle informazioni. E, infatti, dalla ricerca di Adp è emerso che l’82% dei dipendenti pensa di “risolvere da sé” i problemi, mentre il 49% è certo che le “gerarchie non dureranno a lungo”. “L’HR deve gestire questa fase di cambiamento”, ha argomentato la VP Human Resources Emea di Adp, “coordinando dipendenti e manager per impostare la futura organizzazione lavorativa e aiutando i secondi a sviluppare nuove forme di leadership”. Infine, l’esigenza di significato emersa dallo studio si declina per la necessità dei giovani “di lavorare a progetti che ritengono importanti per loro e che abbiano un impatto positivo per la società”: un aspetto caro all’82% del campione e che in Europa pesa per l’88% con i Millennial decisi a “scegliere un lavoro in linea con i loro interessi personali”. Ecco allora che la funzione Risorse Umane deve “gestire le opportunità per il senso del lavoro, rendendolo sempre più stimolante”, soprattutto per le nuove generazioni. In sintesi, ciò che suggerisce la ricerca Evolution of Work 2016 è che non sono le persone a doversi adeguare al modello aziendale, ma sono i datori di lavoro a dover prevedere lo sviluppo della cultura lavorativa per favorire produttività e dinamicità.

www.it-adp.com

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