Runu Napoli: il ritorno al lavoro responsabile

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Se il tema dei nostri eventi è il ritorno al lavoro e all’impresa, abbiamo aperto il convegno di Napoli con il messaggio positivo di Alessandra Giordano, Direttore Delivery di Intoo che ha esordito affermando che è essenziale guardare con occhi diversi al mercato del lavoro. È vero che il mercato è difficile da ‘leggere’ ma non è impossibile intravederne le potenzialità. Ognuno ha competenze specifiche e una propria rete: sta al singolo valorizzare la propria specializzazione, puntare sui punti forti. L’importante è rimanere legati al contesto produttivo, alle nostre professionalità, non lasciare che i legami si allentino. E troppo spesso gli ammortizzatori sociali favoriscono l’apertura di una ferita che diventa difficile ricucire. Gaetano Lampini, Capo del Personale di Johnson Controls, sottolinea il come uno strumento di difesa sociale, gli ammortizzatori appunto, rischiano di allontanare le persone dall’impresa. Rinsaldare questo legame, ricreare un patto, diventa poi impresa molto ardua per un direttore del personale. Le organizzazioni, anche quelle pubbliche, come ha sottolineato Emiliano Buglione, Responsabile Selezione, Gestione e Formazione del Personale di ACAM, sono fatte di persone, che vanno motivate, valorizzate.

NapoliUn compito non facile ma bisogna crederci, uscire dai luoghi comuni e impostare relazioni trasparenti. E avere anche il coraggio di cambiare approccio verso il lavoro, che deve tornare a essere responsabile, come ha sottolineato Gaetano Mele, Hr Director di Arti Grafiche Boccia, che ha raccontato di come l’azienda sia riuscita a inserire un meccanismo di partecipazione dei dipendenti ai risultati aziendali. Perché le aziende sono competitive se i risultati e gli obiettivi sono condivisi da chi in azienda ci lavora. Dalla presenza in azienda alla condivisione del destino della realtà nella quale si è calati. Un cambio di paradigma indispensabile per contribuire al successo di qualsiasi contesto. Perché con le persone giuste si fanno cose straordinarie. Come è accaduto in Europa Microfusioni Aerospaziali dove l’Hr Manager Mario De Silvo ha raccontato di come con nuove modalità organizzative del lavoro sia riuscito a mantenere standard produttivi e lavorativi elevati, al punto da reggere la competitività dei paesi emergenti. Perché questo accada c’è bisogno della collaborazione di tutti, anche delle donne, che come ha sottolineato Lia Cacciottoli, componente del Comitato Tecnico Scientifico dell’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, con il loro lavoro rappresentano un motore potente per lo sviluppo mondiale. Ma le donne non avranno mai la possibilità di esprimere il loro potenziale se non potranno contare su una rete di supporto; senza un lavoro congiunto tra imprese e istituzioni le donne, che guadagnano meno, non smetteranno di scegliere la via più semplice ma dannosa per l’intera economia: rimanere a casa alla nascita del primo figlio. In quest’ampia riflessione sul ruolo del responsabile del personale come elemento chiave per assicurare la competitività alle nostre imprese, emerge dalle parole dell’Hr Director del Gruppo Ragosta il senso di questo ruolo. Flavio Di Vaio, con una disarmante naturalezza dichiara: “Ho scelto questo mestiere per servire, non per essere servito”.

Il pomeriggio di lavori si è concluso con un laboratorio, curato da Antonio Messinese e Laura Mele di Intoo, dedicato alla ‘Youth Guarantee’, il Piano che il Governo ha definito con le Regioni per supportare il lavoro dei giovani dai 15 ai 29 anni. Perché le aziende che non assumono i giovani perdono la linfa vitale.

 

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