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Rubrica L’ESSERE DELLE COSE di Piero Trupia

Chi è Piero Trupia?

Piero TrupiaPiero Trupia è un linguista, cognitivista e filosofo del linguaggio. Studi di matematica, economia, scienza della politica. Dirigente industriale fino al 1996. S’interessa di arte figurativa che studia e colleziona. Il suo approccio critico si avvale delle forme più avanzate di semiotica e semantica della figura. In materia ha pubblicato saggi nella collana Analecta Husserliana, Kluwer, Dordrecht, Nederland; e Perché è bello ciò che è bello. La nuova semantica dell’arte figurativa, Franco Angeli.

 

 

 

La rubrica

Sono nato nel 1933 con il Terzo Reich e gli sono sopravvissuto. Ho potuto fare provvista di orrore, umiliazioni, privazioni, ma riuscendo a preservare dignità nella penuria e imparando a temere dei tiranni più della crudeltà, sicumera, tracotanza e vanità. Un ripetitore di matematica ventitreenne riconobbe in me diciottenne qualità mentali per questa invisa disciplina e finii così in una facoltà top, quella di Palermo, la mia città. Onde scansare le peregrinazioni d’insegnante precario in borghi perduti e classi riottose, mi diplomo insegnante elementare e insegno lettura e scrittura a volenterosi analfabeti adulti della mia città. Prendo una laurea in scienze politiche, seguo un master su economia dello sviluppo e trovo impiego come animatore in un centro per lo sviluppo comunitario. Rimpiazzavo Danilo Dolci che aveva abbandonato la sua creatura con motivazioni inconsistenti. Mi scontro con la mafia e, per ordine ufficioso del prefetto, faccio perdere le mie tracce, non senza aver redatto e pubblicato un rapporto-denuncia. Trascorro due anni in Iran come esperto di sviluppo locale e mi si rivela l’inutilità di quanto avevo imparato sul tema. Tornato in patria, concorro per un posto in Confindustria, dove divento primo ghost writer e guru. Approfitto di un mobbing ante litteram, per studiare logica, linguistica, epistemologia e, dopo il mobbing, filosofia, psicologia, cognitivismo e quant’altro mi stimolava. Ultimamente, arte. Pubblico in modo compulsivo, attratto dalla bellezza dello studio per comunicare e documentare. Grafomane? Non proprio. Piuttosto il piacere di leggere per apprendere e scrivere per comprendere a fondo. Con la rubrica L’essere delle cose perseguo il confuciano ‘raddrizzamento dei nomi’: individuare i significati, che esistono, checché se ne dica. Solo che non si sia affetti da ignava ratio o da paura del vero.

 

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