E tu, chi vuoi essere?

Dal convegno Risorse Umane e non Umane di Ancona del 24 settembre

La vera ricchezza di un’azienda sono le risorse umane. Questo l’unanime coro che contraddistingue le voci dei tre imprenditori che hanno portato la loro testimonianza alla tappa di Ancona del nostro ciclo di eventi dedicati alle risorse umane dello scorso 24 settembre.

Marina Mancini, titolare di Omme Gears, ha aperto la nostra mattina di riflessioni con un pensiero semplice, ma profondo: le aziende non sono niente senza le persone che credono nelle scelte dell’imprenditore e lo sostengono. Avere in azienda persone soddisfatte è il segreto per portare avanti l’azienda. Già, ma come si fa? Come con i figli, ribatte Mancini, si fa quel che si può fare, e quel che non si può fare non si promette. Attenzione alle persone, e quindi alle loro famiglie, e alla trasparenza per creare un clima di fiducia che generi positività. Questo è importante fare, mettendo al primo posto le persone e non il profitto. Ma come può fare un imprenditore per resistere alle sirene della finanza? Enrico Bracalente, Amministratore Delegato B.A.G. Spa (Nerogiardini), marca le differenze: un finanziere cresce con il sistema mentre un imprenditore cresce con il mercato. L’imprenditore legge il mercato, lo interpreta e dà risposte. L’imprenditore ha la visione e fa scelte conseguenti. La scelta di non delocalizzare, fare grandi investimenti in ristrutturazioni e nel capitale umano per internazionalizzare l’azienda hanno contraddistinto le scelte di Enrico Bracalente che oggi, per guidare la sua azienda, è animato da una passione e un entusiasmo che trasmette a tutta la popolazione aziendale. Compresi i figli, già impegnati nell’azienda di famiglia.

E parlando di figli è impossibile non lasciarsi sfuggire un commento sui giovani e il lavoro che non c’è. Certo, lo squilibrio tra la proporzione di giovani liceali e laureati rispetto alle professionalità tecniche ha creato un vuoto. Adesso ai ragazzi sempre meno si insegna un lavoro. E questo un impatto sulla loro impiegabilità ce l’ha… Giovanni Fileni, Presidente di Fileni, azienda che in questi anni di crisi riesce a creare occupazione, racconta del suo microcosmo, all’interno del quale convivono 46 diverse etnie. I lavoratori stranieri rappresentano oggi il 53% della forza lavoro, anche perché disponibili ad accettare mansioni che gli italiani preferiscono rifiutare. Certo, da quando la crisi ha iniziato a mordere il freno qualcosa è cambiato ma, commenta Fileni, i nostri figli sono stati abituati ad avere tutto e a crescere in ambienti protetti. E questo non li ha aiutati.

La crisi ha ridimensionato le nostre vite, ma è proprio quando le cose vanno male che l’imprenditore deve avere il coraggio di investire. Le opportunità ci sono, come ha sottolineato anche Cetti Galante, Amministratore Delegato di Intoo: bisogna saperle cogliere. È aumentata la velocità dell’ambiente, stare al passo è complicato. Bisogna evitare che si creino gap tra la persona e l’ambiente, evitare l’obsolescenza delle competenze. Bisogna agire tempestivamente per evitare di gestire uscite dal mercato di persone con competenze obsolete. Puntare sulle competenze trasversali, far uscire le persone dalla loro area di comfort è il messaggio che ci trasmette Serena Mingione, Responsabile Risorse Umane di Gruppo Imab, un gruppo di 1000 persone. Di 1000 famiglie, sottolinea Mingione. L’azienda propone percorsi fondati su equità meritocrazia, pari opportunità per sostenere ognuno nella propria valorizzazione e nella realizzazione dei propri sogni. Ognuno di noi, sottolinea Serena, dovrebbe chiedersi non tanto cosa vuole fare nella vita ma chi vuole essere. E agire di conseguenza.

Da questo confronto emerge che gli imprenditori, le aziende, sono straordinariamente più vicini ai giovani rispetto al mondo accademico. Per questo Francesco Varanini, nemmeno troppo provocatoriamente, chiude dicendo che gli imprenditori dovrebbero essere anche un po’ più docenti. Loro, molto più degli esperti di organizzazione aziendale, conoscono le imprese, sanno come far girare un meccanismo sofisticato quale è un’azienda. Per questo, dovrebbero salire un cattedra un po’ di più.

Il pomeriggio è proseguito con il laboratorio dedicato alla valorizzazione delle competenze e la costruzione efficace del network, web reputation e le nuove frontiere del personal branding gestito da Riccardo Zuccaro di Intoo.

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