The Bridge, quando la forza di un’azienda è il sapere dei suoi artigiani

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“Lavorare con le mani”: nell’epoca del digitale sembra quasi un’espressione anacronistica. Ma c’è chi fa proprio dell’artigianalità e della capacità delle persone di creare oggetti unici i suoi punti di forza. Stiamo parlando di The Bridge, azienda fiorentina nata nel 1969 che produce e commercializza borse e accessori in pelle.
L’artigianalità del prodotto è garantita da una lavorazione ancora legata alle sapienti mani dei mastri artigiani, come spiega l’HR Director Novella Ferri: “Abbiamo una grande attenzione per la ricerca e la formazione, puntiamo sui corsi di training interni all’azienda con l’obiettivo di valorizzare il sapere artigianale dei nostri lavoratori”.

A questo aspetto si unisce “un forte legame con il territorio che rende l’azienda permeata dalla cultura locale”. Quasi tutti i 110 dipendenti di The Bridge, infatti, provengono dalla zona di Firenze. Le attività di training interne all’impresa – sottolinea Ferri – vanno dall’ambito retail “per far raccontare agli addetti i valori della tradizione e artigianalità di The Bridge”, all’area di sviluppo del prodotto “attraverso attività di affiancamento tra i mastri artigiani e i nuovi arrivati”. A tal proposito, negli ultimi due anni l’azienda ha assunto 15 persone nel dipartimento tecnico e in quello produttivo.

Il rilancio dopo l’acquisizione di Piquadro

Una accelerata che ha coinciso con l’acquisizione di The Bridge nel 2016 da parte di Piquadro, azienda italiana di prodotti di pelletteria per il lavoro e il tempo libero quotata in Borsa.
“L’acquisizione da parte di Piquadro ha consentito di cambiare il management e di rilanciare The Bridge sul mercato per perseguire gli obiettivi di crescita attraverso maggiori competenze”, racconta Ferri. “Allo stesso tempo, dal punto di vista della gestione delle Risorse Umane, manteniamo una certa autonomia che ci permette di conservare i nostri valori legati al Made in Italy, come il territorio, la tradizione e la qualità dei prodotti”.
Nella selezione del personale “puntiamo sia sulle competenze tecniche sia sulle soft skill”, aggiunge l’HR Director di The Bridge. “È inoltre intenzione della società pensare a un progetto di welfare da utilizzare nelle politiche del personale nel prossimo esercizio fiscale”.
Oggi The Bridge ha un fatturato di 25 milioni di euro e conta sul supporto di Piquadro, ma la sua vera forza restano le persone: “Se escludiamo l’automatizzazione del magazzino degli accessori, le fasi della concia delle pelli, del design dei prodotti, del taglio dei modelli e dell’assemblaggio sono ancora fortemente manuali”, conclude Ferri. “Le Risorse Umane sono quindi fondamentali per il nostro successo”.

 

Per approfondire la case history su The Bridge e le esperienze di altre aziende toscane, leggi la rubrica ‘L’Italia al lavoro’ sul numero di Ottobre-Novembre di Persone&Conoscenze.
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