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Il pessimismo dilagante, i vincoli congiunturali e normativi, una competizione alle stelle e obiettivi delle capogruppo sempre più irrealistici costringono il management di oggi a lottare per uscire da una fitta nebbia metaforica. Da questa premessa prende spunto il libro di Tommaso Raimondi, consulente manageriale al suo esordio editoriale, Manager nella nebbia (ESTE Edizioni, 2014) che è stato presentato – alla presenza di un folto pubblico e con la partecipazione straordinaria di Dario Scotti, presidente e amministratore delegato di Riso Scotti – mercoledì 10 dicembre scorso presso l’Harbour Club di Milano. Leggi tutto >

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di Francesco Donato Perillo

Certo la leggerezza, virtù proclamata da Italo Calvino nelle sue Lezioni americane come valore da portare nel nuovo millennio, non è proprio caratteristica tipica del manager. La condizione manageriale è piuttosto caratterizzata dal suo opposto: la pesantezza, che si annida nelle priorità da inseguire, nelle performance da garantire, nelle pianificazioni, programmazioni e controllo di progetto, nelle puntuali revisioni di budget, nella necessaria tracciabilità di ogni azione gestionale. Ma nell’esecuzione del business c’è un punto critico, un buco nero, un tallone d’Achille: il coinvolgimento personale e la motivazione delle persone-risorse che abilitano la creazione del valore nell’impresa. I nostri manager lo sanno bene, ma non lo dicono: solo mettendo al centro della propria consapevolezza di ruolo il valore della persona e del lavoro è possibile divenire ‘project leader’. Chi è il project leader?
Archibald, nel suo fondamentale manuale di Project Management1, declina le competenze del PM e le riassume nella ‘project leadership’ che è necessario esercitare in ognuna delle tre fasi del ciclo di vita di un progetto: nel tenersi in contatto con gli stakeholders, nel giocarsi la palla, nel concentrarsi sul risultato. Capacità relazionali, creative e trasformazionali rappresentano così le condizioni per il raggiungimento del risultato e il fattore di successo di ogni progetto, direttamente proporzionali al grado di complessità da affrontare. ‘Soft skills’, competenze leggere perché distinte da quelle tecnicospecialistiche, che invece sarebbero ‘hard’, pesanti. La leggerezza tuttavia non risiede nel minore impegno che esse comportano, quasi si trattasse di capacità volatili e ineffabili. In realtà ciò che è soft richiede una piattaforma hard da cui decollare: soft è ad esempio la mente rispetto alla struttura neuronale, allo scheletro, ai muscoli, all’intero bios. Come la mente rispetto a qualsiasi corpo, è proprio questa competenza leggera a fare la differenza tra la mediocrità e l’eccellenza. A trasformare un normale tappeto in un tappeto volante, come direbbe Calvino.
Allora è davvero discutibile che all’impegno a investire e a sviluppare le capacità ‘pesanti’ non corrisponda altrettanto e maggiore impegno ad allenare quelle leggere. Quanto la leggerezza del manager è oggetto di formazione e valutazione nelle nostre aziende? Quanto ‘pesa’ per la carriera? Leggi tutto >

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FOCUS: STRUMENTI IT PER L’HR

Confrontandoci con alcuni dei maggiori vendor di tecnologie e servizi a supporto delle divisioni Hr sono emerse le esigenze più ‘immediate’ delle direzioni del personale che la tecnologia deve soddisfare, portando un valore aggiunto in un mercato in continua evoluzione.

La parola a Docebo

Secondo il punto di vista di Claudio Erba, CEO e fondatore di Docebo, ci sono leve importanti per fronteggiare un mercato velocemente: “Le direzioni del personale oggi sono più focalizzate verso strumenti che consentono l’immediata reazione rispetto a qualsiasi tipo di cambiamento del mercato, quindi la ‘velocità’ è ormai un aspetto imprescindibile. Ma anche il trasferimento e la condivisione della conoscenza tra le persone all’interno delle organizzazioni, in modo da allineare il ‘sapere’ comune con strategie e obiettivi di business. A mio avviso informazione e formazione, che permettono di acquisire nuova conoscenza, sono attualmente i driver delle performance”. Leggi tutto >

Randstad

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Randstad Holding nv, è attiva dal 1960 nella ricerca, selezione, formazione di Risorse Umane e somministrazione di lavoro.

Presente in 39 Paesi con 4.496 filiali e 29.320 dipendenti, oggi è la seconda agenzia di servizi HR al mondo. Dal1999 inItalia, Randstad conta oltre 750 dipendenti e circa 170 filiali a livello nazionale. Randstad è la prima Agenzia per il Lavoro certificata SA8000 (Social Accountability 8000) in Italia. Leggi tutto >

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