Tag: tecnologia

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La trasformazione digitale ci ponein contatto con dispositivi tecnologici che ormai rappresentano la nostra quotidianità, tanto da non farci quasi più accorgere della crescente interazione tra uomini e macchine.

Nel corso della storia, numerose invenzioni tecnologiche hanno semplificato la nostra vita, cambiando radicalmente il modo di lavorare delle persone e permettendo a queste ultime di avere più tempo a disposizione da investire in altre attività, come la propria formazione professionale. Leggi tutto >

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di Simone Ferrucci

In un gruppo di persone può esserci l’interesse di creare una base di conoscenza comune da cui i membri possano attingere. In questo lavoro verrà affrontata questa tematica prima sul piano teorico, riprendendo le considerazioni di Ikujiro Nonaka, successivamente verrà introdotta una tecnologia di supporto allo scopo di questo elaborato. La tecnologia proposta in questo lavoro è la codifica del dato attraverso xml. Leggi tutto >

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di Marco Lisi

La crisi è innegabile. Ma bisogna uscirne, in un modo o nell’altro. È il momento per tutti di chiarire le basi del proprio lavoro e re-inventarsi seguendo pochi ma importanti obiettivi per fare il possibile per la propria organizzazione. Creatività, innovazione e spirito di servizio: la chiave sfidante che dà nuovo significato alla nostra professionalità. Già, ma non solo. Intelligenza emotiva, coscienza delle proprie responsabilità sociali, attenzione al dettaglio e visione etica della professione e della vita, umiltà, rispetto e tolleranza. Asset di base con cui è possibile vincere la crisi.

Un popolo di creativi
È il luogo comune più diffuso e che tutti, in qualche modo, invochiamo nei momenti di difficoltà: gli italiani sono una nazione di creativi, la creatività è la nostra migliore risorsa. È indubbio che in un’economia sempre più basata sul valore della conoscenza, la creatività diventa un asset fondamentale, sia a livello delle singole aziende sia in un’ottica di sistema paese. Per la maggior parte della storia umana, la ricchezza è derivata dallo sfruttamento delle risorse del luogo di residenza, come il terreno fertile e le materie prime (minerali, carbone, petrolio). Oggigiorno, la risorsa economica chiave, la creatività delle persone, è un bene altamente mobile. Conseguentemente, la ricchezza di una regione viene sempre meno a dipendere dalle sue caratteristiche geografiche e naturali, ma da altri fattori, per lo più culturali e sociali, caratterizzati da una dinamica evolutiva particolarmente rapida. È questa l’opinione di Richard Florida, professore alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, noto per la sua Teoria delle 3 T: tecnologia, talento e tolleranza, i tre fattori fondamentali allo sviluppo della creatività e quindi dell’economia. Il professor Florida ha addirittura definito un indice di creatività, Creativity Index, basato su una serie di criteri e di rilevazioni statistiche, seppur in qualche modo opinabili, in grado di misurare la presenza dei tre fattori già menzionati nel tessuto socio-culturale di una nazione. Sorprende a questo punto che proprio da una ricerca della Carnegie Mellon, basata su dati del periodo 1997-2000 ed estesa a tutti i paesi europei e nord-americani, risulta che l’Italia è praticamente agli ultimi posti della graduatoria di creatività, precedendo soltanto il Portogallo e la Grecia. Incidentalmente, la nazione leader in quanto a creatività sarebbe la gelida Svezia (altro che solarità mediterranea!), con un indice superiore addirittura a quello degli Stati Uniti. Sembrerebbe la caduta di un mito, peraltro a noi particolarmente caro, che innumerevoli volte è stato invocato, da destra come da sinistra, per giustificare e interpretare le sorti della nostra economia.

La creatività non basta
In momenti difficili e spesso travagliati, quali quelli che l’Italia e il resto dell’Europa stanno attraversando, quando sembrano perduti alcuni tradizionali punti di riferimento e, ancor peggio, si affievolisce sempre più la speranza riguardo al nostro futuro, è impellente la necessità di rafforzare la nostra determinazione nel creare qualcosa di nuovo e migliore, per noi stessi e per la comunità. La creatività, intesa non solo come invenzione di nuove idee, ma anche come capacità di uscire da schemi tradizionali per concepire nuove prospettive, nuovi modi di pensare, è un punto di partenza essenziale. Ma la creatività non basta: è necessario convertire le nostre idee creative in innovazione, attraverso spirito imprenditoriale e una realistica visione del business. Creatività e innovazione, peraltro, spesso si rincorrono, creando un circolo virtuoso. Nel solco dell’approccio creativo e dell’innovazione, si sviluppano allora nuovi modi di lavorare, di concepire l’impresa. La creatività è, infatti, al giorno d’oggi, un’esperienza tanto individuale quanto collaborativa. Le tecnologie della comunicazione facilitano il nostro scambio di idee e il lavoro collaborativo; inoltre, strumenti e piattaforme software, concepite ad hoc, ci aiutano a sviluppare la nostra creatività e a tradurre in pratica nuove idee e soluzioni tecniche. In questo modo strumenti innovativi generano essi stessi nuova innovazione.
 
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