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Roncinante & Rucio – di Beppe Carrella –

Fare delle previsioni corrette è il sogno di tutti. Non tanto per il gusto di farle, ma per poterne ‘approfittare’ a proprio vantaggio. In pratica so che cosa accadrà e metto in moto tutte le mie leve per poterne trarre un profitto. In pratica ho un vantaggio sugli altri che non ‘vedono’. Uno dei casi più famosi è quello che racconta di Talete che, osservando la natura, riuscì a prevedere con molto anticipo un grande raccolto di olive e monopolizzò a proprio vantaggio i frantoi, diventando ricco. Altro che filosofo con la testa fra le nuvole e lontano dai problemi quotidiani. Talete: il filosofo protagonista del più grande attacco dei media (una gogna mediatica?). Si legge che mentre camminava assorto nei suoi pensieri guardando il cielo cadde in un fosso da dove fu tirato fuori grazie al provvidenziale intervento della sua serva. Si è scoperto successivamente che questa interpretazione è dovuta a una traduzione non corretta, ma il danno di immagine per lui e poi per tutta la categoria dei filosofi è stato devastante. Anzi ha ingenerato un comportamento tale (una sorta di profezia autoavverante) tale che se sei strambo e con la testa tra le nuvole, allora ‘filosofo’ diventerai. Prevedo, opero e mi godo i risultati. Esiste un altro modo di gestire le previsioni. Ti dico cosa accadrà, poi fai tu! Io ti avviso! La mia ricompensa è tutta nel poter dire al momento opportuno ‘l’avevo detto, l’avevo previsto’. Il ministro di turno non resiste e ogni tanto gli scappa: “Lo avevo previsto. E non sono Nostradamus”. Bello! Tutti contenti che abbiamo questo ministro (con la ‘m’ minuscola). Quasi quasi ci conviene farlo premier! Parla poco, certo. Che volete farci, è impegnato a elaborare le previsioni. E poi perché perdere tempo a spiegare, solo una perdita di tempo. E i fatti? Beh, volete che ci preoccupiamo del dettaglio, dell’impatto delle azioni da fare per reagire ed evitare la catastrofe? È solo un ministro (tecnico o politico che sia), che leve ha in mano? Vuoi mettere il Panettiere sotto casa? Lui (il panettiere con la ‘P’ maiuscola) sì che può! Chissà quali profondità di pensiero e che fatica! “Nel dibattito sulla crisi in Parlamento nell’autunno del 2008 – l’allora ministro Tremonti aveva detto che c’erano due fasce di crisi che si stavano sviluppando, una da est a ovest e un’altra da nord a sud. E non sono Nostradamus”. Beh Nostradamus era più puntuale. E meno male che i punti cardinali sono solo quattro. Mi permetto un piccolo suggerimento, qui però forse era meglio dire “vista la complessità del momento, la crisi si svilupperà muovendosi da nord-nord est verso sud-nord-ovest-est e viceversa”. Mi raccomando il viceversa altrimenti ci freghiamo la globalizzazione. Non disperate, abbiate pazienza, i ‘nostri’ sono solo degli esperti, il nuovo modello è in costruzione. Peccato che il nuovo è solo una estensione di ‘roba’ vecchia. Qualche aggiustatina, qualche colpetto e il gioco è fatto. E poi una bella accise non si nega a nessuno. Figuriamoci un ritocchino all’Iva. E poi, che goduria inventarsi un bel nome nuovo per una tassa sulla casa. Solite cose, importante è star lontano dai problemi veri. Importante agire sulle cause. Affrontare i problemi e scoprire che i modelli e le tecniche sono ormai defunte potrebbe essere un brutto colpo. Non servono questi rimedi, anzi. Modelli inutili e decisioni conseguenti pronte a peggiorare ancor di più la situazione. Una profezia da Cassandra? Può darsi, ma se non mi ricordo male, e pochi lo fanno notare, Cassandra aveva ragione. Un esperto è un esperto, ma se sei abituato a usare il martello penserai che tutto il mondo è un chiodo. Con buona pace della complessità, della globalizzazione e del mondo che cambia. Andiamo in sei ore da Roma a New York, in tre ore da Roma a Milano ma le analisi e i conseguenti rimedi sono fatti con i modelli dell’era del cavallo e dei vaporetti. Nel Medioevo per evitare che il latte si deteriorasse lo si metteva in cantina. La colpa del deterioramento era delle streghe che non abitavano nelle cantine, ma c’era il fresco – un frigorifero. Non funzionava sempre, ma spesso sì. Con buona pace delle streghe. Tra una decina di anni gli storici guarderanno indietro e rideranno di noi così come noi oggi ridiamo della stupidaggine sul latte/streghe. Nel frattempo che ne dite di una bella lettera aperta al figlio dove gli verrà consigliato di cercare fortuna all’estero? Un bel barcone con tutti questi padri ed esperti a bordo verso mete esotiche, solo un sogno? P.S. Chiedo scusa al grande Totò per avergli storpiato la famosa battuta: …e che so Pasquale io? Leggi tutto >

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