Tag: Pietro Ichino

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A cura della Redazione

l nuovo programma della UE mette a disposizione dell’Italia 1,4 miliardi di euro per sostenere 900 mila ragazzi tra i 15 ed i 24 anni

Con l’obiettivo di fare cultura sulla Youth Guarantee, Gi Group Academy −la fondazione di Gi Group− ha organizzato lo scorso 26 febbraio nella sala della Mercede di Palazzo Marini a Roma un convegno per presentare il volume Garanzia Giovani. Politiche attive per l’occupazione giovanile (Guerini Editore). Il volume è_Gfrutto del lavoro congiunto di esperti come Giuliano Cazzola, Pietro Ichino, Elsa Fornero, Emmanuele Massagli, Gabriele Toccafondi, Stefano Colli-Lanzi.

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Un confronto necessario: istituzioni, parti sociali, operatori del mercato, imprese e lavoratori

22 Novembre 2013 − 15.00-18.00

Genova, Salone Nave Blu Acquario di Genova

Modera Angelo Salvatori, Senior Partner Intoo

 

Intervengono

Pietro Ichino, Professore di diritto del lavoro, Senatore: come è possibile reimpostare le politiche attive del lavoro?

Raffaella Paita, Assessore alle infrastrutture Regione Liguria: un nuovo ruolo possibile della Regione e degli enti locali per i servizi nel mercato del lavoro

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di Umberto Buratti e Cristina Galbiati

La risposta legislativa all’acuirsi della crisi finanziaria è stata quella di mettere a stretto regime dietetico l’‘obeso’ sistema pubblico attraverso una riduzione dei suoi costi e una razionalizzazione dei centri di spesa. Ma anche il rigore più razionale e scientifico se non è accompagnato da una visione di lungo periodo rischia di trasformarsi in una scelta poco razionale. La spending review, infatti, è una condizione sì necessaria ma di per sé non sufficiente a riqualificare la struttura organizzativa pubblica. In una fase critica come quella attuale diventa, dunque, utile non solo ricomporre lo sterile quadro normativo quanto indagare quelle politiche manageriali in grado di leggere nel capitale umano non una variabile di scarso peso da porre in secondo piano rispetto alle politiche di rigore, bensì capaci di valorizzare il dipendente pubblico in quanto lavoratore e persona. Non più un semplice soggetto anonimo di una struttura elefantiaca, ma un dipendente le cui competenze sono da porre al centro dell’attenzione.

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Anche in un contesto socio-economico come l’attuale, in Italia esiste una buona quantità di occasioni di lavoro inutilizzate. Veri e propri ‘giacimenti di lavoro’ che sarebbero in grado di aumentare l’occupazione, ma che risultano inaccessibili se non attraverso le reti professionali, parentali o amicali. E così, alla carenza di competenze denunciata dalle imprese di diversi settori economici, si abbina un forte squilibrio fra domanda e offerta di istruzione.

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