Tag: Matteo Renzi

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Di Franca Maino e Giulia Mallone, del Laboratorio ‘Percorsi di secondo welfare’
(L’articolo è stato scritto durante l’iter parlamentare e pubblicato integralmente nel numero 108 – novembre/dicembre – della rivista Persone&Conoscenze)

Il disegno di legge di stabilità, materia di discussione alla Camera nelle ultime settimane, ha previsto il rilancio della contrattazione di secondo livello e nuovi interventi in ambito di welfare aziendale. La norma segna una svolta epocale dall’idea di welfare come ‘dono’ paternalistico a quella del welfare come parte costitutiva del rapporto di lavoro, aprendo a una visione più moderna dei benefit come risorsa per una gestione strategica delle risorse umane. Cosa cambia rispetto al passato? Cosa attenderci per il futuro? Leggi tutto >

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Il 7 maggio è stato votato al Senato il decreto n.34 (20 marzo 2014), meglio noto come Jobs Act, per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese. Il disegno di legge, proposto dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, mette mano alla riforma dei più importanti istituti legati al welfare e ai servizi di lavoro, oltre che al riordino dei contratti. Il problema, d’altra parte, è quanto mai urgente e anche gli ultimi dati legati al tasso di disoccupazione mostrano la necessità di intervenire. Leggi tutto >

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Politiche attive del lavoro. L’AD di Intoo, Cetti Galante: outplacement obbligatorio per le aziende che licenziano

“Il Jobs Act di Matteo Renzi ha avuto indubbiamente il merito di riportare sotto i riflettori il tema lavoro. Anche altre forze politiche hanno messo sul tavolo le rispettive proposte e tutto ciò è senza dubbio positivo. Tuttavia non è ancora emersa con sufficiente chiarezza la necessità di implementare un efficiente sistema di politiche attive finalizzato alla ricollocazione professionale. Continuare a focalizzarsi sulle politiche passive non basta: non educa la persona a reimpiegarsi attivamente e in modo celere nel mercato del lavoro ed è un sistema troppo oneroso (5,4 miliardi spesi in CIG secondo la CIGL dal 2008 a oggi −Fonte dati: Osservatorio CIG della CGIL nazionale, rapporto di dicembre 2013−). Leggi tutto >

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