Tag: Jobs Act

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Dal dizionario etimologico della lingua italiano di Tristano Bolelli, edizioni Vallardi, 2010: “Ibrido. Lat. ‘hybrida’ figlio di un romano e di una schiava (o straniera)”. Bisogna prendere le mosse da questa definizione per comprendere come mai, per anni, dottrina e giurisprudenza si siano affannate per individuare quali tipologie di relazioni lavorative potessero effettivamente rientrare negli “altri rapporti di collaborazione che si concretizzino in una prestazione d’opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale anche se non a carattere subordinato” (definizione letterale dell’articolo 409 del Codice di procedura civile, introdotta dalla Legge 533 del 1973), onde stabilire a quali rapporti di lavoro, oltre a quello subordinato, dovesse applicarsi il nuovo rito processuale ‘speciale’ più snello (almeno sulla carta) e per ciò solo favorevole per la parte contrattuale in astratto più debole, cioè il lavoratore. Diventava quindi importante appurare quali figure potessero essere davvero inglobate nella definizione in oggetto (meglio nota come co.co. co.) e pertanto beneficiare di tale specifica tutela processuale. Leggi tutto >

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di Alessandro Paone

Nella primavera del 2015 nasceva il Jobs Act, una delle più profonde rivisitazioni del nostro sistema di diritto del lavoro. A un anno di distanza, è tempo di analizzare gli aspetti positivi e quelli negativi legati alla riforma. Che offre costi certi e conseguenze prevedibili del licenziamento, oltre a concedere al datore di lavoro di mutare le mansioni del proprio dipendente con maggiore semplicità rispetto al passato e addirittura di demansionarlo. Ma tace sulle relazioni industriali. Leggi tutto >

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a cura di Chiara Lupi

Cosa dice la riforma del lavoro? Quali i benefici per i lavoratori e gli impatti per le imprese?

Con questi interrogativi abbiamo dato avvio alle quattro tappe del road show organizzato con Intoo. Quattro pomeriggi pensati con l’obiettivo di entrare, al di là dei tecnicismi normativi, nello spirito di una riforma figlia di un cambiamento epocale: il posto di lavoro a vita non esiste più. L’unica garanzia per la propria occupabilità sono le competenze, ed è responsabilità del singolo accrescerle e mantenerle. La difesa del posto di lavoro di questo momento deve lasciare il posto alla difesa della continuità del lavoro: la cura dell’impiegabilità diventa chiave. Come diventa chiave la garanzia di un supporto alla ricollocazione di qualità, che sostenga i passaggi da un’azienda all’altra. Questo il punto centrale di una riforma che cerca di adeguarsi al cambiamento del mercato del lavoro. Leggi tutto >

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Gi Group presenta i dati dell’ultima rilevazione dell’Osservatorio Permanente sul Mercato del Lavoro, promosso in collaborazione con Gi Group Academy per rilevare le impressioni di HR manager e imprenditori sul Jobs Act, gli effetti sull’occupazione e sulla gestione delle persone in azienda

 

Aumento del ricorso al contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti e, tra le novità introdotte dal Jobs Act, voto positivo anche per la previsione del contratto di ricollocazione per tutti i disoccupati e l’a-causalità dei contratti di somministrazione a tempo determinato. Forte diminuzione, invece, nell’utilizzo futuro dei contratti a progetto. Leggi tutto >

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