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di Carlo Boidi*

L’opportunità di osservare da vicino l’implementazione di un’organizzazione senza gerarchie è assolutamente unica in Italia in quanto una sola azienda ha intrapreso al momento questo percorso pionieristico. Altrettanto unica, pionieristica e sfidante è per un Business Coach l’opportunità di facilitare con strumenti e processi di coaching un’azienda che sta affrontando questa sfida di innovazione organizzativa.
A Ivrea, in Piemonte, ha sede la divisione italiana di Arca, multinazionale che sta affrontando questo percorso sulla scia di poche centinaia di altre aziende nel mondo. Tra queste troviamo, per esempio, Zappos, Precision Nutrition e David Allen Company che stanno ottenendo ottimi risultati di business, di crescita e anche in termini di clima organizzativo e soddisfazione del personale.
A dicembre 2014 Arca, forte nel settore delle tecnologie e servizi per le transazioni bancarie, ha acquisito il Gruppo CTS a Ivrea e ha iniziato così una duplice fase di integrazione: internamente al Gruppo CTS è avvenuta tra le due realtà speculari CTS-Cashpro e CTS-Electronics; allo stesso tempo è iniziata quella tra Arca e CTS.
Le sfide del nuovo Gruppo consistevano nel portare a termine con successo il processo di integrazione con l’obiettivo di diventare leader mondiali nel campo del cash handling, control & automation, estendendo l’attuale tecnologia dal settore bancario a quello retail.
A livello organizzativo Arca ha costruito la propria strategia basandosi sul sistema operativo e di governance Holacracy, basato sul self-management, scelto appositamente prima dell’acquisizione di CTS proprio nell’ottica dell’operazione e della successiva integrazione.
Ho osservato l’implementazione e il funzionamento di questo sistema da un punto di vista privilegiato: fin dall’inizio dell’attivazione di Holacracy in Italia, a ottobre 2015, ho infatti affiancato come Business Coach Fabio Pent, uno dei manager di Arca alle prese con un processo di change management ambizioso che lo vede alle prese sia con l’integrazione delle tre diverse realtà a livello internazionale sia con l’implementazione di Holacracy in un gruppo che, per più di 20 anni, si è basato su un sistema fortemente piramidale e gerarchico.
Mentre Holacracy lavora più a livello di organizzazione, sistemi e processi, il coaching è invece più orientato alle persone e agisce a livello di cultura organizzativa, leadership, change management e interpretazione efficace del proprio ruolo lavorando su tre assi di competenze soft: relazionali, tecnico-realizzative e gestionali.
L’ipotesi iniziale di Demetrio Labate, People & Talent di Arca, era che il coaching, in sinergia con l’applicazione del modello Holacracy, potesse sostenere il buon funzionamento del sistema e il processo di change management. Non potevo che trovarmi d’accordo perché, per esperienza, ho sempre visto che il coaching, applicato sia a livello individuale sia a livello di team, è uno strumento potente per sostenere i processi di innovazione comportamentale di individui e organizzazioni.
Abbiamo quindi attivato un progetto pilota per sperimentare e verificare tale ipotesi che successivamente si è effettivamente rilevata corretta: Pent ha messo in azione comportamenti organizzativi che gli stanno permettendo di interpretare in maniera efficace il nuovo ruolo nel sistema Holacracy e di raggiungere gli obiettivi di integrazione e implementazione. Leggi tutto >

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