Tag: armi e bagaglio

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Parlare di sé tra riunioni e colloqui – di Livio Macchioro – 

La leadership? E’ una conversazione. Prosegue la serie di post dedicati all’azienda collaborativa e al modo in cui percorsi dialogici modificano i processi funzionali e la leadership all’interno delle organizzazioni. La Harvard Business Review pubblica i risultati di una ricerca condotta per individuare un nuovo modello di leadership. Emerge la consapevolezza che l’approccio dirigista e top down sia ormai largamente superato. Tutti i managers cercano di sviluppare un approccio conversazionale all’interno della propria organizzazione come strumento di leadership.
Qual è il vantaggio principale che emerge da questa pratica definita ‘conversazione organizzativa’? Il modello conversazionale permette così alle aziende di coinvolgere e motivare maggiormente i propri collaboratori, di fare ricorso all’intelligenza collettiva, assicurare un maggiore allineamento strategico e sviluppare la flessibilità operativa. Quattro gli elementi chiave della conversazione organizzativa: intimità (ridurre le distanze), interattività (riconoscere l’importanza dell’ascolto), inclusione (far sentire tutti parte della stessa organizzazione e di un disegno comune) e intenzionalità (definire scopi condivisibili che contribuiscano a unire gli sforzi di tutti). (Alessandro Santambrogio −da flow, il blog di Liquid− posted on 28/05/2012) Leggi tutto >

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di Livio Macchioro

“Posso dire di aver avuto una vita ricca. Non necessariamente felice.”
 [libera interpretazione del ricordo di un’intervista a Gianni Agnelli nei suoi ultimi anni]

(…) stage di sei mesi non pagato e con zero prospettive. (…) Fino al sospirato primo contratto a progetto, il primo di una lunga serie, tutti uguali… ma non era illegale? Comunque. Una storia a lieto fine? Magari rispetto a quella di tanti altri sì. Perché io, almeno, a fine mese qualche soldo lo prendo. (…) Mi sono distinta nel lavoro, altrimenti non sarei stata confermata, e a cosa serve? Se faccio un bilancio, vedo una ragazza di 29 anni con contratto a progetto, che si sente dire dal datore di lavoro di stare ben attenta a non restare incinta perché altrimenti va a casa, fa orari da incubo, se sta male deve lavorare lo stesso perché nessuno la sostituisce, fa le trasferte nei weekend che non le vengono pagate né rese come giorni di recupero, non può andare dal dentista o a fare le analisi del sangue «perché ora proprio non è momento, c’è tanto da lavorare». Che si sente dire (sottolineo: ho un contratto a progetto, quindi io non avrei l’obbligo della presenza fissa in ufficio): “Ti riposerai il 25 e 26 dicembre, cara”. Che, quando arriva agosto, viene apostrofata con un “a te non spettano le ferie, il tuo contratto non le prevede”. Che dice sempre di sì per non perdere questa miseria di posto, perché in mesi e mesi di curriculum inviati ha ottenuto solo silenzi. Che lavora in un ufficio dove ci sono solo stagiste senza neppure l’assicurazione. Dove non c’è l’acqua, né vengono fatte le pulizie. (…) [ dal blog ‘Solferino28’] Leggi tutto >

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Armi & Bagaglio – di Livio Macchioro –

Perché (ancora una volta) ho accettato un nuovo tipo di lavoro – Lettera aperta al mio network

“V’è dentro di noi un’energia che aumenta o decresce in conseguenza dell’uno o dell’altro dei nostri atti; tanto bene lo sentiamo che ci si stima o ci si disprezza a loro norma; stima e disprezzo che suppongono un giudizio il quale implica a sua volta un’ulteriore evidenza, che cioè i nostri atti erano liberi: liberi dunque essi furono.” (Paul Bourget – Da I nostri atti ci seguono) Leggi tutto >

Delega

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Armi & Bagaglio – di Livio Macchioro –

È come l’araba fenice: che vi sia ciascuno lo dice, dove sia nessun lo sa (Metastasio)

Delega: uno dei temi sacri della cultura del management: considerata universalmente un importante fattore di sviluppo e successo dell’impresa, nonché di benessere organizzativo.
Citata innumerevoli volte nei sacri testi e insegnata in tutti i corsi di formazione manageriale, la delega è un’entità tanto meravigliosa quanto –spesso– inaccessibile. Prima di essere un possibile ‘carattere’ dell’organizzazione, essa è una competenza personale.
Nel modello delle competenze viene, ad esempio, definita così: “La capacità di diagnosticare correttamente il livello di sviluppo dei collaboratori e di trasferire loro autorità e responsabilità in modo efficace e graduale”; il Delegante eccellente “considera la delega uno strumento di sviluppo; delega con efficacia responsabilità e compiti a tutti i collaboratori, in funzione del loro livello di maturità professionale”.
Occorre poi andare a vedere con quale frequenza e ‘verità’ questo importante fattore di efficacia aziendale si declina effettivamente nella realtà. Precisazione. Parliamo della delega intesa come comportamento manageriale, in azienda. Non ci interessiamo, in questa sede, della delega in senso formale e istituzionale, quella che, per intenderci, viene attribuita al top management delle organizzazioni. Cerchiamo di osservare, in altri termini, la prassi ‘delega’ così come si manifesta, o dovrebbe manifestarsi, ai livelli intermedi dell’organizzazione. È infatti a questi livelli che una prassi di delega effettiva può fare l’effettiva differenza nella motivazione e nelle prestazioni. Leggi tutto >

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