Tag: ambiente di lavoro

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Milano, 7 novembre – Randstad presenta i risultati della Salary, Benefits and Workplace Trends Survey 2014.

Settori poco attraenti o debolezza del brand rendono difficile attirare le migliori risorse umane. Ma ancora una minoranza delle aziende utilizza metodi di selezione personale innovativi: diffusi solo social network e reti professionali. Formazione, bonus e percorsi di crescita professionale i principali benefit per i lavoratori, solo nel 27% dei casi previsto anche uno stipendio interessante. In metà delle aziende, nonostante la crisi, il livello delle retribuzioni è aumentato negli ultimi 12 mesi. Tutto sommato si prevede un andamento positivo per il prossimo annio.

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di Claudio Ferrara

Oggi tutti parlano di smarter working, un modo più intelligente di lavorare basato su mobilità, approccio collaborativo, responsabilizzazione dei collaboratori. Il più delle volte, però, il dibattito si focalizza quasi solo sugli aspetti organizzativi. Ma per rendere efficaci le strategie mobili e collaborative sono essenziali le tecnologie abilitanti. Per approfondire il tema abbiamo incontrato Philipp Vanhoutte, Senior Vice President e General Manager EMEA di Plantronics: nata proprio dall’esperienza degli utenti professionali –è stata fondata 50 anni fa da due piloti di voli di linea in un garage di Santa Cruz, in California– la multinazionale americana è leader riconosciuta in soluzioni audio d’avanguardia per la comunicazione. Ha realizzato tra l’altro gli auricolari utilizzati dagli astronauti per lo sbarco sulla Luna e, oggi, è un pioniere dello Smarter Working.

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a cura della Redazione

Zeta Service, società italiana specializzata in paghe e amministrazione del personale in outsourcing, ha fatto della sensibilità nei confronti di clienti e collaboratori il suo fattore di successo. L’azienda ha deciso di prendere posizione in merito ai pacs riconoscendo ai propri collaboratori che firmano il registro delle unioni civili, eterosessuali e omosessuali, il diritto a una settimana di permesso retribuito.

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Il ConsumerLab di Ericsson, azienda svedese nella fornitura di tecnologie e servizi per gli operatori di telecomunicazioni e per le imprese, ha rilasciato Young professionals at work, un nuovo report che studia l’ultima generazione entrata nel mondo del lavoro: i millennials. In particolare i giovani laureati e ambiziosi che, guardando al futuro, si vedono in posizioni di vertice. Chi sono? Come deve essere secondo loro l’azienda ideale? Quali sono i loro atteggiamenti e comportamenti nei confronti di comunicazione e tecnologia? Tra i risultati emerge che i millennials portano sul luogo di lavoro un bel po’ della propria vita privata, ma non permettono al lavoro di interferire con essa. Sono desiderosi di fare bene sul posto di lavoro, ma per loro è impossibile lasciarsi alla spalle la propria vita personale: controllano abitualmente Facebook, utilizzano chat e inviano e ricevono messaggi sui loro dispositivi durante la giornata. Tutto questo è percepito come un diritto piuttosto che un benefit. Ben il 45% dei millennials utilizza al lavoro i propri telefoni personali, che pagano da soli. Questo significa che questi giovani pagano il loro telefono anche per l’uso che ne fanno al lavoro. Oggi, il 23% dei loro ha un telefono cellulare (generalmente uno smartphone) totalmente o parzialmente pagato dall’azienda per cui lavora. Infine, sono impazienti: come parte della generazione Facebook, vogliono una gratificazione istantanea. Questo porta a una bassa tolleranza nei confronti di tutte quelle modalità di comunicazione lente che non garantiscono un riscontro immediato. Le caratteristiche dell’azienda ideale secondo i millennials:

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