Storia, territorio e fiuto per gli affari: il modello Masi per un vino globale

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Il contesto, l’heritage e la cultura del territorio sono i pilastri che definiscono i valori di un’azienda. È questo il pensiero di Sandro Boscaini, Presidente di Masi Agricola, storica cantina produttrice di Amarone, che dal 1772 possiede vigneti in Valpolicella Classica e porta con orgoglio nel mondo la bandiera del Veneto.

“Ci sentiamo profondamente legati alla nostra Regione e alla storia delle Venezie. Siamo infatti convinti che esistano specificità culturali, territoriali, storiche e ambientali che definiscono l’identità di un’impresa”. Il vino italiano, secondo Boscaini, “non è un fiore, ma un bouquet composto da tanti fiori diversi”.

Per Masi ciò significa “produrre vini moderni dal cuore antico” interpretando riti del passato (come l’appassimento delle uve) con le tecniche più attuali. Oggi Masi Agricola conta un fatturato di oltre 64 milioni di euro e una presenza in più di 120 Paesi con una quota export superiore all’80% sul totale. Dal 2015 è quotata sul mercato AIM di Borsa italiana dedicato alle PMI, “un canale di sviluppo creativo per un’azienda vitivinicola”.

La finanza e il vino sembrano infatti due mondi opposti: il primo è frenetico e volatile, il secondo è più lento e legato ai tempi della natura. Ma Masi ha saputo conciliare questi due settori per consolidare ulteriormente la propria crescita insieme con l’internazionalizzazione e le acquisizioni.

Internazionalizzazione e acquisizioni

Uno dei fili conduttori che qualificano la strategia di espansione del Gruppo è la creazione di un polo di eccellenze di territorio, unendo le migliori esperienze e tradizioni vitivinicole delle Venezie. Con questo spirito Masi ha recuperato il valore di nobili casati nel Triveneto, legati dalla comune cultura e tradizione agricola e vitivinicola, avviando la gestione di alcune tenute di pregio nell’area originaria della Valpolicella Classica con i Conti Serego Alighieri (1973), discendenti del Poeta Dante, e in Trentino con la Cantina dei Conti Bossi Fedrigotti (2007).

Oltre alla valorizzazione culturale e territoriale, nella strategia di Masi ci sono le acquisizioni e l’internazionalizzazione. Nella creazione di un polo di eccellenze del territorio delle Venezie rientra l’acquisizione del 60% di Canevel (operazione conclusa a settembre 2016), società nota per la produzione di uno dei vini emblematici delle Venezie, il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.

Masi ha inoltre esportato in Argentina il proprio brand, creando un’azienda vitivinicola di eccellenza e a coltivazione biologica, che rappresenta dalla fine degli Anni 90 il primo impianto di un modello replicabile anche in altre aree vocate del mondo. “Possiamo definirci una piccola multinazionale dei vini di pregio che porta con orgoglio la bandiera del Veneto nel mondo”, afferma Boscaini, che dal 1978 guida l’impresa familiare giunta alla settima generazione.

Famiglia sì, ma anche manager esterni

Nel board sono presenti anche manager esterni, come l’Amministratore Delegato Federico Girotto che vanta esperienze precedenti in Morellato&Sector e Stefanel. Una scelta, quella di aprirsi a manager provenienti da altre realtà, che non si riscontra spesso nelle aziende a conduzione familiare: “In questo modo si crea un interscambio tra i valori familiari e le professionalità esterne, con spirito di squadra e armonia”.

Tra queste diverse professionalità (i dipendenti totali sono 134), ci sono quelle del Gruppo Tecnico interno di Ricerca e Sviluppo, composto da 15 esperti in viticoltura, enologia, microbiologia, controllo qualità e marketing.

Il Gruppo è impegnato nella ricerca e nella sperimentazione, con l’obiettivo di preservare e attualizzare l’eredità viticola ed enologica dei vini delle Venezie, e collabora con Università e Centri di Ricerca nazionali e internazionali. “Adottiamo varie modalità di ricerca delle Risorse Umane da inserire in azienda”, racconta Girotto.

“A seconda del livello di esperienza, di inquadramento e di estrazione disciplinare si va da università ed enti di ricerca a enti di formazione tecnico-professionale sul vino, piuttosto che società di selezione”. Sono normalmente in corso ricerche per inserimenti in svariati ambiti della struttura organizzativa, sia in verticale –cioè per livello gerarchico– sia in orizzontale, intendendo per funzioni organizzative-anelli della catena del valore.

“Questo in dipendenza del nostro tasso di turnover, per la verità medio-basso, o dell’esistenza di progetti specifici che di volta in volta richiedono una apposita dotazione di risorse”.

L’articolo integrale è pubblicato sul numero di Marzo 2019 di Persone&Conoscenze.
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