Le sfide del Direttore del Personale al tempo dei robot dell’Industria 4.0

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L’Industria 4.0 è destinata a cambiare il lavoro. Non solo quello delle macchine, ma pure compiti e mansioni degli uomini sono destinati a trasformarsi. E di conseguenza è necessario che la Direzione del Personale sia preparata ad affrontare questa trasformazione i cui segnali sono evidenti, ma è ancora difficile prevederne gli effetti.
I manager della funzione Risorse Umane, infatti, sono convinti che il loro ruolo li vedrà più coinvolti in attività di gestione del cambiamento, nello sviluppo dell’apprendimento continuo e della selezione delle persone. È quanto emerso da un’indagine condotta da Sda Bocconi nell’ambito di un più ampio progetto di ricerca promosso dall’Associazione italiana per l’informativa e il calcolo distribuito (Aica). Secondo il 92% dei Direttori del Personale interpellati nello studio, la progettazione organizzativa in azienda dovrà puntare sulle tecnologie che aumenteranno le competenze tecnologiche dei collaboratori.

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Robot al posto degli uomini
Stando alla ricerca, appunto, automazione e robot sono destinati a sostituire la gran parte del lavoro dell’uomo nelle fabbriche, almeno nelle attività operative fisiche (83%), ma anche nelle mansioni impiegatizie, la parte ripetitiva potrà essere assegnata in modo più deciso ai computer (88%). Inevitabile, allora, che l’innovazione porti alla distruzione di posti di lavoro: tuttavia, il 54% degli HR Manager che hanno partecipato allo studio hanno evidenziato che coloro che saranno espulsi dal mercato riusciranno a crearsi altre opportunità di lavoro.
D’altra parte la familiarità in costante crescita delle persone con la tecnologie (ormai si tratta di dispositivi utilizzati nella vita di tutti i giorni) sarà centrale per mantenersi aggiornati e conservare il posto di lavoro. Da qui la necessità dei Direttori del Personale di prestare molta attenzione agli aspetti organizzativi per contribuire alla competitività della propria realtà.
“In organizzazioni sempre più appiattite, la competenza manageriale sarà diffusa, ci saranno quindi tecnici manager in grado di coordinarsi in modo autorganizzato tra loro. In sostanza uno spostamento dalla gestione delle persone alla innovazione e gestione dei processi”, ha spiegato Alfredo Biffi, Sda Professor.

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