Secondo welfare, attivismo ‘dal basso’ e Fondazioni tra i nuovi attori

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Il Terzo Rapporto sul secondo welfare in Italia, che è stato presentato il 21 novembre 2017 a Torino, arriva in un anno significativo: sono trascorsi 10 anni dall’inizio della crisi e la presentazione del Rapporto è stata l’occasione per fare il punto. Il documento, frutto del lavoro del laboratorio Percorsi di secondo welfare, guidato da Franca Maino, che per ESTE ha curato i volumi Welfare aziendale tra dimensione organizzativa e cura delle persone e Dall’azienda al territorio, le PMI incontrano il welfare, affronta alcuni temi centrali per comprendere l’evoluzione del secondo welfare nel nostro Paese, come l’innovazione sociale, l’empowerment dei destinatari degli interventi, l’interazione con la Pubblica Amministrazione e l’attivismo ‘dal basso’, e approfondisce modi operandi, progetti e strategie delle tante realtà che sono parte integrante del secondo welfare.

I nuovi attori del secondo welfare

L’intervento di Maurizio Ferrera, Scientific Advisor di Percorsi di secondo welfare alla presentazione del Terzo Rapporto sul secondo welfare

L’aspetto più interessante, infatti, è l’aver preso in esame, oltre ai provider, il ruolo di tutte quelle realtà che si stanno ritagliando un spazio sempre più determinante nel mondo del welfare aziendale: i capitoli del documento spaziano dalle imprese che implementano piani di welfare aziendale allo sviluppo della bilateralità, dalle forme di contrasto alla povertà messe in campo dalle Fondazioni di origine bancaria al ruolo delle Fondazioni di partecipazione per il ‘dopo di noi’, dalle Youth Bank alle Fondazioni comunitarie nate nel Mezzogiorno, passando per il ruolo sempre più importante del mondo assicurativo, il contributo delle Fondazioni d’impresa all’evoluzione della filantropia istituzionale, fino alle nuove misure di contrasto all’indigenza. Stando ai dati raccolti nel Rapporto, che è possibile leggere scaricando il documento sul sito di Percorsi di secondo welfare, le risorse private mobilitate verso prestazioni e servizi di secondo welfare rappresenta più del 5% del PilMaurizio Ferrera, Scientific Advisor di Percorsi di secondo welfare, definisce il secondo welfare “un mosaico in continua espansione”, fatto da nuovi pilastri che compongono un edificio destinato a pesare, al di là dei giudizi di valore, nel panorama del welfare e, più in generale, del modello sociale italiano ed europeo.

 

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