RUNU Bologna: continuare a sfidarsi e puntare all’eccellenza

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Allineare il sogno delle persone al sogno dell’azienda. Darsi questo obiettivo e realizzarlo determina il successo di qualsiasi organizzazione. Parole che lasciano il segno quelle di Mauro Sirani, Amministratore delegato di Intertaba Philip Morris, che ha partecipato nella giornata di ieri alla tappa bolognese dell’evento Risorse Umane e non Umane. Le persone, ha detto con convinzione Sirani, devono sapere di contare, di avere un ruolo, devono sentirsi dei giocatori in campo, puntando all’eccellenza, anche prendendosi qualche rischio. E puntare a essere eccellenti, dandosi obiettivi sempre più sfidanti. Per questo ognuno deve lavorare su di sé, avere un progetto e lavorare per realizzarlo, come ha raccontato Paolo Braguzzi che ha recentemente pubblicato il libro Il progetto di vita, diventato anche un seminario. Ognuno dovrebbe ragionare su di sé come fosse un’impresa. Quel che succede dipende da noi. Per questo il progetto di vita ha a che fare con la responsabilità. Dobbiamo sapere alzare le aspettative e cercare sempre di dare il meglio. Tutti. C’è un dipartimento aziendale dal quale non tolleriamo errori e inefficienze: l’ufficio paghe. Qui si pretende l’eccellenza e non si tollera l’errore. Bene: tutta l’azienda, sottolinea Sirani, deve funzionare con la stessa tensione all’eccellenza. E trovare le persone che servono al nostro ‘progetto aziendale’ è diventato anche più semplice, grazie alla tecnologia. Alessandro Raguseo, General Manager Hivejobs, Gruppo Obiettivo Lavoro, ha raccontato delle modalità innovative che si possono mettere in atto affinché selezionatori, con competenze affini alle professionalità che stiamo cercando, possano entrare in contatto con facilità con i profili che servono. Profili che, spesso in ragione della loro età, hanno una naturale propensione all’utilizzo di strumenti che consentono una gestione elastica del colloquio. Banalmente, non è più necessario chiedere permessi per incontrare i selezionatori, con i quali si potrà stabilire un primo contatto via skype. Cambiano le modalità con le quali ci si interfaccia con le persone anche se resta tradizionale la modalità che un direttore delle risorse umane deve mettere in atto per conoscere le risorse sulle quali fare affidamento. Una è la strada: incontrarle. E questo ha fatto Stefano Savini da pochi mesi Direttore Risorse Umane e Organizzazione di Emilbanca, che ha girato le filiali una a una per incontrare i dipendenti. Con grande soddisfazione, perché i dipendenti in congedo per diverse motivazioni si sono recati appositamente in filale per stringergli la mano. Come dire, l’analisi di clima è fondamentale, ma un questionario non potrà mai supplire a una stretta di mano. Le persone devono sentire che non sono trattate come numeri, cosa che può accadere in contesti come i call center. Ma Laura Coato, Direttore del Personale del Gruppo Call&Call, ci ha raccontato che un modo diverso di fare business è possibile. L’etica è un acceleratore e l’azienda ha la possibilità di creare nuovi modi per avvicinarsi ai dipendenti. Le aziende possono diventare, soprattutto in alcuni territori, luoghi di aggregazione. E accorciare le distanze, rinsaldare un rapporto di fiducia, può essere semplice. Partire dal welfare, come ha raccontato Maurizio Boschini, Hr Manager di IMA Industries, può essere una strada. L’azienda distribuisce a prezzi simbolici il cibo della mensa che i dipendenti possono portare a casa. Un servizio dal valore percepito altissimo per i dipendenti, che risolvono il problema della cena dei loro familiari e sentono di poter contare su un’organizzazione che si occupa di loro. Questo per dire che il welfare (e ne parleremo a Milano il 14 maggio) è tutt’altro che una moda, ma una grande opportunità.

Certo, conoscere le persone è un presupposto indispensabile anche per progettare interventi formativi efficaci. Ora che, come ha raccontato Alessandro Reati, Head of Hr & Management Division di Cegos, si è rotto uno stereotipo: la formazione non è più qualcosa che si acquista a pacchetto: aumentano i focus group che consentono di raccogliere impressioni ed esigenze e la strada è progettare interventi di gruppo con supporti individualizzati.

Cosa fare in futuro?

Continuare a sfidarci, come ha fatto Maria Paola Malucelli, Responsabile Risorse Umane di Vortex Hydra, che ha accettato, dopo avere gestito multinazionali con migliaia di dipendenti, di entrare in una piccola azienda famigliare con un ruolo che all’interno di quell’organizzazione non c’era mai stato. Importante la motivazione: una piccola azienda, dopo qualche bilancio negativo, cosa ha fatto? Ha pensato di ripartire dalle persone, portandosi all’interno le competenze di Maria Paola, proveniente da una cultura totalmente diversa. Ma che con il proprio bagaglio, proprio perché differente, può incidere sull’organizzazione. Accettare di mettersi in gioco, darsi obiettivi alti, non sfuggire al cambiamento. Che a volte arriva senza troppo farsi annunciare. Come ha raccontato Sara Boldrini, Hr Director di Gambro. Il terremoto ha colpito la sua azienda, che produce farmaci per la disfunzione renale. Una catastrofe doppia: bloccare la distribuzione dei farmaci significava mettere a rischio altre vite. L’azienda ha saputo reagire, le persone sono state capaci di convogliare positivamente energie ed emozioni. Se oggi Gambro fa parte di un grande gruppo internazionale è anche per questo.

Alla tappa Bolognese, alla quale hanno partecipato un centinaio di persone, seguirà il 21 maggio l’appuntamento di Napoli (al link http://www.runu.it/index.php/agenda-napoli-2014/ l’agenda dell’evento).

Vi aspettiamo per condividere storie, esperienze e progetti che ci aiutano a orientarci. Difficile indicare la via da seguire, ognuno alla fine sceglie il proprio percorso. Ma ascoltare chi accetta di raccontarsi, attingere da un percorso che si è rivelato positivo, può rivelarsi un arricchimento per tutti.

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