approccio al cambiamento

Quattro approcci al cambiamento

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Come ci approcciamo al cambiamento? La Presidente  e un esperto Consulente della società Ideamanagement Human Capital uniscono le loro penne per dar vita a un libro a quattro mani, Voglio solo il mio yogurt. Il viaggio nel cambiamento (Edizioni ESTE, 2017, pp. 148, 20 euro).

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Le formiche sono spesso associate all’idea di operosità, di comunità e sono l’emblema dell’efficacia del lavoro di gruppo. Le formiche protagoniste della favola che apre il libro di Angela Gallo e Roberto Donati, ci dicono qualcosa in più: sono una diversa dall’altra e rappresentano a partire dai loro nomi – Vibrazione, Molla, Poltrona e Fune – lo strumento narrativo per analizzare, attraverso diversi coni di luce, il tema del cambiamento.

Ognuno dei quattro personaggi porta in scena pensieri, comportamenti, competenze e sentimenti che gli autori scandagliano e che, certamente, non mancheranno di coinvolgere il lettore in prima persona.

Nella colonia dove vivono le formiche protagoniste registra una scarsità di risorse, per cui diventa sempre più difficile procurarsi cibo. Vibrazione, proprio come dice il suo nome, è la prima a far risuonare le onde del cambiamento, a cogliere i segnali e metterli in relazione, ma l’incertezza e la paura di non farcela scoraggiano la sua iniziativa. Molla invece ha un approccio fortemente orientato all’azione e, sebbene non sia interessato a scoprire le cause del mutare delle condizioni di lavoro, guarda al futuro alla ricerca di nuove strade da percorrere.

Agli antipodi si trovano invece Poltrona e Fune, che negano i più evidenti segnali del cambiamento in atto e si rifugiano nel rassicurante status quo. Il primo resta paralizzato dalla paura di abbandonare le proprie certezze e la propria area di comfort, ama la comodità al punto da diventarne schiavo (da cui “Voglio solo il mio yogurt” diventa una sorta di mantra rassicurante); l’altra invece approfitta del disordine scaturito dalla fase di cambiamento per affermare il suo potere con la violenza e i soprusi: il suo forte orientamento al risultato (a tratti persino esasperato) non le permette di accettare visioni diverse dalla sua.

La favola, che per sua natura ha il potere di portare alla luce tante verità, induce alla riflessione sull’atteggiamento con cui ognuno di noi si rivolge alla sfida del cambiamento, a come la affronta, subendola o cavalcandola, a seconda delle scelte che consapevolmente o meno compie.

Consapevolezza è ciò che si ottiene immergendosi nelle pagine di questa narrazione, che porta alla luce i possibili atteggiamenti e le attitudini che si sviluppano di fronte alle sfide e all’incertezza del nostro tempo, al viaggio che ognuno è chiamato a intraprendere per non restare al palo, prigioniero di un porto che si sta svuotando.

Nella seconda parte Gallo e Donati mettono in campo tutto il loro know how, teorico e pratico, appreso nella pluriennale esperienza all’interno di Ideamanagement Human Capital, per superare la metafora e approdare dalla favola al contesto aziendale.

Allora pagina dopo pagina la consapevolezza si trasforma in potenza se, come gli autori ci invitano a fare, scegliamo di intraprendere un viaggio in noi stessi, alla scoperta delle modalità cognitive che si possono allenare, delle competenze da sviluppare e dei sentimenti che, se positivi, facilitano la nostra navigazione verso il nuovo.

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