Premio Prodotto Formativo

Premio Prodotto Formativo dell’anno, vince Innovation playground di Wyde

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Tecnologie digitali per la formazione. Nuovi percorsi per interpretare un mondo sconosciuto. Piacere di apprendimento. Sono alcuni dei temi emersi in occasione della cerimonia conclusiva del Premio Prodotto Formativo dell’anno, giunto nel 2018 alla sua quinta edizione, che ha visto il successo di Innovation playground, prodotto formativo di Wyde, a fronte di una selezione tra oltre 50 candidature.

L’ultimo atto del concorso promosso dalla casa editrice ESTE e dalla sua rivista Persone&Conoscenze è stato un grande successo di pubblico – oltre 60 persone presenti alla cerimonia di premiazione – che si è ritrovato presso la libreria Open a Milano per conoscere le decisioni della giuria del premio, rappresentata nell’occasione da: Francesco Varanini (Direttore di Persone&Conoscenze e Presidente della giuria), Laura Bruno (HR Director di Sanofi), Fabio Gabbiani (Direzione Risorse Umane, Responsabile Formazione, comunicazione interna ed engagement di Carrefour) e Laura Gilieri (Talent Development Director SEMEA & NCEE Region di Campari) in rappresentanza del team di giurati composto anche da Michele Bavaro (Direttore Amministrazione del Personale e Costo del lavoro di Gruppo Reale Mutua), Marilena Ferri (Responsabile Risorse Umane di Autogrill), Alberto Piccolo, (Vice President, Head of Training Centre di Deutsche Bank) e Francesco Perillo (Docente Gestione Risorse Umane presso la Facoltà di Scienza della Formazione dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli).

Ad aprire la serata di premiazioni sono stati proprio i giurati presenti che hanno raccontato il ‘dietro le quinte’ delle scelte compiute per selezionare i vincitori del concorso. È quindi emerso che la formazione resta al centro dell’agenda di chi si occupa di persone, considerata come una delle leve integrata per la gestione delle risorse umane, il cui obiettivo deve essere quello di stimolare lo spirito critico e la riflessione dei singoli e dei gruppo (le capacità di lavoro in team sono purtroppo sempre più difficili da individuare). Anche perché oggi la formazione non può limitarsi a formare professionalità, ma deve sviluppare competenze, proprio perché non è possibile conoscere quali saranno i lavori di domani.

Uno dei trend evidenziati è invece stato quello della creazione di programmi one-to-one, nella direzione di prodotti sempre più personalizzati, tenendo conto che oggi – a differenza del passato – sono aumentati i pubblici interessati dalla formazione (lo testimonia anche i diversi target dei prodotti candidati al concorso).

A dominare la scena è stato di certo il tema dell’utilizzo delle nuove tecnologie nei programmi formativi. È necessario quindi un cambio di paradigma sia dell’offerta sia della domanda, perché la formazione in aula non è che una modalità possibile per trasferire un contenuto (anche il digitale resta tuttavia uno strumento e non l’unico disponibile). Serve dunque approcciarsi alla formazione con un nuovo mindset che consenta di aver coraggio di provare soluzioni innovative, considerando però che il digitale ha spostato il focus dalla fase di erogazione a quella progettuale, diventata la parte centrale del processo di formazione.

La giuria ha anche evidenziato l’importanza della piacevolezza di fare formazione, che non si deve tradurre solamente nell’offrire alla Direzione del Personale percorsi piacevoli, perché il formatore è oggi chiamato ad andare ‘più a fondo’ per scoprire le reali esigenze delle aziende, offrendo non tanto ciò che è richiesto, ma quanto serve realmente all’organizzazione, anche a costo di scontrarsi con l’HR. È il richiamo al tema della deontologia professionale del formatore, spesso dibattuto anche in altri ambiti.

Sul capitolo del piacere, Varanini ha evidenziato come non possa esistere l’apprendimento senza la voglia di apprendere. Ognuno di noi – anche fuori dall’attività lavorativa – ha infatti l’occasione di formarsi (si pensi alle potenzialità messe a disposizione dal web e sarebbe miope non usufruirne) ma serve una guida che accompagni le persone nella scelta dei contenuti migliori e delle fonti più autorevoli: affidarsi alla Rete, infatti, può dare l’illusione di apprendere – che richiede tempo – limitandosi invece a un trasferimento di informazioni.

Ciò che la Direzione del Personale è anche portare alla luce le ‘occasioni’ felici di apprendimento vissute dalle singole persone, perché – è la teoria di Varanini – è nella memoria di quell’apprendimento che c’è la radice della capacità di apprendere qualsiasi cosa. Tema questo al centro dell’edizione 2019 del progetto convegnistico Formare & Formarsi promosso da ESTE e da Persone&Conoscenze, che fa tappa a Roma il 7 marzo 2019 e a Milano il 22 ottobre 2019.

I premiati dell’edizione 2018 del premio Prodotto Formativo dell’anno

Categoria: Premio Prodotto Formativo dell’anno
Vincitore: Wyde – Innovation playground
Motivazione: Un progetto di formazione manageriale che privilegia la dimensione orizzontale, in cui tutti imparano da tutti. Al centro del percorso formativo viene posto lo scambio, la collaborazione e il dialogo, stimolati da facilitatori di diversa estrazione che offrono una pluralità di sguardi e di strumentazioni avanzate, come il Design Thinking e l’Agile Project Management, per affrontare le sfide del lavoro in team.

Categoria: Formazione per l’integrazione della cultura d’impresa
Vincitore: Asa – Accordatura d’impresa
Motivazione: I modelli mentali della musica sono promossi per rimuovere le dissonanze organizzative, favorire l’integrazione, e spingere la motivazione, il senso della squadra e l’appartenenza.

Categoria: Formazione per la responsabilità sociale
Vincitore: Fondazione Asphi e Comune di Bologna – Cohesion Team
Motivazione: Per la scelta di coinvolgere fasce di personale in condizioni di fragilità, generalmente raramente toccate dalle attività di formazione e valorizzazione nelle organizzazioni.

Categoria: Formazione attraverso tecniche di gamification
Vincitore: Enav – Cleared for take off
Motivazione: Per l’utilizzo di potenti tecnologie di simulazione del volo, combinate con la condivisione delle esperienze, finalizzate al miglioramento della capacità di decisione per ridurre i rischi di errore in un contesto in cui l’errore è inammissibile.

Categoria: Formazione tecnica
Vincitore: Imaginary – Resuscitation game
Motivazione: Per la formazione tecnica dei professionisti della rianimazione neonatale mediante un’efficace modalità di training game e simulazione.

Categoria: Formazione manageriale
Vincitore: Mindlab – Accellium Pro
Motivazione: Per la capacità di sviluppare competenze cognitive ed emotive mediante un processo di apprendimento che combina attività in gruppo, personal coaching e strumenti digitali all’avanguardia, con l’impiego di Intelligenza Artificiale per la personalizzazione del percorso formativo.

Categoria: Formazione per la diffusione della cultura digitale
Vincitore: Quadrifor – Digital Mindset
Motivazione: Per l’obiettivo di promuovere la cultura e il mindset della strumentazione digitale attraverso la formula innovativa di laboratori di formazione immersiva che mentre amplificano l’efficacia dell’apprendimento abilitano la conoscenza delle potenzialità del mondo digitale.

Categoria: Formazione per la responsabilità sociale e welfare
Vincitore: Tseed – Genitori digitali
Motivazione: Per la promozione dell’educazione alla genitorialità per facilitare il dialogo con le nuove generazioni digitalizzate. Un servizio alla comunità che ben si presta a essere inserito nei pacchetti di welfare aziendale.

Categoria: Formazione linguistica
Vincitore: Just Legal Services – English for law and business
Motivazione: Per aver sviluppato corsi di formazione linguistica fruibili sia in aula sia in modalità streaming, utilizzabili in modo modulare in funzione delle specifiche esigenze dell’utente.

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