Outplacement, diminuiscono i tempi di ricollocamento per i quadri

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Si accorciano i tempi medi di ricollocamento per i quadri, con la Piccola e media impresa che si conferma come principale bacino di destinazione. È questo ciò che emerge sul tema outplacement dai dati di Intoo, azienda di Gi Group, leader nei processi di sviluppo e transizione di carriera.

Solo nel 2017 la società ha gestito e supportato 2.455 persone in outplacement, tra quadri, dirigenti, operai e impiegati, riuscendo in più dell’85% dei casi a garantire una nuova occupazione con un tempo di processo medio di 6,5 mesi.

I dirigenti, andando nello specifico, riescono a trovare nuovo impiego nel 92% dei casi, mediamente in 6,9 mesi. Per i quadri la media si abbassa a 6,1 mesi rispetto al 6,8 del 2016, mentre i tempi si sono dilatati per impiegati e operai (da 5,9 mesi a 6,2). Il 60% dei candidati arriva da multinazionali e nella stessa percentuale ha ritrovato impiego all’interno di PMI. Più della metà di questi  fa parte della fascia d’età che va dai 40 ai 50 anni.

Cetti Galante

“Il mercato del lavoro, ripartito per effetto di una concomitanza di fattori, sta offrendo diverse opportunità soprattutto per i livelli intermedi, portatori di know-how tecnico e di capacità manageriali di interesse per la Piccola media impresa protesa con dinamismo a rispondere all’evoluzione incalzante”, ha commentato Cetti Galante, Amministratore Delegato di Intoo.

“Tuttavia, è da segnalare come, alla luce della generale transizione alla trasformazione digitale e persistendo anche in grandi realtà dinamiche di riorganizzazioni e centralizzazione di funzioni a livello di headquarter, per tutti, ma più puntualmente per alcune fasce è quanto mai cruciale il tema delle competenze. Dal nostro osservatorio rileviamo, infatti, mediamente più difficoltà per i quarantenni che per gli over 50 sulle cui competenze consolidate permane interesse”.

“Sulle skills e il loro aggiornamento digitale, sarebbe molto importante poter lavorare con consapevolezza in ottica preventiva per restare spendibili prima di tutto all’interno dell’azienda, perché al di fuori è molto più difficile focalizzare da soli quelle su cui lavorare per ritrovare occupazione, considerando che si fatica ancora a valutare profili da ambiti differenti. Ecco perché è importante non trovarsi soli ed essere aiutati a ricominciare e, anche se oggi sono per lo più le grandi imprese a offrire il servizio di outplacement ai dipendenti in uscita, nulla vieta al singolo di provare a chiedere alla propria realtà un supporto di questo tipo in caso di necessità”.

La ricollocazione come lavoro dipendente, che esso sia a tempo determinato o indeterminato, è migliorata per impiegati e operai (dal 76% nel 2016 all’80% nel 2017) e allo stesso modo per i quadri (dal 67 al 73%).
Per i dirigenti sono aumentati anche i casi partita IVA (dal 17 al 21%), stabili al 26% i casi di microimprenditorialità. Sempre a livello medio di categoria, nel 30% dei casi sia per impiegati e operai che per i quadri le retribuzioni raggiunte sono state a pari livello; lo stipendio è stato mediamente inferiore per i dirigenti di circa il 10-15%.

Servizio scelto soprattutto da 40-50enni

Il 45% dei candidati seguiti da Intoo aveva tra i 40 e i 50 anni con un picco fino al 60% nell’estremo Nord Est. Escludendo i quadri, per i 40enni i tempi medi di ricollocazione si sono allungati di due-quattro mesi rispetto al 2016. Uno su tre, il 32% del totale, invece, aveva più di 50 anni; in Veneto è stata la fascia più seguita (il 50% del totale), categoria per la cui ricollocazione è cruciale la disponibilità anche a formule di consulenza o all’avvio di attività microimprenditoriali.

Le persone con più di 50 anni non si sono rivelate quelle più in difficoltà in assoluto: se impiegati e operai Over 50 hanno necessitato di 7,4 mesi per rientrare al lavoro, per i quadri i tempi si sono abbassati (da 7 a 6,5 mesi), per i dirigenti sono rimasti in linea (7 mesi circa) rispetto al 2016. È da segnalare il caso di alcuni territori, come la Lombardia, dove gli Over 55 hanno registrato tempi in linea con gli over 50 in generale (6,5 mesi) e nel 35% dei casi hanno raggiunto contratti a tempo indeterminato.

Persone provenienti da Telco e metalmeccanico

Telecomunicazioni, metalmeccanico, alimentare e farmaceutico e finanziario-assicurativo, questi i settori di provenienza della maggior parte dei profili seguiti.

Tra gli ambiti principali di ricollocazione, invece, si segnalano, l’ICT, l’elettrotecnico, i servizi BtoB, la consulenza aziendale, il metalmeccanico ad ampio raggio e il farmaceutico, riferendosi principalmente a Piccole medie Imprese.

Rispetto alle funzioni i candidati ricoprivano per lo più ruoli in ambito amministrativo-finanziario-organizzativo, Marketing&Comunicazione, Sistemi Informativi, Manutenzione e Produzione, Ricerca&Sviluppo, Logistica e supply chain.

Intoo segnala una mobilità su settori differenti intorno al 60% per figure impiegatizie-operaie per lo più trasversali, e in particolare per profili amministrativi, di back office commerciale e gestione ordini, di custodia e logistica; scarsa mobilità settoriale persiste, invece, ancora su ruoli più alti.

Ricollocazione grazie al networking

Il canale di ricollocazione di maggior successo per tutte le figure professionali è stato il networking (63% medio con punte del 73% per i dirigenti) inteso come la capacità di gestire al meglio la propria rete di conoscenze al fine di acquisire informazioni e suggerimenti anche in modo informale, in particolare sulle ricerche di personale che non vengono promosse tramite inserzioni.

Grazie al supporto di Intoo le persone sono in grado di massimizzare l’attività di contatto e mappatura del mercato, allargando il proprio bacino di contatti e utilizzando in modo più corretto anche la propria autocandidatura e le società di ricerca e selezione, i canali utilizzati subito dopo il networking.

“Si può ritrovare occupazione riuscendo a fare un importante lavoro su se stessi, identificando le competenze distintive, integrandole e aggiornandole dove necessario per riproporsi nel modo più mirato, indipendentemente dal livello gerarchico. Si chiama consapevolezza di mercato ed è una skills che aiuta anche ad adottare un nuovo paradigma in generale: le aziende sono sempre alla ricerca di efficienza e, pertanto, bisogna imparare a valutare bene l’intero pacchetto d’offerta che si riceve, non solo gli aspetti strettamente retributivi, ma anche l’ambiente di lavoro, le opportunità di crescita e i servizi erogati in altre modalità. Senza dimenticare che ciò che conta davvero è ridurre al minimo il tempo di inattività”, ha concluso Cetti Galante.

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