Nobìlita racconta il lavoro, anche il tuo

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Ha mantenuto le promesse Nobìlita, il festival sulla cultura del lavoro organizzato dalla business community FiordiRisorse – Persone Maiuscole, che oggi conta oltre 6.000 associati.

La due giorni che si è tenuta venerdì 23 e sabato 24 marzo a Bologna presso l’Opificio Golinelli ha registrato il tutto esaurito (oltre 700 le persone registrate e 400 quelle in lista d’attesa) e ha davvero dato spazio alle testimonianze di chi il lavoro lo fa, lo dà e lo racconta.

Lavoratori, manager e imprenditori ed esponenti delle istituzioni si sono dati appuntamento su un unico palco e in un’unica arena, per confrontarsi – per davvero – ascoltando ognuno le testimonianze degli altri, dando vita a un microcosmo dialettico di dialogo, conoscenza e racconto reciproco che vuole essere di ispirazione per costruire un nuovo orizzonte del lavoro e mettere in discussione le logiche che ne governano il mercato.

Il Festival ‘fuori dal coro’

tavola rotondaOsvaldo Danzi, Presidente di FiordiRisorse e organizzatore del festival, commenta con orgoglio le scelte che hanno guidato la costruzione del programma delle due giornate di evento, all’insegna della rottura degli stereotipi, del superamento del già detto, della comoda retorica delle ‘best practice’ e dell’arruolamento a ‘relatori’ dei soliti noti ‘opinion leader’: “Questi due giorni ci hanno dimostrato che se vogliamo davvero progredire e parlare di lavoro al futuro dobbiamo farlo attraverso le Persone, le storie vere al netto del marketing e attraverso modelli di pensiero anche scomodi. Abbiamo trasgredito ad un modello di fare divulgazione in maniera settaria, attraverso le voci di un coro autoreferenziale”.

“Sul palco di Nobìlita abbiamo cercato di restituire dignità a parole fondamentali, svuotate di contenuto: Welfare, Industria 4.0, merito, innovazione, solo per fare alcuni esempi”.

Fabbrica, freelance, start up: stesse parole, nuovi significati

La carica di realismo dell’iniziativa si è palesata sin dall’avvio della prima giornata che ha ospitato in apertura dei lavori il contributo di Tito Boeri, Presidente dell’Inps, insieme con Andrea Notarnicola, ‘regista’ dell’evento.

Il primo dibattito, dedicato al ‘Ritorno alla fabbrica’, ha portato prepotentemente in scena la credenza, ormai sedimentata, che il lavoro in fabbrica sia un lavoro di serie ‘b’. Eppure oggi il paradigma 4.0 dipana ai lavoratori di un futuro non troppo lontano un riscatto, fondato sull’emancipazione dalla fatica fisica, dalle mansioni ripetitive, dall’alienazione tipica della fabbrica novecentesca, per dischiudere un contesto produttivo in cui l’uomo, le sue competenze e la sua creatività tornano al centro di un processo di affermazione di sè che si costruisce grazie a conoscenze super specializzate, la cui applicazione non potrà mai essere eguagliata da alcun robot.

Oscar Farinetti sul palco di Nobìlita
Oscar Farinetti sul palco di Nobìlita

Il programma ha poi visto un susseguirsi di dibattiti intorno ad alcuni argomenti fondamentali per le nuove configurazioni del lavoro, come la libera professione, le start up, il rapporto con il digitale.
I confronti a più voci hanno lasciato spazio anche agli interventi evocativi e di ispirazione a cura di personaggi carismatici come il formatore Paolo Vergnani, Luciano Floridi, Docente di Filosofia ed Etica della Oxford University o, ancora, l’imprenditore Oscar Farinetti che, nell’arco di diciotto minuti, hanno condiviso le proprie riflessioni con la platea, non necessariamente per trovare risposte ma certamente per stimolare domande su alcuni tra i temi più caldi del dibattito manageriale, come il rapporto tra uomo e macchine o quello tra lavoro e felicità.

Parola d’ordine: ‘dignità’

Danzi ha commentato così la scelta di non offrire al pubblico ricette di management preconfezionate ma stimoli per ragionare e mettere in discussione il ‘già detto’: “Attraverso la voce di pensatori, autori, imprenditori, persone autentiche d’azienda abbiamo cercato di dare suggerimenti, consigli e di rispondere ai dubbi di tante persone che non riescono ad orientarsi in un mondo troppo complesso proprio perchè raccontato senza avere come riferimento il valore più grande del lavoro: la dignità.

Una dignità condivisa tra aziende e persone, dove le prime imparano ad ‘avere cura’ dei propri dipendenti e le seconde ad ‘avere cura’ del proprio lavoro, lontano dai toni di frustrazione e rabbia con cui quotidianamente il tema del lavoro è trattato”.

Nobìlita è il festival della reciprocità, che invita ogni partecipante, manager o operaio che sia, a un’analisi puntuale del proprio ruolo all’interno del nuovo paradigma sociale ed economico e a prendere coscienza della responsabilità che ciascun attore deve assumersi per contribuire in maniera fattiva alla creazione di valore, per sè e per la comunità intera.

Oltre la retorica, il reale valore del lavoro di ciascuno

Ed è proprio all’insegna del business sociale che si è aperta la seconda giornata di evento: il primo momento di riflessione in agenda ha sviscerato il tema del Welfare aziendale. Oltre la mera elencazione dei servizi che le aziende più virtuose possono mettere a disposizione dei propri dipendenti, i partecipanti al dibattito (tra cui Alessandra Stasi di Barilla, Giordano Curti di Cir Food, Michele Riccardi di Edenred e Andrea Montuschi di Great Place to Work) hanno posto l’accento sul ruolo generativo del Welfare aziendale per il territorio e la collettività tutta, all’insegna della creazione di una rete di servizi condivisa e realmente partecipata da tutti gli attori della comunità (imprese, sindacati, istituzioni, lavoratori).

nobilita festivalAnche nella seconda giornata non sono mancati gli interventi da ‘diciotto minuti’, che hanno avuto per protagonisti David Bevilacqua, Sebastiano Zanolli e Annamaria Testa.

Il programma culturale del sabato ha tenuto fede alla volontà degli organizzatori di proporre al pubblico temi scomodi, esortando a una riflessione che abbandoni la retorica sedimentatasi nel corso di anni e che ricostruisca il proprio significato alla luce dei mutamenti più recenti: come selezionare i lavoratori di domani? Come coltivare le competenze necessarie alla trasformazione del mondo del lavoro? Quale formazione può supportare le imprese e i lavoratori stessi nel nuovo contesto di business? Quali le risorse a disposizione delle nuove leve di lavoratori e dei lavoratori più maturi?

Le domande sono davvero quelle giuste e il dibattito resta aperto, almeno fino alla seconda edizione di Nobìlita, che ci aspetta nel 2019.

 

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