L’outdoor del clochard

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Stefano Cosulich
Stefano Cosulich

Racconto, vissuto o solo immaginato? Un breve ma intenso viaggio che tutti potremmo fare uscendo dai nostri bacini di calma, anche solo con l’immaginazione, immergendoci in situazioni non lontane dal nostro quotidiano che invitano alla riflessione, soprattutto sul saper essere. Una provocatoria proposta: un vero e proprio outdoor training eccentrico e sicuramente poco spettacolare.

A cura di:
Stefano Cosulich

 

Operazioni preliminari

Provate un giorno a pensare qualcosa di speciale, di diverso; provate ad avere un weekend tutto vostro, provate ad affrancarvi totalmente solo per due giorni da ogni tipo di dipendenza o abitudine cui siete teneramente affezionati.
Provate a mettere in programma di uscire di casa un sabato mattina di buon ora, quando il rischio di incontrare consanguinei, vicini e commercianti di fiducia possa essere bassissimo.
Provate a rinunciare per quei due giorni al vostro inseparabile cellulare.
Già tutto questo può apparire crudele e forse inaccettabile, ma andiamo avanti.
Cercate di abbinare per quei due giorni alla vostra persona quel paio di jeans che da alcune settimane vi eravate ripromessi di portare nel cassonetto degli abiti usati con quelle scarpe da tennis che da tempo hanno iniziato a sorridervi; non fatevi la barba per alcuni giorni, ovviamente il massimo che siete in grado di gestire fino al venerdì, tenute nel doveroso conto le esigenze di decoro nell’ambiente di lavoro.
Se siete arrivati sin qui siete messi bene ma manca ancora qualche piccolo dettaglio.
Non vi serviranno le chiavi della macchina o del motorino, risparmierete sulla benzina per due giorni e non dovrete sobbarcarvi le code del rientro in città la domenica sera!
Dovrete anche fare in modo ‘dimenticarvi’ a casa il portafoglio contenente patente, tessera sanitaria, carte di credito, abbonamento integrato autobus/treno ed euro cartacei e spiccioli. Con questo l’attività propedeutica dovrebbe essere conclusa, anzi no, sarà bene dedicare ancora un po’ di tempo a trovare qualche pretesto assurdo ma tranquillizzante del tipo “mi passano a prendere e in quella zona il telefonino non prende! …non aspettatemi tornerò tardissimo… tranquilli!” con madre, moglie, figli, amanti e più se ne hanno più è doveroso e complicato avvisarli tutti.

L’inizio dell’avventura outdoor
Sono le cinque del mattino di una radiosa giornata quando comincerà la vostra nuova avventura e un circospetto individuo male in arnese, che vi assomiglia vagamente, uscirà dal portone del vostro caseggiato e, il bavero rialzato di un inguardabile giubbetto, si dirigerà a passi lesti verso la stazione più vicina.
Ah dimenticavo! Per essere credibili bisogna prendere un treno verso una destinazione non troppo vicina dove si sia proprio sicuri di non conoscere nessuno e dove non ci siano particolari attrazioni (musei, spiagge, castelli…) che possano generare il rischio di un indesiderato e fortuito incontro. Il primo esercizio di una certa qual difficoltà, ma siamo noi a ingigantircela con tutti i concetti di onestà e integrità che abbiamo ingerito negli anni, tenuto nel doveroso conto l’amor proprio e l’orgoglio di cui siamo infarciti, sarà salire sul treno senza fare il biglietto, con l’obiettivo imperativo di non incappare nel controllore (solo per questo consiglio sarei già passibile d’arresto… ma chiedo perdono in virtù della finalità superiore… la crescita dell’individuo).
Qualora veniste beccati, la prova terminerebbe in quell’istante e in modo assai penoso. Posso assicurare tutti i lettori che superato questo primo esame già potrete inserire nel vostro metaforico zaino qualcosa di positivo. Convivere con la paura di essere colti in flagranza di reato aguzza magicamente la vista e l’udito; le condizioni di disagio aumentano la propensione a esercitare al massimo i sensi e potenziano la vostra attitudine al problem solving. La prima percezione di aver iniziato una vera e propria attività outdoor la proverete in quel momento: siete ormai usciti dai vostri bacini di calma e vi state avventurando col vostro fragile guscio e senza salvagente in mezzo ai marosi, questo è pressoché ciò che percepirete.

Outdoor del Clochard - 1

Esplorazione dell’ambiente
Poi finalmente scenderete da quel regionale, vi sentirete salvi e fieri per avere evitato il controllore, spostandovi freneticamente per le carrozze, prima di sotto poi di sopra e, alla mala parata, nell’unica toilette funzionante e maleodorante del treno!
Vi sembrerà di toccare col piede la terra promessa in un paese anonimo a prima vista desolante in cui dovrete trascorrere in solitudine due proficue giornate esperienziali!
E ora che farete?
Prima di tutto è consigliabile ispezionare il territorio e conoscere la sua fauna, una bella passeggiata di primo mattino è sempre salutare! Dopo un paio d’ore avrete memorizzato la mappa della zona e individuato le panchine, i ripari, i locali pubblici di qualche interesse e la locale stazione di polizia (dimenticavo di dirvi, perché mi sembrava ovvio, che in questi due giorni dovrete evitare ad ogni costo i tutori dell’ordine, siete senza documenti –vi siete dimenticati ‘davvero’ anche la carta d’identità– e se provaste a raccontare quella dell’esercitazione del clochard finireste comunque, anche se per poche ore, in qualche gabbia).
Avrete anche intravisto attraverso i vetri appannati dell’unico panificio del paese un appetitoso e friabile croissant che avrete provato a disprezzare solo dopo aver messo meccanicamente la mano in tasca e averla trovata maledettamente vuota. Ecco: la prima cosa a cui indirizzare le vostre entusiastiche energie sarà la ricerca di qualche spicciolo, chi l’avrebbe mai detto!
Vi sarà maturato infatti un certo appetito e dovrete appagare i vostri bisogni primari arrampicandovi sul primissimo gradino della piramide di Maslow. Indirizzerete quindi i vostri occhi per terra, lungo i marciapiedi negli angoli, sulle aiuole: nulla!
Quante volte i vostri vecchi vi avranno detto che i soldi non crescono sugli alberi e si possono ottenere solo col sudore della fronte. Ora ne prendete pienamente coscienza!
Dopo un’ora di esplorazione minuziosa del territorio, e quindi un po’ di sudore l’avrete già grondato, il bilancio sarà assai magro: un euro e cinque centesimi.
E pensare che quando avete visto luccicare il primo, e al momento unico, euro vi siete chinati amorevolmente su di lui e, dopo esservi guardati furtivamente intorno, vi ha preso una piacevole sensazione euforica come quella di un cercatore di funghi che ha trovato il più bel porcino della stagione.

I primi contatti
Sarete seduti su di una panchina dei giardinetti della stazione, cominciando a essere provati dallo stress e dal caldo, vi guarderete desolatamente intorno e un martellante “chi me l’ha fatto fare?” comincerà a fare capolino nelle vostre menti. Fortunatamente, la fontanella pubblica funziona e vi abbevererete prendendo i vostri bei rischi igienici, ma l’acqua è proprio fresca e in qualità di manager dovreste essere allenati a prenderveli! Per un momento sarete peccaminosamente usciti dal personaggio ma sarete bruscamente riportati alla realtà quando una bambina di circa otto anni vi verrà incontro sorridendo porgendovi una moneta; rimarrete intontiti e la prenderete per non farle torto senza riuscire a emettere alcun suono ringraziante, forse solo un rauco grugnito; dopo un po’ realizzerete di avere in mano cinquanta centesimi di euro. Da tempo vi sarete accorti di non essere soli, di non essere gli unici in queste condizioni, quelle di dover rimediare qualcosa da mettere sotto i denti, sono presenti infatti sul territorio alcuni… colleghi temporanei, non ci è venuta in mente altra definizione. Il primo lo avete individuato disteso su di una panchina davanti ai giardinetti della stazione adagiato sui cartoni e reclinata sul fianco la classica bottiglia di vino semivuota o forse vuota del tutto, e un altro lo avete sorpreso alacremente impegnato a svuotare il cassonetto vicino al municipio nella ricerca di chissà cosa. Inevitabilmente abbozzerete un confronto e valuterete che sono ‘griffati’ molto meglio di voi e poi… anche da lontano non lasciano indifferente il vostro olfatto! Ecco: a questo non avete pensato, non possedete ancora questo requisito. Nonostante queste riflessioni che a prima vista favorirebbero il distacco, vi accorgerete che comunque è cominciato dentro di voi il progetto simbiotico con la nuova identità e una curiosissima poesia farà la sua comparsa sulle vostre labbra… state parlando da soli!

Percorrerò le strade zoppicando e rovistando / giungerò a sera Sera dopo sera / arriverò all’estate nei cartoni la notte / raggiungerò l’inferno Quando l’autunno / lascerà all’inverno il mio rabbrividito sogno / di altra estate

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