L’Intelligenza Artificiale può prendersi cura del benessere delle persone

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Stefano Maio

Senza quasi rendercene conto, ogni giorno già usiamo l’Intelligenza Artificiale. Per dimostrarlo Oracle ha organizzato di recente un evento dal titolo ExplAIn Your Tomorrow, Today per il quale ha chiamato a raccolta 16 casi italiani tra aziende di produzione, società di consulenza, università e Startup innovative.

A quest’ultime si rivolge l’iniziativa Oracle Open Italy, che si propone di fare scouting e inclusione di realtà imprenditoriali che su Oracle Cloud possono trovare solide basi su cui poggiare le proprie soluzioni data driven. “Inoltre stiamo collaborando con l’Università Bicocca di Milano per il corso di laurea in Data Science”, annuncia Stefano Maio, Country Sales Leader Big Data Analytics di Oracle Italia.

L’Intelligenza Artificiale migliora l’ambiente di lavoro

L’Intelligenza Artificiale trova spazio per esempio nella cura del benessere e nel miglioramento degli ambienti chiusi, come gli uffici. È il caso della startup Clairy da cui è nato il ‘vaso intelligente’ che identifica lo stato di inquinamento dell’aria degli ambienti e, attraverso la pianta, purifica l’aria.

“L’Intelligenza Artificiale non crea le proprietà depurative, perché sono già presenti in natura, ma le ottimizza. Il vaso si attiva e ‘attinge’ l’aria pulita dalle radici delle piante quanto i sensori si ‘accorgono’ che l’aria all’interno di una stanza ha raggiunto un livello critico di inquinamento. Non ci pensiamo mai, ma l’aria dei nostri uffici a volte è più inquinata di quella in città”.

Il vaso di Clairy, nato da una tesi di laurea di uno studente del Politecnico di Milano, “si collega agli altri device presenti negli uffici e, per esempio, se alle finestre sono collegati dei sensori può comunicare con la finestra affinché questa si apra per far circolare meglio l’ossigeno”.

Migliorare le prestazioni grazie all’AI

L’umanizzazione delle macchine provoca disorientamento nelle persone, ma il pensiero di essere ‘usati’ come macchine genera timore: invece, grazie all’Intelligenza Artificiale può giovare alla nostra salute. L’AI infatti è in grado di analizzare i dati e di dare delle informazioni utili alla manutenzione predittiva. Lo stesso può avvenire anche se al posto di un macchinario c’è un corpo umano, per esempio quello di un atleta. È ciò che da diversi anni avviene alla Luiss Sport Academy – in cui, come dice con orgoglio Paolo Del Bene, Direttore Sportivo, sono cresciuti ben 12 campioni olimpici italiani –  con l’iniziativa Luiss Sport Lab: “Grazie all’Intelligenza Artificiale siamo in grado di prevedere quando un atleta rischia maggiormente un infortunio”.

A proposito di prestazioni, anche quelle dei manager possono essere migliorate grazie all’Intelligenza Artificiale questa volta applicata alle Neuroscienze. È il caso della metodologia Neuroplus Lab, ideata, insieme con il suo team, dallo psicologo Aiace Rusciano che l’ha testata anche su una squadra di calcio: l’AC Chievo Verona. “La prestazione può essere influenzata da diversi fattori, come quelli psico-fisici e relazionali. Attraverso l’analisi dei dati, tramite una piattaforma, è possibile avere l’andamento di questi fattori e lavorare su alcune competenze come la resilienza”.

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