trasformazione digitale delle risorse umane

Istud forma i futuri leader del cambiamento

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Formare i manager del domani per farne i leader del cambiamento. È quanto si propone di fare l’Executive Master in Leadership & Business Transformation di Istud, arrivato quest’anno alla 85esima edizione. Un percorso articolato in tre moduli, completati da una Call2Action e un Follow up, pensato per preparare chi riveste ruoli di responsabilità nelle aziende ad affrontare la sfida dell’innovazione. Non solo tecnologica.

“Puntiamo a fornire strumenti che possano aiutare le persone a immaginare il futuro, ad avere una visione strategica e a prefigurare nuovi scenari”, spiega Martina Podetti, Project Leader e Trainer di Istud dal 2015 ed ex partecipante al Master. “La digital transformation è una delle tematiche trattate, ma sempre dal punto di vista dei nuovi business model, per imparare come guidare i processi di cambiamento interni all’azienda anche quando non prevedono l’uso di strumenti tecnologici”. Il corso si rivolge a persone che ricoprono ruoli di responsabilità all’interno delle aziende e che sentono la necessità di migliorare le loro performance. Si tratta di figure che gestiscono risorse umane, budget o attività, dotate di potere decisionale e chiamate a operare scelte complesse. O anche soggetti che, pur non rivestendo ancora l’incarico di responsabili di funzione, manifestano un grande potenziale e intendono prepararsi per i ruoli che andranno a ricoprire in futuro.

Il Master prevede la partecipazione a tre moduli differenti, tutti pensati per affinare la capacità di guida e individuare il tratto distintivo di valori, attitudini e motivazioni proprio di ciascun leader. Il primo modulo è incentrato su value proposition e business model, per imparare a guidare l’innovazione strategica, conoscere i principali trend tecnologici, economici e sociali, comprendere il modello di business a partire da una proposta di valore. Nel corso del secondo modulo si approfondisce la strategia economico-finanziaria per il monitoraggio dei numeri del business: si studia il ruolo dei sistemi di misurazione nel calcolo delle strategie aziendali e si calcolano i risultati sulla base degli indici di bilancio. Infine, il terzo modulo è dedicato a innovazione e cambiamento e prevede l’analisi delle strategie e dei trend di evoluzione dei sistemi azienda nonché la sperimentazione di nuovi modelli.

Confronto attivo tra i partecipanti

“La metodologia adottata da Istud è molto attiva e prevede workshop mirati a stimolare il confronto tra i partecipanti, anche a partire dalle loro esperienze dirette”, precisa Podetti. “All’interno dell’Executive Master andiamo a ricostruire una sorta di microcosmo che rispecchia l’azienda, perché ci troviamo con funzioni e settori diversi, seniority ed esperienze più o meno lunghe, stili manageriali differenti, un precipitato culturale e valoriale sempre nuovo”.

Il coinvolgimento dei partecipanti comincia già prima dell’inizio delle lezioni attraverso Istud box, una piattaforma digitale che permette ai partecipanti di seguire il percorso e accedere ad una serie di contenuti prima e dopo i momenti in presenza. Il primo step è un questionario di autoriflessione, utile per adattare metodologie e focus del corso rispetto alla provenienza e alle aspettative degli iscritti. Segue poi un fast self-assessment sulle capacità manageriali, finalizzato al coaching. “Tra un modulo e l’altro sono garantiti tre incontri con un executive coach, tre momenti pensati per mettere in pratica quanto visto in aula e lavorare sullo sviluppo delle proprie capacità”, spiega ancora Podetti. Per insegnare un linguaggio di base anche a chi non si occupa quotidianamente di numeri, le lezioni della parte Economics sono anticipate da momenti di elearning. Una o più Visit company nell’arco dei tre moduli permettono di entrare in contatto con realtà imprenditoriali che hanno messo in pratica i modelli studiati in aula.

Completa il percorso il momento della Call2Action conclusiva. Il partecipante può applicare a un’attività o priorità della propria agenda manageriale i modelli e gli strumenti acquisiti, con il supporto di un mentor o di un collega. Al termine del Master, sono disponibili quattro track di specializzazione facoltativi, pensati per approfondire specifiche aree di sviluppo manageriale: Business strategy and innovation, People management, Efficacia personale, HR. Brevi percorsi preconfezionati per arricchire l’esperienza in base al settore o alla funzione di appartenenza.

“Prender parte all’Executive Master è un modo per allargare il proprio network professionale”, assicura Podetti. “Il percorso punta molto sullo sviluppo del potenziale, grazie alla fase di coaching, e soprattutto fornisce chiavi di lettura trasversali per saper leggere ciascuna organizzazione, a prescindere dallo specifico contesto di provenienza”.

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