L’impresa etica custodisce i bisogni delle persone e del territorio

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Il filosofo francese Emmanuel Lévinas, di origini ebraico-lituane, all’inizio del Novecento sosteneva che le radici dell’etica stanno nel dare una risposta contraria a quella che Caino diede a Dio quando gli domandò: “Dov’è Abele tuo fratello?”; e il fratricida rispose: “Sono forse io il custode di mio fratello?”. “Quando una persona, una società risponde ‘Io, noi siamo i custodi dei fratelli’”, era convinto Lévinas, “allora nasce l’etica”.

Se le imprese sono chiamate a essere ‘custodi’, nell’accezione di aver cura, preoccuparsi e farsi carico delle proprie persone e dei territori in cui operano, un ruolo privilegiato è senza dubbio giocato dagli imprenditori e dai Direttori delle Risorse Umane, poiché gli uni incarnano i valori da testimoniare e gli altri il lato operativo chiamato a metterli in pratica nella quotidianità.

L’efficacia di un comportamento che possa definirsi ‘etico’ dipende allora dai geni fondanti l’impresa e, al tempo stesso, dall’investimento di energie e risorse impiegate per rendere gli ideali realtà.

Uno sguardo attento alle esigenze delle persone

Alberto Nobili, CEO di Rubinetterie Nobili

La nobiltà d’animo spinge a dar prova di generosità e di sentimenti elevati. Così la famiglia Nobili dimostra di esserlo di nome e di fatto: da tre generazioni alla guida dell’omonimo Gruppo, specializzato in rubinetterie e relativi sistemi di scarico, si prodiga per il territorio di Suno e del Novarese più in generale. “Per noi avere un atteggiamento etico significa prima di tutto garantire un buon welfare ai nostri dipendenti”, dichiara Alberto Nobili, CEO di Rubinetterie Nobili.

Un’affermazione apparentemente ‘nella norma’, senza nulla di straordinario, ma a ben indagare rivela sfaccettature interessanti: “Per una realtà metalmeccanica come la nostra, dove è piuttosto difficile mantenere le postazioni pulite, abbiamo elaborato procedure innovative che garantiscano la salute e la sicurezza dei nostri lavoratori”.Un aspetto non secondario riguarda poi i premi di produttività, che “grazie al recente cambio del sistema ERP possono essere erogati in base a una vasta gamma di KPI”, così da poter riconoscere i meriti e le qualità di ciascuno. La mensa viene offerta a tutti i dipendenti da parte dell’azienda, “che provvede a coprire la maggior parte dei costi”, e una navetta aziendale garantisce un servizio di trasporto efficace e gratuito, riducendo in modo significativo l’impatto ambientale.

Senza quasi rendersene conto, Nobili rivela un po’ per volta altre iniziative orientate alla cura delle proprie persone che hanno un sapore antico, di olivettiana memoria, come per esempio la “disponibilità di appartamenti ad affitti agevolati”. Per quanto riguarda gli aspetti di conciliazione vita-lavoro, il manager ammette: “Nonostante con il trascorrere degli anni le dimensioni siano andate decisamente crescendo, abbiamo mantenuto la flessibilità tipica dell’impresa a conduzione familiare”.

Le iniziative per il territorio 

L’essere custodi si traduce presto anche in una spiccata sensibilità nei confronti del territorio di appartenenza: “Osservando l’area di Suno, ci siamo resi conto dell’assenza di servizi per la famiglia e da qui la scelta di finanziare la costruzione di un micro-nido, che abbiamo poi donato al Comune; l’unica richiesta è che i figli dei nostri dipendenti possano avere priorità nelle iscrizioni. Il numero di bambini dei nostri 300 lavoratori non avrebbe infatti giustificato la creazione di un nido aziendale”.

Dalla scuola per l’infanzia alla formazione, il Gruppo Nobili non perde occasione per rispondere ai bisogni che riconosce come urgenze, grazie a un punto di osservazione privilegiato. Il CEO spiega: “Se non abbiamo difficoltà a trovare manager qualificati, è sempre più complesso selezionare figure di operai specializzati. Stiamo quindi lavorando in sinergia con l’Università del Piemonte Orientale e non ci lasciamo sfuggire l’occasione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, fondamentali per fornire un approccio pratico agli studi”.

Quando poi, a causa della crisi del 2007, molte imprese del territorio si sono trovate in difficoltà e altrettante hanno optato per la delocalizzazione, la scelta coraggiosa del Gruppo Nobili è stata di internalizzare le procedure di produzione: “Così la crisi della fonderia che stava a monte della filiera è stata trasformata in opportunità tramite la proposta di liquidazione e relativa reintegrazione di parte del personale”.  Nobili è infatti convinto che “quando un’azienda opera su un territorio piccolo, il suo ruolo va oltre l’offerta di occupazione, poiché è chiamata a rivestire una funzione sociale”.

Per leggere le testimonianze di Rossella Ferro, Direttore Marketing di La Molisana; Laura Riva, Direttore Risorse Umane di Lati Industria Termoplastici; Antonio Rinetti, ex Direttore HR e oggi Consulente HR e Mirna Pacchetti, CEO and Business Development di InTribe raccolte da Veronica Pastaro, Redattrice di ESTE, acquista la versione .pdf dell’articolo pubblicato sul numero di Dicembre/Gennaio 2018 di Persone&Conosceze. È possibile acquistare la versione .pdf scrivendo a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400).

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