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Il G7 Lavoro guarda al futuro: giovani e formazione al centro

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Si è conclusa il 30 settembre a Torino la Riunione Ministeriale del G7 dedicata al Lavoro e all’Occupazione, che ha visto partecipare i Ministri del Lavoro di Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Giappone, Canada e Usa. Al termine di due giornate di lavori, è stata firmata una dichiarazione finale, che descrive l’attuale mercato del lavoro e, guardando al prossimo futuro, individua delle aree di intervento prioritario e i necessari orientamenti che le istituzioni si prefiggono di perseguire, focalizzando in particolare l’attenzione su giovani e formazione.

Non è di certo sfuggita ai Ministri la delicatezza del momento storico in cui ci troviamo e dei timori a esso correlati: “I nostri mercati del lavoro stanno vivendo grandi trasformazioni guidate dalla globalizzazione, dall’automazione, dalla digitalizzazione, dai cambiamenti demografici e dalla migrazione internazionale“, si legge nel documento finale. “Consapevoli che molti dei nostri cittadini sono preoccupati per l’impatto di queste trasformazioni sul loro reddito, sulla sicurezza dei posti di lavoro e sulle loro opportunità di impiego abbiamo concordato di adottare un approccio inclusivo al mercato del lavoro con particolare attenzione ai più deboli per assicurare che nessuno sia lasciato indietro. Così facendo, operiamo in linea con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile”. Lo scopo è infatti “assicurare che i benefici della crescita sostenibile e guidata dall’innovazione siano ampiamente condivisi“.

Un’attenzione particolare è stata riservata al tema dell’occupazione giovanile: “In considerazione della preoccupazione ampiamente diffusa sull’alta disoccupazione giovanile in alcuni dei nostri Paesi, rafforzeremo i nostri sforzi per fornire ai giovani le competenze appropriate e per adottare politiche efficaci a sostenere la transizione dalla scuola al lavoro“. E poco oltre: “Forniremo ai nostri lavoratori un supporto adeguato per adattare le competenze professionali e misure per migliorare la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro”.

Nel concreto, i Ministri del Lavoro si prefiggono tre modalità per raggiungere l’ambizioso traguardo: “promuovere le competenze per il lavoro del futuro e far crescere il diritto al lavoro, così da abilitare tutti i lavoratori per rafforzare la loro employability”; “riaffermare il ruolo cruciale giocato dal lavoro, dalle politiche occupazionali e dalle politiche di inclusione sociale“, fra cui spicca l’incentivazione delle iniziative per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, sia per gli uomini sia per le donne, “rafforzando i servizi di assistenza e promuovendo politiche familiari”; “favorire un approccio multi-stakeholder“.

Il lavoro avviato in queste giornate di incontro e confronto, tuttavia, non si ferma qui. I Paesi del G7 continueranno il dialogo anche dopo la riunione tenutasi a Torino: “Abbiamo deciso di lanciare  il ‘Forum G7 del Lavoro del Futuro’, una piattaforma per condividere le nostre strategie, scambiare buone pratiche ed esperienze. Il forum sarà gestito dall’Ocse, in collaborazione con l’Ilo e coinvolgerà i responsabili politici, le parti sociali, gli analisti dell’innovazione e altri rilevanti attori del mercato“.

La dichiarazione finale si conclude con un esplicito appello agli stakeholder ad alimentare il dialogo, partecipando al Forum e “focalizzandosi su a) scambio e sviluppo di dati e informazioni riguardo a come sta cambiando il mercato del lavoro, con lo scopo di rafforzare le competenze necessarie come strumenti di anticipazione; e b) condivisione di esperienze e idea riguardo alle forme emergenti di  lavoro e le loro implicazioni per lavoratori e impiegati”.

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