Il ‘bello’ della formazione al Convegno ‘Formare e formarsi’

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Gli incentivi alla formazione previsti dal piano Impresa 4.0 rappresentano la spinta da parte del Governo per orientare lo sguardo verso le persone. I collaboratori al centro degli investimenti del business, ma prima ancora al centro di un nuovo modo di gestire le organizzazioni, che sia antropocentrico non solo nelle dichiarazioni di intenti dei manager, ma nella pratica quotidiana.

L’occasione per ascoltare imprese che credono e investono per davvero nella formazione dei collaboratori è stata quella del Convegno ‘Formare e formarsi – Aiutare le persone a coltivare i propri talenti’, organizzato dalla rivista Persone&Conoscenze a Milano, giovedì 19 ottobre.

La quarta edizione consecutiva dell’evento si è chiusa con un grande successo di pubblico: in platea oltre 130 presenti a fronte di 209 iscritti, in rappresentanza di 149 aziende. Manager che in azienda si occupano di formazione, di sviluppo, direttori del personale, esponenti della direzione generale, imprenditori – questi i profili rappresentanti il 77% del pubblico in sala – insieme agli addetti ai lavori: formatori, consulenti ed esperti del mondo dell’offerta del mercato italiano della formazione (23% dei partecipanti).

Sul palco, 15 relatori che hanno animato il ricchissimo programma di lavori, intervallato da momenti di relazione, all’interno della zona espositiva.

Mercoledì 24 gennaio sarà Roma a ospitare una nuova edizione del Convegno che questa volta darà voce alle aziende del centro-sud: un’occasione per tracciare un bilancio, a distanza di pochi mesi, delle esigenze formative che le aziende hanno potuto recepire dal nuovo contesto di business che si sta delineando, tra speranze, auspici e buoni propositi di crescita degli investimenti in formazione.

La giornata milanese ha ospitato le testimonianza di imprese di media e grande dimensione che hanno condiviso con il pubblico di addetti ai lavori i progetti sostenuti in azienda per rispondere alle esigenze di aggiornamento e adattamento dettate dalla nuova società digitale. I partner del progetto (Academy Ask, Altea People, Granchi & Partners, Inside Factory, Mida, Quadrifor, SCOA – The school of coaching, Skilla – Amicucci Formazione e Talentia Software) hanno portato un contributo di know-how a sostegno dei progetti delle imprese.

Francesco Varanini
Francesco Varanini

Gli interventi di Francesco Varanini, Direttore di Persone&Conoscenze, e di Ugo Morelli, Professore di psicologia del lavoro e dell’organizzazione – Università degli Studi di Bergamo e direttore Scientifico del Master Unesco: World Natural Heritage Management, Step – Trentino School of Management (Trento) hanno aperto i lavori della mattinata con contributi di ampio respiro, a sostegno di una formazione slegata dagli immediati ritorni in termini di ROI e produttività, esaltando il ruolo dell’apprendimento come occasione di crescita per l’individuo che contribuirà proattivamente alla crescita dell’organizzazione.

Ugo Morelli
Ugo Morelli

La ‘formazione come disvelamento’ per Varanini è quella che genera dubbi e domande, allo scopo di condurre lungo un percorso dove ognuno possa chiedersi: ‘chi sono?’. Una formazione che non guarda agli obiettivi della trimestrale ma opera a livelli profondi per preparare le persone ad affrontare le sfide della quotidianità sviluppando le potenzialità peculiari che ognuno può coltivare solo con un lavoro di conoscenza di sè e allenamento.

La cultura del ‘bello’ come opportunità per la formazione

Morelli prosegue sulla scia umanistica, rivendicando l’importanza di ricercare ‘il bello’ in tempi di incertezza, con una formazione orientata a favorire l’esperienza estetica: se sappiamo cogliere la bellezza nelle opere d’arte, sapremo anche cogliere la bellezza che è in noi stessi, negli altri e nel mondo. Educare la personale capacità di cogliere legami con gli altri e col mondo è la chiave per agire con efficacia nella complessità del presente e saper cogliere le opportunità, anche di business, che si presentano agli occhi di un osservatore educato al ‘bello’.

Patrizia Barbaro
Patrizia Barbaro

Patrizia Barbaro, Responsabile Formazione e Sviluppo della Federazione Lombarda Banche di Credito Cooperativo descrive il percorso intrapreso in azienda per valutare la capacità e la potenzialità dei collaboratori nel contribuire al processo di cambiamento in atto nel sistema BCC. Una maggiore propensione e attitudine del singolo ad anticipare e rispondere alle esigenze del cliente e una crescita della consapevolezza delle proprie capacità sono i risultati registrati a margine dell’intervento, che hanno evidenziato l’importanza per l’organizzazione di coinvolgere in prima persona nei processi di cambiamento i singoli dipendenti, promuovendo e incoraggiando l’impegno di ognuno per il raggiungimento di obiettivi condivisi dai vertici.

 Federica Visioli
Federica Visioli

‘Coinvolgimento’ è la parola d’ordine anche della testimonianza portata da Federica Visioli, Responsabile Risorse Umane del Centro Diagnostico Italiano: per l’organizzazione si è rivelato vincente proporre una formazione volta a sviluppare il piacere di fare bene le cose attraverso esperienze di orientamento per i giovani e di stimolo per i professionisti. Dello stesso parere anche Francesca Filippucci, EU Regional HR Lead di Biogen che ha promosso, con il progetto “Di Gene in Meglio”, un approccio di coinvolgimento e co-costruzione a tutti i livelli dell’organizzazione.

Francesca Filippucci
Francesca Filippucci

Alla base del progetto c’è la convinzione che per fare un vero salto di qualità occorre incoraggiare tutti i collaboratori a mettere a disposizione dell’azienda i talenti posseduti dalle persone, sia quelli già espressi al massimo sia quelli con un ulteriore potenziale di sviluppo: una formazione efficace è quella che ricerca e sappia esaltare anche le competenze nascoste e il potenziale al primo sguardo inespresso.

Paolo Fattizzo
Paolo Fattizzo

Paolo Fattizzo, Specialista di Formazione di Spirax Sarco porta alla luce, senza tabù, una domanda che almeno una volta si è fatto chi ha partecipato a un corso di formazione: quanto spesso ci si accorge che il corso non era quello che ci si aspettava? Come individuare al meglio quello di cui le persone hanno realmente bisogno in azienda? La risposta risiede ancora una volta nel lavorare puntando alla creazione del ‘bello’, inteso qui come benessere organizzativo e senso di appartenenza per l’intera popolazione aziendale.

Approfondisce il tema dello ‘stare bene in azienda’ Guido Granchi, Amministratore di Granchi & Partners, che presenta le metodologie del calcolo del ROI e dello SROI (Social Return On Investment) degli investimenti in welfare aziendale, con particolare riferimento alla valorizzazione economica dei relativi benefici intangibili.

 

Formazione e talenti per il digitale

Non potevano mancare nel programma dei lavori gli approfondimenti dedicati al tema delle competenze tecnologiche, oggi più che mai urgenti per rispondere alle esigenze di un mercato che deve cavalcare la digitalizzazione e sfruttarne le sterminate potenzialità applicabili al business.

Laura Grasso
Laura Grasso

Laura Grasso, Responsabile Formazione di Vodafone Italia racconta come l’azienda promuova nuove modalità di lavoro agile e di collaborazione, investendo sulle competenze digitali e sulla leadership dei collaboratori.

Miguel Rondon, CEO di Altea People sottolinea con il suo contributo l’importanza di offrire maggior spazio alla formazione per cambiare il modo di lavorare e le organizzazioni, promuovendo un percorso di trasformazione HR che possa cogliere tutte le potenzialità offerte dalle innovazioni che il piano Industry 4.0 porta con sè.

La trasformazione promossa dalle tecnologie impone un nuovo ruolo non solo alle organizzazioni ma anche al management stesso. Pierluigi Richini, Responsabile Studi e Formazione di Quadrifor, presenta in particolare le caratteristiche di profilo del middle manager nel nuovo scenario della digital transformation e del modello aperto di Impresa 4.0, quale chiave di lettura delle più generali trasformazioni nel mondo del lavoro.

Una delle risorse a disposizione del nuovo  sono rappresentate dalle neuro-scienze: potenziare le nostre risorse cognitive ed emotive permette di vivere l’esperienza del lavoro in maniera più attiva e resiliente. A sostenerlo è Marco Poggi, Managing Partner di Mida, che sostiene di fronte al pubblico l’efficacia della pratica di mindfulness e in particolare di un approccio originale di interventi mindfulness based per i contesti business che incontrano e bisogni delle aziende e delle persone e producono risultati importanti.

Per tenere il passo delle nuove esigenze formative imposte dall’evoluzione del modello di business verso un paradigma digitale, occorrono nuovi strumenti e piattaforme. Ne è convinto Marco Bossi, Managing Director di Talentia Software, il quale dichiara che è necessario colmare il divario tra la disponibilità di strumenti, la capacità delle persone di utilizzarli e la lentezza delle organizzazioni nell’adottarli a proprio beneficio.

Solo chi saprà fare propria la cultura dell’innovazione promossa dalla Digital Transformation e si adatterà al cambiamento in atto otterrà benefici dal nuovo modo di fare impresa: è Simone Terreni, CEO & Founder di Inside Factory a mettere l’accento sulla necessità di prendere coscienza delle novità tecnologiche e digitali applicabili ai processi aziendali. Il risultato per il business è quello di una maggiore efficienza ma anche del miglioramento dei rapporti con tutti gli stakeholder dell’azienda, clienti o partner che siano.

‘Digitale’ non deve essere sinonimo di ‘anonimo’, ‘impersonale’, talvolta anche ‘noioso’: Franco Amicucci, Fondatore di Skilla – Amicucci Formazione lancia il monito alla platea. Le esperienze eLearning in particolare sono spesso associate a pesantezza. Tutte le occasioni di apprendimento in ambito digitale rischiano di essere screditate e occorre rinnovarne l’immagine. Il manager racconta come con il contributo di designer, filosofi e artisti, insieme a ingegneri, psicologi ed economisti, sia stato possibile ripensare l’esperienza di apprendimento online ed esplorare nuove possibilità di coinvolgimento delle persone che possono contare su un’esperienza calda, coinvolgente e bella, capace di alimentare la motivazione all’apprendimento continuo.

A chiamare in causa il sentimento del bello e le emozioni che questo innesca, anche l’intenso contributo di Anja Puntari, Business Coach e Docente di Performant by SCOA che interviene in collegamento dalla Biennale di Venezia. Le emozioni sono il motore della azioni e devono essere riabilitate anche in azienda: questo il presupposto che i leader di oggi non devono mai perdere di vista per crescere gruppi e organizzazioni di successo. L’artista racconta come ha trattato la dimensione emotiva nelle organizzazioni nel workshop “Sento dunque posso” realizzato di recente alla Biennale di Venezia 2017 e come ha sviluppato un nuovo tool kit proveniente dal mondo dell’arte per svolgere sessioni di business coaching.

 

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