Giovani imprenditori: idee chiare e passione per andare ‘ovunque’

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INTERVISTA A MATTEO ACHILLI, EGOMNIA (estratto)

di Daniela Rimicci

 

(leggi l’intervista integrale su Persone&Conoscenze, numero 90 settembre)

 

Vi racconto una storia unica. Almeno in Italia. Non è il frutto di una penna creativa: navigo su un portale di informazione e un video cattura la mia curiosità. ‘Matteo Achilli, lo Zuckerberg italiano’. Chi è? Cosa può aver fatto per esser ‘giudicato’ tale? Inizio a guardare la videointervista: un ragazzo ha creato un business nel mondo Hr da mezzo milione di euro. Sì, ma ha 21 anni…

Presidente e fondatore di Egomnia
Matteo Achilli, Presidente e fondatore di Egomnia

Matteo ha le idee molto chiare, si capisce subito. Si esprime in modo sicuro, con proprietà di linguaggio: vedo grinta e passione. Insieme a tre coetanei crea un sito di matching domanda-offerta di lavoro, Egomnia. Dov’è la novità? Una tecnologia innovativa assegna un punteggio meritocratico alle persone offrendo alle aziende una classifica con il match migliore secondo i parametri di ricerca inseriti. Un anno e mezzo di vita dell’iniziativa. Due uffici in Italia. Mezzo milione di euro di fatturato, con previsioni tendenti al milione per fine anno. Matteo lavora e studia dividendosi tra Roma e Milano e… si prepara a sbarcare oltre oceano!

 

L’hanno definita lo Zuckerberg italiano. Si ritrova in questa ‘etichetta’ che porta con sé una certa responsabilità?

Prendo questa ‘nomina’ come un complimento. A circa dieci anni dal lancio di Facebook, e in un Paese profondamente diverso, penso sia un’opportunità per cogliere il meglio e imparare dai suoi errori. Zuckerberg è l’icona del giovane che grazie a una semplice idea diventa milionario, ma non termina l’università. Ecco, personalmente intendo distinguermi anche se i miei studi procedono più lentamente per via del lavoro.

Egomnia, startup che si propone come social network di matching tra domanda e offerta di lavoro. Come è nata questa idea?

L’idea è nata un anno e mezzo fa durante l’ultimo anno di liceo, nel periodo in cui io e i miei compagni dovevamo scegliere l’università da frequentare. La scelta della maggior parte di loro era influenzata dalla posizione in classifica (ranking) che ciascun ateneo occupava nelle ricerche come il Censis, ecc. Ho ipotizzato che un’organizzazione potesse trarre vantaggio da una classifica con i talenti migliori, come per gli studenti la scelta del miglior istituto.

A 19 anni mi sono rivolto ad alcune web agency per realizzare il mio progetto: i preventivi si aggiravano intorno a 100.000€. La cifra era ovviamente improponibile per uno studente della mia età. Ho quindi pensato di avviare un’attività di ‘teaming’ rivolgendomi ad alcuni miei coetanei per realizzare insieme il portale. Durante il periodo di sviluppo del sito eravamo tre ragazzi: lo sviluppatore web e il grafico, mentre io ho cominciato a occuparmi degli aspetti manageriali e commerciali.

Lei ha ideato e registrato dei brevetti dell’avanzata tecnologia di ranking. Ci spiega meglio le specificità?

Ogni azienda ha la possibilità di trovare il talento che meglio sposa i criteri di ricerca inseriti nel portale. Il concetto del ranking è simile alla filosofia di Google (page rank): posizionare tra le prime soluzioni alla ricerca le pagine più attinenti per parole chiave, opzioni scelte dall’utente, numero di visite e tempo medio di collegamento a una pagina. La diversità risiede nel fatto che in Egomnia si tratta di una classifica di persone per cui l’algoritmo e la logica di punteggio sono evidentemente differenti. L’elemento cardine al quale assegnare un punteggio a una persona è il CV; generalmente inviato come documento digitale quindi non calcolabile, con i sistemi esistenti. Ho quindi pensato di inventare una tecnologia innovativa che potesse ovviare l’ostacolo per calcolare i punti in modo automatico. In Egomnia non si invia il curriculum digitale: si compila online come un profilo di un social network. L’utente inserisce i dati in modo guidato permettendo al sistema di immagazzinare le variabili ed elabora un punteggio rispetto al match delle informazioni. La particolarità del nostro approccio è che si dà rilevanza a tutte i dati di un candidato, a 360°: non conta solo un elevato profilo accademico, ma anche le esperienze o le attività extra lavorative. Ad esempio, se un utente ha molti anni di esperienza in uno specifico ruolo avrà un punteggio più alto rispetto a un candidato con un percorso di studi ad hoc ma con minor esperienza.

Rispetto alle esigenze attuali dei direttori del personale, quali sviluppi prevede per Egomnia? E perché le aziende dovrebbero rivolgersi a voi?

Il trend ‘social’ porterà a ulteriori sviluppi del software interno per le aziende: ampliare la potenzialità del programma − già integrato con applicazioni preesistenti nel sistema informatico −, offrire l’opportunità a tutti gli utenti di comunicare in tempo reale con l’azienda e inserire le proprie informazioni affinché siano sempre aggiornate.

Questo porta con sé, più in generale, una tendenza importante dell’Hr: dimostrare maggior attenzione ai dipendenti, dare loro più ‘potere’ aumentando così il senso di appartenenza, la motivazione e, di conseguenza, la produttività. Le organizzazioni hanno la possibilità di cercare i profili migliori adatti a uno specifico ruolo all’interno di un database molto ricco e, inoltre, hanno l’opportunità di utilizzare una tecnologia all’avanguardia ad altissimo potenziale per ulteriori sviluppi (integrazioni, monitoraggio, e molto altro).

Stiamo gestendo una serie di rapporti con altre piattaforme online per diversificare il business e offrire agli utenti sempre più opportunità. Nel futuro di Egomnia vi sarà la possibilità di creare un video-curriculum e usufruire di un sistema di e-Learning con libreria annessa: a oggi siamo in fase di sviluppo di queste novità che, a mio avviso, daranno uno slancio alle realtà simili a Egomnia e, di conseguenza, a tutto questo segmento del mercato del lavoro.

Lei ha solo 21 anni, ma sembra avere le idee molto chiare. Come vede il suo futuro professionale?

Ho voluto entrare presto nel ‘mondo dei grandi’ ma continuerò a studiare raggiungendo il mio obiettivo universitario. E, al contempo, desidero continuare a coltivare il mio progetto a lungo termine di Egomnia: consolidarlo, diversificarlo con nuove opportunità, portarlo all’estero e, non ultima per importanza, dare lavoro a più persone possibili.

Il team di Egomnia
Il team di Egomnia

Il momento socio-economico è complicato. Cosa può dire ai suoi coetanei che ancora brancolano nella nebbia e nell’incertezza professionale?

I ragazzi devono prima di tutto rimboccarsi le maniche e abbandonare la pretesa assistenzialista in parte radicata nella nostra cultura. La crisi non è solo economica, ma è anche sociale: se si ha carisma, necessità e voglia, bisogna lottare contro l’instabilità e vederla come opportunità da cogliere per sviluppare idee e progetti. I risultati arrivano, presto o tardi, ma ciò che conta più di tutto è la volontà. Non è detto che ‘si vinca’ per forza o per lo meno non nell’immediato. Penso però che chi ha un sogno deve provarci costantemente con tutto se stesso!

 

Commenti (2)

  • Mezzo milione?? Mezzo milione??
    E quindi?

    Ci sono startup che, dopo 1 anno e mezzo, hanno un fatturato moooolto superiore.
    Ci sono startup che hanno molte più visite, con team che ogni giorno devono combattere per vincere competizioni, bandi, concorsi. Ma nessuno ne parla.
    Mi chiedo chi ci sia dietro questo presunto genio che ha scopiazzato fb piazzandolo sull’idea di linkedIn, per riuscire a fargli avere tutta questa visibilità.
    Dopo che sul niente viene pubblicizzato ovunque come un successo italiano, sono inevitabili i numeri di cui parlate.
    Anzi, sinceramente, mi chiedo: nonostante questa esposizione mediatica senza pari… tutto qui?

  • Buongiorno, a chi ho il piacere di rispondere?
    Sono Daniela Rimicci e mi occupo della redazione di questo sito insieme ad altre attività editoriali di ESTE.
    Ho realizzato personalmente l’intervista a Matteo Achilli quindi le rispondo con molto piacere.
    Il mio lavoro è quello di trovare notizie e lavorare quelle che ricevo dall’esterno, come uffici stampa/comunicazione, ecc.
    Partendo da questo assunto, sono a disposizione a ricevere e valutare l’interesse giornalistico di pubblicazione per qualunque realtà.
    Trova la mia mail nei contatti del sito nel caso in cui abbia delle informazioni da fornirmi o altro.
    Buona giornata,
    Daniela

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