Nelle Frecce Tricolori la leadership è condivisa, parola di (ex) Comandante

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Ha pilotato cacciabombardieri in scenari di guerra. Ha comandato le Frecce Tricolori. Ed è stato Executive Consulting della Scuderia Ferrari.

Quella di Massimo Tammaro è una vita che racchiude in sé almeno altre tre vite: se la maggior parte di noi ci mette un’intera esistenza per coronare un sogno, lui, in meno di 50 anni, ne ha già vissuti di meravigliosi. Tanto che quando qualcuno l’ha definito dreamer (sognatore) si è sentito l’etichetta cucita addosso.

Ma Tammaro non è ancora stanco di cambiare pelle e non ha certo intenzione di prendersi il meritato riposo. Oggi, tra le varie attività, cura la sua società MT – Meta Thinking “Thinking above, beyond, behind” e svolge servizi come Advisor, Executive Coach e Speaker: è un esperto di Change management ed è stato chiamato come relatore a importanti eventi internazionali, come quello organizzato dalla Singularity University a Varsavia a ottobre 2017 dal titolo Business leadership in a time of disruption.

Che sia un ‘ragazzo fortunato’ ne è ben cosciente. In realtà se n’era già reso conto in passato, soprattutto quando nel 2011, in occasione del primo Gran Premio di Formula 1 da uomo del Cavallino in Australia, poco prima di uscire dalla stanza d’albergo per raggiungere il resto del team, si vide riflesso nello specchio con la divisa della Scuderia Ferrari: “Solo allora realizzai di essere passato dalle Frecce Tricolori alla Ferrari, insomma da un’eccellenza all’altra”, ricorda scherzando Tammaro, che Persone&Conoscenze incontra dopo la sua partecipazione come speaker all’evento Design dell’Organizzazione promosso dalla rivista Sviluppo&Organizzazione.

In quell’occasione il suo intervento si era focalizzato sul tema della leadership come leva per raggiungere il successo e per crescere. E anche durante il colloquio in esclusiva, in una piovosa giornata di Milano, si concentra su questi argomenti.

Esperienze in contesti internazionali e multiculturali

D’altra parte le esperienze svolte consentono a Tammaro di essere una voce autorevole sul tema. Di sicuro ha avuto un ruolo centrale la posizione ricoperta all’interno della squadriglia della pattuglia acrobatica dell’Aeronautica, dove è arrivato nel 1998 dopo aver conseguito il brevetto di volo in Usa, aver volato presso il 132esimo Gruppo Caccia Bombardieri Ricognitori del Terzo Stormo e aver ottenuto la qualifica di istruttore di volo.

Nelle Frecce Tricolori –eredi delle tradizioni dell’acrobazia aerea collettiva italiana degli Anni 30 e che volano con la formazione più numerosa al mondo composta da 10 jet MB339– ha ricoperto varie ‘posizioni’ nella formazione: Secondo Fanalino, Terzo Gregario Sinistro, Primo Gregario Sinistro e successivamente Pony 0, cioè Comandante.

È stato proprio nella pattuglia acrobatica dell’Aeronautica che Tammaro ha maturato conoscenze e competenze di leadership che ha poi messo a disposizione in Ferrari, prima in pista e poi nell’area della Direzione del Personale. Il carattere lo ha aiutato, ma le esperienze in “contesti internazionali e multiculturali” hanno fatto il resto; consentendogli addirittura di tener testa a Mu’ammar Gheddafi, quando l’ex leader libico pretendeva che le Frecce Tricolori celebrassero i 40 anni della rivoluzione del Paese africano stendendo una scia verde anziché la tradizionale bandiera italiana. “Non ci alzeremo in volo se non potremo stendere il fumo bianco, rosso e verde”, fu irremovibile Tammaro rischiando di scatenare uno scontro diplomatico con la Libia. “Il pilota che ha detto ‘no’ al leader libico”, titolò il Corriere della Sera il 2 settembre 2009 all’indomani della vicenda, proiettando il Comandante delle Frecce Tricolori all’attenzione del grande pubblico (venne addirittura aperta una pagina su Facebook, oggi non più disponibile).

Ascoltare le persone per prendere la decisione migliore

Quando incontriamo Tammaro, l’episodio di Gheddafi non passa in sordina e ci serve per capire lo stile manageriale dell’ex Comandante della Pattuglia Acrobatica dell’Aviazione che in quell’occasione si fece interprete di un sentimento che accumunava tutto il gruppo. Non poteva essere altrimenti, visto che il leader delle Frecce Tricolori segue ogni aspetto della gestione delle persone all’interno della pattuglia, a partire dalla selezione (non a caso definisce Mirco Caffelli, attuale comandante delle Frecce Tricolori, “un mio ragazzo”).

“Il meccanismo di recruiting prevede che oltre ai requisiti professionali si faccia grande attenzione alle qualità umane delle persone”, racconta Tammaro, precisando come l’iter selettivo riguardi tanto i piloti quanto il personale tecnico delle Frecce Tricolori, che ogni anno fa domanda per entrare nella squadra (nel team i cambiamenti devono essere limitati perché è necessario avere il 90% del gruppo con esperienza per eseguire il volo acrobatico).

“Una volta selezionati i ‘migliori’, questi trascorrono una settimana al fianco della squadra come se già ne facessero parte”. E durante queste giornate, si organizzano momenti conviviali che servono al comandante per valutare le persone anche al di fuori del tradizionale ambiente di lavoro. “Organizzavo una serata in pizzeria per capire in che modo i candidati si relazionassero non solo con me e con gli altri membri della squadriglia in un contesto lontano dalla caserma, quanto con le altre persone, per esempio i camerieri”, spiega Tammaro.

Alla fine pure questo pesa nella valutazione delle persone, la cui scelta passa da un confronto del team. “Tutti, piloti e tecnici, esprimevano la loro opinione sui candidati e in più di un’occasione si è deciso di non selezionare nessuno”.

Proprio la leadership condivisa caratterizza lo stile manageriale dell’ex Comandante delle Frecce Tricolori, che spiega come “l’ascolto dei contributi da parte dei propri collaboratori è un valore aggiunto”: “Se non li ascolti perché non ti fidi, allora hai sbagliato a selezionarli; se, al contrario, non li interpelli in quanto vuoi avere sempre ragione, allora rischi di avere solo ‘yes men’ che di certo non giovano all’organizzazione”.

Come scegliere dunque le persone giuste?

L’intervista completa è stata pubblicata sul numero di luglio-agosto di Persone&Conoscenze.
Per informazioni sull’acquisto di copie e abbonamenti scrivi a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400)

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