Flexible benefit e diversity: le sfide dell’HR Business Partner di Pirelli Tyre Spa

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Intervista a Claudia Martinazzi, HR Business Partner di Pirelli Tyre Spa

Colosso mondiale con 19 stabilimenti in 13 Paesi e una presenza commerciale in 160 Stati, Pirelli è una delle aziende leader nel settore degli pneumatici.
Laureata in Psicologia, attualmente iscritta a un master in Corporate Coaching, Claudia Martinazzi è entrata nelle Risorse Umane fin dalle prime esperienze lavorative, occupandosi di vari aspetti della gestione del personale, dalla selezione fino alla formazione e sviluppo. Dopo le esperienze in Bayer, nel 2004 è entrata in Pirelli con il ruolo di HR Business Partner: in azienda ha seguito come HR la Funzione R&D dell’headquarter, il Motorsport, la Business Unit Moto e le funzioni Supply Chain. Oggi è HR Manager per il mondo commerciale del mercato italiano.
Claudia Martinazzi, HR Manager di Pirelli, è abbonata a Persone&Conoscenze e Sviluppo&Organizzazione da aprile 2016.

Come ha conosciuto la casa editrice Este che edita Persone&Conoscenze e Sviluppo&Organizzazione?
Sono molto interessata alle novità in materia di flexible benefit e smart working e, cercando su internet maggiori informazioni a riguardo, ho individuato alcuni contenuti interessanti prodotti da Este. Poi, confrontandomi con colleghi con il mio stesso ruolo in altre realtà, sono stata consigliata di consultare i programmi dei convegni organizzati da Este e li ho trovati interessanti sia per i temi degli interventi sia per gli interlocutori. Quindi ho approfittato della formula abbonamento alle riviste e partecipazione gratuita o scontata ai convegni.

In che modo pensa che le riviste possano diventare uno strumento utile alla sua esperienza lavorativa?
Ho scelto di abbonarsi a Persone&Conoscenze e Sviluppo&Organizzazione per mantenere vivo l’interesse sulle novità in atto in ambito HR e organizzazione aziendale. Ritengo di aver bisogno di aggiornarmi sulle nuove normative in merito a welfare aziendale e smart working –giusto per citare due temi molto di moda in questo momento– ma pure per capire in che modo le altre realtà implementano le soluzioni innovative. Ecco, la vera necessità è confrontarmi con chi sta vivendo sulla sua pelle un cambiamento, anche per capire quali sono rischi e opportunità legati alle iniziative. Ritendo che sia fondamentale vedere e capire cosa succede fuori dalla realtà quotidiana: aiuta a capire tutte le sfaccettature di una stessa tematica. Inoltre avevo bisogno di un arricchimento personale rispetto alle mie competenze e conoscenze nel mondo dello sviluppo, selezione e formazione. Insomma, volevo avere un quadro quanto più a 360 gradi delle Risorse Umane: dalla gestione più soft delle persone alle tematiche più hard su normative e contratti.

Quali sono le sue sfide in ambito HR del 2016?
La mia sfida riguarda i flexible benefit, ma pure lo smart working per rimanere in ambito hard. Per la parte più soft è la gestione delle diversità in azienda, l’inserimento delle nuove generazioni e il confronto-convivenza all’interno dell’organizzazione.

Cosa si aspetta dalla rivista?
Spero che possa comunicarmi nuovi stimoli, ma pure fare chiarezza sul quadro normativo. Il mio interesse non riguarda solo le riviste, ma anche i convegni, per esempio quello sul welfare: mi aspetto che sia l’occasione perché emergano spunti e soluzioni innovative dal confronto degli interlocutori.

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