Festival della Cultura del lavoro, un ponte tra persone e aziende

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Un Festival per parlare di cultura del lavoro dedicato –e aperto– a tutti, dove i protagonisti sono uomini e donne d’azienda, ma pure giornalisti, sociologi, psicologi e scrittori: persone insomma che ogni giorno si confrontano con i temi più attuali legati al mondo del lavoro. Nobilita, il lavoro raccontato Senza Filtro si svolge il 23 e 24 marzo a Bologna presso l’Opificio Golinelli: è un progetto di FiordiRisorse, la business community nata su Linkedin nel 2008 e alla quale aderiscono oltre 6mila manager con lo scopo di condividere buone pratiche, competenze e networking di alto livello.

Ideatore del Festival è Osvaldo Danzi, fondatore di FiordiRisorse, insieme con Stefania Zolotti Direttore Responsabile della testata giornalistica Informazione SenzaFiltro da cui il nome del Festival: “Il lavoro è l’unico elemento che permette alle persone di realizzarsi e di assumere una vera dignità nel contesto in cui operano, vivono e si relazionano con gli altri individui”. Prosegue Danzi: “Se vogliamo ‘restituire il lavoro alle persone’, di lavoro devono parlare coloro che lo svolgono (i lavoratori), coloro che lo offrono (gli imprenditori) e coloro che lo raccontano (giornalisti e divulgatori di nuovi modelli culturali)”.

Secondo Danzi, infatti, “il compito di chi guida la società civile (istituzioni) e quella produttiva (imprese) non è solo quello di osservare o promuovere eventi in nome della visibilità, ma di partecipare e sostenere la crescita culturale e personale dei suoi cittadini e collaboratori, rendendosi parte attiva nell’individuazione di trend economici, di pensiero manageriale, di opportunità”.

Come si arriva a tutto questo? “Presidiando luoghi non convenzionali dove si generano idee fuori dagli schemi, dove la condivisione di buone pratiche e le competenze sono messe a disposizione di tutti per diventare patrimonio comune”. Insomma Nobilita vuole (ri)costruire un ponte tra imprese, istituzioni e cittadini, creando consapevolezza e cultura più moderne.

Generare una nuova idea di lavoro

Dietro Nobilita c’è il lavoro di un “Comitato Diffuso e non Scientifico” composto da 50 persone “comuni” selezionate all’interno delle funzioni Comunicazione e Risorse Umane delle aziende, tra i giornalisti, gli opinionisti, i rappresentanti delle istituzioni e i membri della community di FiordiRisorse che hanno collaborato alla realizzazione del programma. “Abbiamo scelto di analizzare alcuni dei temi più attuali andando però oltre la teoria”, continua Danzi.

Così al posto di “Industria 4.0” –parola di cui ormai c’è poco uso e grande abuso– c’è il “Ritorno alla fabbrica”, per analizzare come l’uomo e la cultura umanistica continuino a restare al centro a supporto della tecnologia, influenzando produttività e comportamenti. Poi “Welfare” –“Che non significa solo palestre e asili nido, ma restituzione del tempo alle persone”– “Startup e Innovazione”, “Nuove fragilità: neolaureati e Over40”, la selezione del personale “che non significa sempre cercare talenti”. E ancora “Formazione”, “Generazione Freelance”, “Terzo settore” e molto altro.

Il Festival si divide in tre fasi: un “panel di divulgazione” sui temi più attuali del lavoro dibattuti in maniera semplice, ma non banale e spesso controcorrente da selezionatissimi opinion leader. Una seconda fase di Nobilita in cui sei personaggi carismatici (Oscar Farinetti, David Bevilacqua, Annamaria Testa, Paolo Vergnani, Sebastiano Zanolli e Luciano Floridi) trasmettono al pubblico 18 minuti a testa di valore manageriale: “Abbiamo immaginato una trasmissione di pensiero da proporre a tutti coloro che credono che possa esserci un modo diverso di parlare di lavoro”, argomenta Danzi.

Mettere in relazione giovani e aziende

Anche la location dove si svolge Nobilita è in sintonia con questi aspetti del progetto: la Fondazione Golinelli –nata a Bologna nel 1988 per volontà dell’imprenditore e filantropo Marino
Golinelli– si ispira al modello delle fondazioni filantropiche americane e si occupa in maniera integrata di educazione, formazione e cultura per favorire la crescita intellettuale ed etica dei giovani e della società con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo sostenibile del nostro Paese.

Le nuove generazioni sono protagoniste della terza fase del Festival in cui gli studenti possono incontrare le aziende e confrontarsi in maniera diretta con i loro manager e imprenditori. “Il superamento dei Career Day, un sistema obsoleto in cui non esiste confronto e che si limita a un’arida ricezione di curricula senza alcun feedback; abbiamo scelto di portare gli imprenditori in un’arena e di metterli a confronto con i ragazzi per fare vero orientamento professionale, offrire ai ragazzi nomi e cognomi di riferimento, dare loro le risposte che cercano e al tempo stesso diffondere la conoscenza di brand meno famosi, ma concreti e ricchi di opportunità vere”.

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