Dallara e la funzione sociale dell’impresa

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“Un’azienda è competitiva se lo è anche il territorio circostante”. Basterebbe questa frase a spiegare la visione imprenditoriale di Dallara, azienda di Varano de’ Melegari (Parma) costruttrice di automobili da competizione.

A fondarla è stato nel 1972 l’ingegner Giampaolo Dallara, che aveva iniziato la sua carriera come consulente di aziende-simbolo del Made in Italy motoristico (Ferrari, Maserati, Lamborghini) prima di dar vita alla sua avventura imprenditoriale.

Avventura che ha riservato grandi soddisfazioni, trasformando l’azienda in uno dei principali fornitori delle scuderie partecipanti a campionati internazionali.

A pronunciare queste parole è un altro ingegnere, Andrea Pontremoli (nella foto), Amministratore Delegato dal 2007 dopo un’esperienza di 27 anni in IBM Italia, dove era entrato come semplice tecnico di manutenzione per diventarne Presidente e CEO.

“Il nostro modello è quello di un’impresa di rete, che condivide le conoscenze con scuole, università e altre aziende del territorio, per una formazione delle competenze a lungo termine”.

Ciò che contraddistingue Dallara è la sua vocazione sociale: “Per noi la Responsabilità sociale dell’impresa consiste nella costruzione di un futuro dove le persone vogliano stare bene con un interesse comune a lungo termine”, afferma Pontremoli, che spiega perché a un certo punto della sua carriera di manager di una grande azienda ha deciso di passare in una PMI: “L’ho fatto per poter fare qualcosa per il mio territorio e per contribuire alla formazione delle nuove generazioni”.

Questo è stato possibile grazie alla “condivisione di valori con Dallara e con il suo modo di intendere la funzione sociale dell’impresa”.

C’è una grande differenza tra essere un manager ed essere un imprenditore, secondo Pontremoli: “Il primo ha degli obiettivi ed è bravo se raggiunge quei risultati; il secondo, invece, considera l’azienda come se fosse un figlio”.

“L’imprenditore non può lucrare su suo figlio, ma punta a costruire un ambiente migliore per lui. È il custode di un’idea e il suo compito è svilupparla al meglio. Anche per questo i nostri utili sono sempre stati reinvestiti”.

Innovazione e formazione per crescere

Quest’anno Dallara ha superato per la prima volta la soglia dei 100 milioni di fatturato (diviso in egual misura tra Stati Uniti, Europa e resto del mondo) e ha ampliato ulteriormente il numero di dipendenti, toccando quota 700: circa 450 a Varano, 250 a Collecchio e 50 a Indianapolis.

Nell’autunno 2018, Dallara ha aperto un nuovo edificio accanto alla sede storica: la Dallara Academy, che rivolge una particolare attenzione ai più giovani con un’area dedicata a laboratori didattici basati sulla filosofia dell’edutainment, cioè dell’imparare divertendosi, coinvolgendo i ragazzi nelle attività ispirate alle tre competenze principali che contraddistinguono l’azienda: progettazione e produzione con materiali compositi in fibra di carbonio; aerodinamica; simulazione dinamica del veicolo.

“Da noi è possibile guidare un’automobile che non è ancora stata costruita, grazie alle tecnologie di simulazione che ci permettono di sperimentare e di sbagliare contenendo i costi, perché l’innovazione nasce dall’errore”, racconta Pontremoli.

L’impegno dell’azienda nella formazione prosegue con un’area dedicata agli studi di livello universitario. Il primo piano, infatti, sarà la sede del secondo anno del corso di laurea magistrale in “Racing Car Design” del Muner (Motorvehicle University of Emilia-Romagna, di cui è presidente lo stesso Pontremoli), un sodalizio fortemente voluto dalla Regione Emilia-Romagna tra gli atenei regionali e le storiche case motoristiche della Motor Valley che rappresentano l’eccellenza italiana nel mondo del Motorsport.

“L’innovazione è la chiave per stare sul mercato”, secondo Pontremoli, ed è ciò che ha consentito a Dallara di conquistare dapprima il campionato di Formula 3, poi Indianapolis, oltre a clienti come Porsche, Lamborghini, Ferrari e Bugatti (solo per citarne alcuni) ai quali l’azienda emiliana vende anche il suo know-how attraverso l’attività di consulenza.

“Siamo sempre alla ricerca dell’eccellenza che è in continuo in movimento, questo è il nostro modo di essere”.

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