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Da giacca e cravatta a felpa e sneaker, il nuovo dress code aziendale

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In certi ambienti dev’essere classico, meglio se sartoriale. In altri l’importante è che sia contemporaneo e al passo con i tempi. C’è chi lo usa per esprimere personalità e chi lo vuole uguale per tutti, come un marchio distintivo. Alcuni prediligono l’eleganza, altri scelgono la praticità.

L’abito di certo non fa il monaco, ma da qualche tempo neppure il lavoratore. A far cadere l’ultimo tabù sull’abbigliamento da ufficio ci ha pensato Goldman Sachs. D’ora in poi nella sede di una delle più importanti banche d’affari al mondo non sarà più necessario indossare la cravatta.

La rigida divisa di Wall Street –che, oltre all’immancabile nodo al collo, prevede abito scuro e camicia chiara, stringate nere o mocassini– non è più obbligatoria. Persino l’alta finanza, una delle ultime roccaforti dell’abito da lavoro, ha ceduto il passo e aperto le porte a jeans, bluse e t-shirt.

L’ordine di servizio destinato ai 36mila dipendenti della banca porta la firma di David Solomon, da cinque mesi a capo dell’istituto. Il manager, che da sette anni veste i panni di dj nei locali di New York e Miami, ha scelto anche sul posto di lavoro un abbigliamento più rilassato. Una strategia, secondo alcuni, per fronteggiare la concorrenza della Silicon Valley e accaparrarsi i migliori talenti freschi di università. E di certo poco inclini all’abito scuro.

Un nuovo stile, il business casual

La nuova divisa del manager di successo sembra fatta di maglioni, jeans e sneaker. La parola d’ordine è comodità. Qualcuno ha trovato un nome per il nuovo trend: business casual è stato definito lo stile che reinterpreta il classico look da ufficio per adattarsi a un modello di vita sempre più smart e multitasking.

Il vestiario deve consentire ampia libertà nei movimenti o permettere di stare seduti per ore davanti al pc senza il fastidio di indumenti scomodi. L’idea che vi sta dietro è chiara: se il lavoratore è a suo agio nei panni che indossa, anche il suo rendimento sarà migliore.

La conferma sembra arrivare da uno studio condotto nel 2018 da Stormline, storica azienda inglese specializzata nella produzione di abbigliamento tecnico impermeabile. L’analisi ha rivelato che il 61% dei dipendenti è più produttivo se ha la possibilità di vestire in modo casual.

L’articolo completo è pubblicato sul numero di Marzo 2019 di di Persone&Conoscenze.
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