Cresce il welfare grazie ai contratti dei metalmeccanici

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Il welfare inserito nei contratti dei Metalmeccanici ha fatto registrare un’impennata dell’uso di questo strumento nel settore della Manifatturiero, al primo posto in classifica con il 43% di aziende coinvolte, con un +13% rispetto al 2016. Per effetto del rinnovo al contempo è diminuita la quota media da dedicare al welfare da 820 a 640 euro. È quanto emerso nella seconda edizione dell’Osservatorio di Easy Welfare presentato al Welfare Forum, una ricerca condotta dall’azienda specializzata in soluzioni per il welfare aziendale, su un panel di 382 imprese.

Più welfare, ma serve cultura

Dati interessanti, certo, ma ancora più significativa è la distanza degli altri settori rispetto al Manifatturiero, dove non c’è stato un inserimento obbligatorio del welfare nei contratti: solo nel 12% dell’aziende del commercio si registrano piani di welfare; a seguire a pari merito l’IT, i media, il digital, le telco e i servizi finanziari, al 9%. Segno evidente che la cultura del welfare è ancora da diffondere, seppur sono stati fatti dei notevoli passi in avanti. Lo ha sottolineato Federico Isenburg, CEO di Easy Welfare, che alla seconda edizione del Welfare Forum ha raccontato la crescita della sua azienda: “Oggi, dopo più di 10 anni di attività, abbiamo 500 clienti, 9 milioni di fatturato e oltre 100 consulenti. Siamo cresciuti in maniera esponenziale”.

La conversione del premio di risultato in welfare

Come ha spiegato Emanuele Lazzarini, General Manager di Rwa Consulting, la novità che ha influenzato maggiormente le scelte di welfare è la possibilità di convertire il premio di risultato, resa possibile dalle legge di Stabilità del 2016: “La manovra ha innalzato poi le soglie per accedere alla tassazione agevolata e quelle per la conversione del premio di produttività”. L’importo del bonus di produzione per il quale si può beneficare della detassazione parziale è passata da 2mila a 4mila euro

La ricerca ha evidenziato che le donne scelgono più degli uomini la conversione del premio di risultato (solo il 63% si astiene contro il 74% degli uomini), ma in generale sono gli uomini a beneficiare maggiormente dei servizi di welfare. Scelgono la conversione soprattutto i lavoratori tra i 35 e i 55 anni di età: “In particolare i servizi più richiesti sono ancora il sostegno ai servizi scolastici, la previdenza e l’assistenza sanitaria, segno evidente che il premio di risultato viene utilizzato per il welfare nell’ottica di sostenere i bisogni della famiglia”, come ha spiegato Nelly Bonfiglio, Sales Director di Easy Welfare, che ha precisato però un aumento di richieste anche in ambito ricreativo.

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